Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Lo sbattimento dell’amministratore

SI PREGA DI CHIUDERE LE PORTE SENZA SBATTERE L’AMMINISTRATORE

Prima di tornare sullo storytelling, un esempio divertente di anfibologia dovuta (anche) all’assenza di punteggiatura.

Vedi anche: Giornata della punteggiatura (in lingue diverse, convenzioni diverse nell’uso dei segni di interpunzione).

Cartello: piccola creta via Aeffe 

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6 commenti a “Lo sbattimento dell’amministratore”

  1. 8 aprile 2014 15:54

    Marco:

    Ha ha ha, fantastico 😉

  2. 8 aprile 2014 16:35

    Stefano:

    Il caso di “andiamo a mangiare nonna” vs “andiamo a mangiare, nonna”

  3. 8 aprile 2014 17:18

    W G:

    Più che mancanza di punteggiatura direi mancanza di buon senso percettivo : sarebbe stato sufficiente scrivere “l’amministratore” con un carattere più piccolo e in basso a destra. Comunque qui gli asini sono due: chi ha scritto il cartello e l’amministratore che lo ha appeso….il quale, non dico una sbattuta , ma una bacchettata sulle dita come usava ancora ai miei tempi la meriterebbe sicuramente.

  4. 8 aprile 2014 22:20

    Licia:

    @Stefano :-D   (però funziona meglio a Roma e presumo nel resto dell’Italia centrale, perché in Italia settentrionale ci si aspetta l’articolo determinativo davanti ai sostantivi che identificano dei familiari, obbligatorio se non è specificato il nome proprio: andiamo a pranzo dalla nonna, c’è la zia al telefono ecc.)

    Aggiungo anche la storiella molto nota in inglese dell’insegnante che scrive alla lavagna la frase a woman withour her man is nothing e chiede agli studenti di aggiungere la punteggiatura; tutti i maschi scrivono a woman, without her man, is nothing, mentre tutte le studentesse scrivono a woman: without her, man is nothing.

    @ W G, sarebbe stato ancora meglio aggiungere il pronome le a sbattere perché, a parte la punteggiatura, qui c’è anche un problema di grammatica: sbattere è un verbo transitivo che non ammette l’omissione dell’oggetto e quindi automaticamente il complemento oggetto diventa l’amministratore.

  5. 10 aprile 2014 16:53

    Stefano:

    In realtà, anche a Roma dipende con chi parli. Se parli con tuo fratello o tuo padre, dici una cosa tipo “C’è mamma?” Se invece fai la stessa domanda a un bambino con cui non hai familiarità, l’articolo lo usi: “C’è la mamma”?
    In un contesto di estrema familiarità, i sostantivi identificativi dei familiari si comportano come nomi propri. Appena la familiarità scende anche di poco, le cose diventano meno ovvie e si iniziano a usare gli articoli per distinguere “la mamma” da una mamma qualunque

  6. 11 aprile 2014 11:08

    Licia:

    @Stefano, grazie per i dettagli: i regionalismi mi incuriosiscono moltissimo. Proprio stamattina ho letto Italiani regionali: «Cosa costano?», e devo dire che non avevo mai fatto caso a “cosa costa?” per “quanto costa?” perché per me suona del tutto normale.