Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Storie di schede e linguette (e cavalierini)

schede

In tutte le versioni italiane dei principali browser, una scheda è il contenitore per ciascuna pagina web aperta all’interno di un’unica finestra del browser. Il termine inglese è tab e la funzionalità si chiama tabbed browsing, in italiano navigazione o esplorazione a schede.

Nell’uso informatico tab è un esempio di terminologizzazione, ottenuta per sineddoche: la parte (tab) usata per il tutto. Nel lessico comune inglese, infatti, tab descrive in modo generico  targhette e cartellini usati per identificare un oggetto, ma non l’oggetto così etichettato. 

immagine di finestra di dialogo con schedePrima ancora di diventare un elemento comune a tutti i browser, le schede erano apparse nelle finestre di dialogo di Windows, quasi una ventina di anni fa.

Ricordo bene le discussioni per la scelta del termine italiano.

Nel lavoro terminologico si privilegia l’approccio onomasiologico, che parte dall’analisi del concetto e cerca di evitare la tentazione di “tradurre” i termini, che in ambito informatico possono essere parecchio arbitrari (cf. ribbon). Nella localizzazione di Windows avevamo quindi scartato sia cavalierino che linguetta (la parte) a favore di scheda (il tutto), una scelta poi condivisa da tutti i principali produttori di software per le loro versioni italiane.

Proprio perché scheda è ormai un termine standard nel mercato italiano, sono rimasta abbastanza sorpresa quando ho visto che nel sito dell’Accademia della Crusca viene invece usato linguetta, ad es. consultare la linguetta, vedi la linguetta, consultare […] nella linguetta. Mi domando come mai questo uso, forse da una traduzione letterale della terminologia inglese fatta senza verificare se esistesse già un equivalente italiano?

Programma e comunicato stampa nella linguetta “Correlati e info”

Ho anche notato la scelta di correlati e info perché sono due parole che appartengono a registri diversi, burocratico e informale, e non mi sarei aspettata di vederle nello stesso contesto.

Concludo con una curiosità: per passare da una scheda all’altra nei browser e nelle finestre di dialogo si può usare la combinazione di tasti CTRL+Tab, che in inglese sfrutta abilmente l’omonimia di tab, elemento dell’interfaccia, e tab, tabulazione, due parole con origine completamente diversa, come spiega Oxford Dictionaries: tab 1 e tab 2.
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Vedi anche: Windows 8: da charm ad accesso, per un altro esempio di arbitrarietà del segno linguistico in informatica.

Immagine della finestra di dialogo: Windows Dev Center

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7 commenti a “Storie di schede e linguette (e cavalierini)”

  1. 27 settembre 2013 16:15

    Marco:

    “Correlati e info” è veramente orrendo…

  2. 27 settembre 2013 22:29

    Marco 1:

    Interessantissimo articolo, come sempre. Da quando l’ho scoperto, seguo costantemente il suo magnifico blog. Capisco di appartenere ad una fascia culturale decisamente inadeguata, ma nonostante ciò – o forse proprio per questo – ne sono davvero affascinato.
    In rete ben poco è raffinato, intrigante, e piacevolmente colto come questo suo spazio. Grazie.
    Tornando almeno parzialmente in tema, leggendo della trasposizione di termini informatici dall’inglese all’italiano, mi sono venute in mente parole francesi come ordinateur o logiciel.
    Da cosa nasce questa “differenza francese”?
    Forse ha scritto qualcosa a riguardo?
    Sperando di non essere stato inopportuno, la ringrazio ancora per le pause stimolanti che la lettura del suo blog mi concede.

  3. 28 settembre 2013 10:59

    Marco 2 (aka Marco B):

    Il termine ordinateur è stato coniato dal filologo francese Jacques Perret nel 1955, su richiesta di IBM France, è interessante la lettera con cui spiega le ragioni della scelta e analizza i due campi semantici a cui appartiene questa parola

    http://www.les-infostrateges.com/article/0505148/l-ordinateur-50-ans-deja

    Tra l’altro questo è uno caso (uno dei pochi?) in cui la nascita di una parola è documentata, non è fantastico?

  4. 29 settembre 2013 05:40

    Marco:

    Grazie Marco 2 dell’interessantissimo link.
    Non avevo mai associato la parola “calcolatore” (nel caso di calcolatore elettronico) al Grande Calcolatore.

    Nota a margine: 3 commentatori su 3 si chiamano Marco. Basta per dimostrare che le persone con questo nome sono interessate ai problemi terminologici? 😉

  5. 30 settembre 2013 00:13

    Marco 1:

    Tradotto, con un po’ di fatica, e letto l’articolo. Ne valeva la pena. Grazie, Marco 2.

    Posso rilanciare? Nell’articolo si legge che l’italiano ha optato per “calcolatore”.

    Nella mia esperienza, però, ho sempre detto, letto e sentito “computer”.

    Nomi diversi per macchine distinte oppure è un esempio di staffetta: ad un certo punto (quando?) il freddo “calcolatore” ha passato il testimone al più personale ed amichevole “computer”?
    Un po’ come giardinetta o familiare hanno ceduto il passo a station wagon?

  6. 30 settembre 2013 00:48

    Licia:

    Grazie a tutti per i commenti e per la discussione, neanch’io conoscevo la lettera, molto interessante! Purtroppo non parlo francese e non ho molte informazioni, però so che i miei colleghi francesi, quando lavoravo in Microsoft, si incontravano regolarmente con commissione statale esperti di terminologia con cui discutevano i termini ad alta visibilità che non fossero specifici di Microsoft (e in un certo senso invidiavano noi italiani che decidevamo autonomamente). In certi paesi c’è sempre stata più attenzione alla terminologia, o perlomeno molto più che in Italia. Altro esempio della mia esperienza in Microsoft: in altri paesi il supporto clienti riceveva regolarmente commenti sulla terminologia usata nei prodotti, in Italia invece le uniche osservazioni di tipo linguistico erano sul correttore ortografico.

    A proposito invece di calcolatore e computer, la mia impressione è che si tratti di contesto d’uso: calcolatore ed elaboratore in ambito accademico, computer tra sviluppatori e chi per primo ha iniziato a usare personal computer, e in base al loro uso sia stato scelto il termine per le prime versioni italiane del software localizzato.

    Ho appena dato un’occhiata a un paio di dizionari, che concordano nell’indicare la data di ingresso in italiano di elaboratore all’inizio degli anni ’50 e di computer attorno al 1966. Per per cercare di avere un’indicazione sul momento del sorpasso ho usato NGram Viewer (ho fatto una ricerca con articolo perché computer ha la stessa forma sia al singolare che al plurale) e il risultato mi sembra interessante:

    I PC per uso personale hanno cominciato a diffondersi all’inizio degli anni ‘80 ed è più che probabile che sia stato un fattore determinante anche per la terminologia. 

    La mia impressione che calcolatore ed elaboratore sia la terminologia usata (tuttora)  in ambito accademico è rafforzata dalle voci del Dizionario enciclopedico di Informatica (inglese-italiano, italiano-inglese), redatto da due docenti universitari di informatica e pubblicato da Zanichelli nel 2009, quindi recente. Non so che criterio abbiano usato per i termini italiani, di sicuro non la frequenza d’uso. Esempi, con la voce inglese in corsivo:
    computer-aided design > progettazione assistita da elaboratore
    computer-based training > formazione assistita da elaboratore
    computer graphics > grafica generata al calcolatore
    computer network > rete di calcolatori
    database > base di dati

    Credo quindi che calcolatore (ed elaboratore)  e computer siano un esempio di nomi diversi che hanno seguito strade diverse.

    Grazie ancora per questi contributi così interessanti.

    PS Nel dizionario Zanichelli c’è anche computer geek > geco!!!

  7. 8 ottobre 2013 16:39

    Stefano:

    Al grafico manca “i cervelli elettronici” 😛