Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Potere evocativo del non noto

Vignetta: Caterpillar AM

In un commento a Get your [Jobs] Act together!, Enrico mi ha segnalato la lettera a un quotidiano italiano di un lettore che chiede perché non venga spiegato il significato di “termini stranieri incomprensibili” come jobs act. Ecco cosa risponde il direttore: 

“Prendiamo l’espressione "jobs act", letteralmente significa "legge per il lavoro" , ma quelle due brevissime parole hanno anche un valore evocativo assai più forte perchè richiamano un celebre discorso del presidente americano Obama che si chiamava appunto "jobs act american". È per questa ragione che Matteo Renzi, quando ha presentato le sue proposte per riformare il mondo del lavoro, ha parlato proprio di "jobs act", perchè vuole riferirsi a quel modello di riforme.”

A parte gli errori, come si fa ad affermare che due parole straniere hanno un “valore evocativo assai più forte” [dell’italiano] perché fanno riferimento a un discorso in inglese che si presume la maggioranza degli italiani non abbia mai sentito? Curioso poi che venga affermato da chi ignora che in inglese gli aggettivi precedono i sostantivi…

Non posso che condividere l’osservazione di Annamaria Testa in La lingua italiana, così bella da spiccare: “[…] non ce l’ho su neanche coi molti termini inglesi, da toast a mouse, che usiamo correntemente. Quella che mi sembra deplorevole è la debordante marmellata di termini inglesi sparsi del tutto a capocchia e inutilmente (essendo vivi, vegeti e precisi i corrispondenti termini nella nostra lingua) all’interno di un discorso in italiano”.

Vedi anche: L’invasione degli anglicismi

Aggiornamento 12 marzo 2014: Definizione ufficiale di Jobs Act (dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

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5 commenti a “Potere evocativo del non noto”

  1. 7 marzo 2014 15:03

    Marco:

    Questo direttore del Gazzettino è di un’ignoranza abissale.
    Non è vero che, come scrive nella sua risposta al lettore, “jobs act”, letteralmente significa “legge per il lavoro”.
    Nel termine JOBS Act, JOBS è l’acronimo di Jumpstart Our Business Startups.
    Da Wikipedia:
    Jumpstart Our Business Startups Act or JOBS Act, is a law intended to encourage funding of United States small businesses by easing various securities regulations.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Jumpstart_Our_Business_Startups_Act

  2. 7 marzo 2014 17:08

    Carla Crivello:

    @Marco: lo spiega anche in modo chiaro Martina Ori (ADAPT Research fellow) in “Il Job Act di Renzi, cos’è e come funziona” pubblicato su Linkiesta.it il 9 gennaio scorso.

  3. 7 marzo 2014 19:08

    Marco 1:

    Ma non solo con parole straniere …

    A voi non fa imbizzarrire l’uso giornalistico di certi termini? Possibile, ad esempio, che nel nostro Belpaese, così lento e sempre in ritardo rispetto a qualcosa (le scadenze, le necessità, la Storia), ci sia sempre su giornali e in tv, qualcosa che “scatta”?

    L’emergenza, il semestre, le operazioni, le procedure per, l’annullamento … Tutto “scatta” in Italia, generalmente e più di tutti il rinvio.

    Lo so, sono fuori tema, ma si tratta pur sempre di maltrattamenti della lingua italiana da parte di chi fa informazione. O sono troppo insofferente io?

  4. 7 marzo 2014 21:43

    Licia:

    @Marco, però chi lo sa esattamente cosa si intende con Jobs Act? In mancanza di spiegazioni ufficiali (non ce ne sono né nel sito di Renzi né in quello del governo) secondo me entrambe le interpretazioni possono essere valide, anche perché Renzi non ha mai scritto JOBS con le maiuscole, e inizialmente scriveva Job Act, senza s. E trovo anche piuttosto inquietante che fino a un paio di giorni fa chi cercava “significato Jobs Act” con Google ottenesse come primo risultato il mio post di gennaio, proprio perché non esiste nessun documento di riferimento. Poi anch’io trovo fastidioso ascoltare i giornali radio e sentire sempre citato “giobàcts” come se tutti sapessero di cosa si tratta.
    @Carla, grazie per il riferimento.

    @Marco 1, non ci avevo mai pensato, ma hai ragione, scatta proprio tutto, fra un po’ anche l’ora legale! I linguisti li chiamano cliché, potremmo cominciare a raccoglierli. Uno che viene citato spesso è la descrizione di una città dopo una nevicata notturna: si è svegliata sotto una coltre di neve.

  5. 8 marzo 2014 19:47

    Marco:

    @Carla Crivello: grazie del riferimento, ecco il link all’articolo che hai citato (si trova subito con Google ma riporto per i più “pigri”):
    http://www.linkiesta.it/cos-e-job-act