Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Falsi parcheggi per bebè

immagine che illustra il Baby-park nel sito MAXXI

Il museo MAXXI di Roma propone il Baby-park, un servizio descritto come “alternativa a un tradizionale baby-sitting“, con attività per bambini “dai 4 ai 10 anni”.

Baby-park, o baby parking, è uno pseudoprestito (falso anglicismo) abbastanza diffuso, formato dalla combinazione di due elementi inglesi a cui viene dato un significato inesistente nella lingua originale. È un nome made in Italy: la maggior parte delle occorrenze in rete porta ad alberghi o scuole di sci italiani.

Immagino che park vada inteso come “parco giochi” (in inglese playground) e non come “parcheggio” (ad es. car park) o “zona” (ad es. industrial park).

In italiano baby viene usato con funzione aggettivale con il significato di “da bambino” (forse in origine da baby sitter?), ma in inglese baby descrive solo i bambini di pochi mesi che non hanno ancora imparato a parlare e camminare, quindi un’età che li esclude dalla maggior parte dei baby park italiani. In inglese il sostantivo baby con funzione aggettivale indica “da/per neonato” oppure una versione in miniatura di qualcosa (ad es. baby carrots), quindi baby park potrebbe essere inteso come una palestrina decorata con alberi e altri elementi della natura (un “parco per neonati” oppure un “mini parco”).

Come si dice baby park in inglese? Non c’è un unico nome: si può dire supervised [children’s / kids] play area / activity centre / room / area  o anche club o camp.
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Vedi anche: Social, uno pseudoprestito

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7 commenti a “Falsi parcheggi per bebè”

  1. 15 ottobre 2013 11:21

    camomilla:

    C’entra solo in parte ma mi viene in mente il sospetto: anche “baby gang” è uno pseudoprestito italiano?

  2. 15 ottobre 2013 11:42

    Licia:

    @camomilla, sì, e anche baby manager, baby boss e baby killer (che in italiano è un assassino di giovane età, mentre in inglese verrebbe interpretato come qualcuno che uccide neonati). Si tratta quindi di inglese farlocco e in tutti questi esempi baby è oramai da intendersi come elemento formativo del lessico italiano che porta a locuzioni come baby pensionato, baby lavoratore ecc.

  3. 15 ottobre 2013 14:28

    Andrea:

    Senza ironia, secondo me park va inteso come “parcheggio” perché è un posto dove si possono lasciare (“parcheggiare” suona male ma i genitori di bambini piccoli mi possono capire) i bambini e dedicarsi ad altro.
    Non l’ho mai visto usato in posti in cui comunque è prevista la supervisione dei genitori.

  4. 15 ottobre 2013 15:39

    Licia:

    @Andrea, e le parole inglesi vanno benissimo per “migliorare” un concetto! 😉

  5. 16 ottobre 2013 10:26

    .mau.:

    la mia è la stessa idea di Andrea 🙂

  6. 17 ottobre 2013 20:25

    Marco 1:

    ” ma in inglese baby descrive solo i bambini di pochi mesi che non hanno ancora imparato a parlare e camminare”

    Ma Baby Jane, nel famoso film con Bette Davis, in realtà era una bambina relativamente grande, una piccola star che canta e recita. Quindi anche in inglese in certe occasioni/contesti, “baby” può avere un significato più ampio, simile a quello che ha in italiano?

  7. 17 ottobre 2013 20:48

    Licia:

    @Marco 1, sì, in altri contesti baby ha anche altri significati, ad es viene usato come vezzeggiativo o per indicare la persona più giovane di una famiglia, ad es. baby sister può essere sia una sorellina appena nata che la sorella più piccola, indipendentemente dall’età.