Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Simbolo arbitrario, concetto poco chiaro

cartello con omini con braccia allargate ad aeroplanoMi sono piaciute molto le interpretazioni del cartello di divieto con il simbolo dell’omino con le braccia allargate che vi ho proposto ieri in Segnaletica di montagna. Ha indovinato il significato Ivo Silvestro nella prima delle sue risposte: è uno dei cartelli di divieto di transito dei pedoni sulla pista di sci di fondo della Val D’Ultimo.

cartello con omino che cammina in segnale di divietoNon l’avevo mai visto prima e non ho capito subito che equivaleva al cartello standard con l’omino che cammina (a destra), comune in altre località e presente anche all’inizio della pista (unico esemplare!).

I due cartelli mi fanno pensare al triangolo semiotico, uno schema molto usato in terminologia.

triangolo semioticoSintetizza le relazioni tra oggetti, percepiti o immaginati (in questo caso il divieto di camminare), che vengono astratti in concetti (immagini mentali di oggetti o insiemi di oggetti), a loro volta rappresentati da designazioni, che possono essere segni linguistici, le parole, o anche non linguistici, come icone e simboli grafici.

Il collegamento tra un oggetto e le sue designazioni è tratteggiato perché i segni sono convenzioni, anche arbitrarie (il mio esempio preferito è il termine ribbon).

Motivazione, trasparenza e congruenza

I segni, sia linguistici che grafici, dovrebbero essere motivati, ma in questo caso non è chiaro cosa abbia portato alla scelta della figura con le braccia allargate: forse il cartello dovrebbe far pensare a un vigile che regola il traffico? Ma se così fosse, le braccia dovrebbero essere disegnate perpendicolari al tronco e rigide (non “ad aeroplano”) e comunque il riferimento sarebbe a un sistema di segni che ormai è familiare solo ai neopatentati, quindi poco riconoscibile.

Questo segno non risulta trasparente perché non consente di intuire il concetto che rappresenta senza bisogno di definizioni, come invece il cartello con l’omino che cammina. Crea inoltre delle incongruenze: sulla pista della Val D’Ultimo sono stati usati due simboli diversi per lo stesso concetto* mentre è sempre preferibile la standardizzazione, che consente una comunicazione più efficiente.

Contesto

Un altro aspetto evidenziato anche da vari commenti in Segnaletica di montagna è l’importanza del contesto: se avessi specificato subito che si trattava di una pista di sci di fondo, alcune interpretazioni sarebbero state escluse già in partenza. Anche la scelta di mostrare la foto del cartello vicino a un albero anziché in mezzo alla neve ha condizionato il tipo di risposte.

Con la terminologia funziona allo stesso modo: i termini non andrebbero mai considerati individualmente ma sempre all’interno del loro sistema concettuale (esempio).


* Ho avuto la conferma che i due cartelli sono “sinonimi” da due fondisti del posto, che però non mi hanno saputo spiegare perché sia stato scelto proprio quel simbolo.

Aggiornamento marzo 2017 – In Svizzera ho visto un contesto dove l’omino con le braccia allargate ha più senso: divieto di attraversamento binari. Si nota però che i questo caso braccia e gambe sono perpendicolari tra loro.

Überschreiten der Gleise verboten – Do not cross the railway lines


Un altro esempio di concetti terminologici illustrati con analogie invernali: Ciaspole, ciaspe, racchette da neve… e racchettoni (è un post del 2010 e allora ipotizzavo che nel lessico italiano racchette da neve sarebbe stato soppiantato dal regionalismo ciaspole; a distanza di quattro anni mi sembra che la sostituzione sia stata quasi totale).

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2 commenti a “Simbolo arbitrario, concetto poco chiaro”

  1. 5 marzo 2014 14:55

    Marco:

    A parte l’incongruenza tra i due cartelli, questo con le braccia aperte non fa pensare in alcun modo al camminare, al movimento, ma al contrario a una posizione stazionaria…

  2. 5 marzo 2014 15:25

    Licia:

    @Marco, infatti, quando ho visto il primo di questi cartelli sono addirittura tornata indietro per cercare di capire se nel contesto ci fosse qualcosa di particolare che spiegasse il messaggio, e invece eravamo in un tratto piano e largo della pista, così ho concluso che il messaggio, qualunque fosse, non era comunque rivolto ai fondisti (altrimenti alla figurina sarebbero stati aggiunti sci e bastoncini stilizzati, come negli esempi di Parole curiose: Schlittschuhschritt).
    A meno che l’intenzione del cartello non fosse quella di dare un argomento di conversazione agli sciatori: in questo caso si è rivelato molto efficace! 😉