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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Dai fuchi ai droni

immagine di fuco in volo (“flying drone”) – WikipediaIn un commento a Grafia e pronuncia degli anglicismi: drone Paolo suggerisce che la parola drone potrebbe essersi diffusa in italiano attraverso la fantascienza, ad es. con il film Guerre Stellari (1977), quindi prima che con le cronache delle operazioni militari americane.

Torno sull’argomento perché in inglese questa accezione di drone, “velivolo privo di pilota, teleguidato per scopi militari o civili”, è relativamente recente e ha un’origine diversa da quella che le viene attribuita di solito.

Il significato più antico di drone in inglese è fuco, il maschio dell’ape, da cui deriva il verbo drone, che descrive un ronzio (e anche un parlottio monotono). Il lessicografo Ben Zimmer in The Flight of ‘Drone’ From Bees to Planes smentisce però l’etimologia popolare che il velivolo debba il nome al ronzio che produce.

L’origine è militare: negli anni ‘30 del secolo scorso la marina britannica aveva sviluppato un bersaglio telecomandato per esercitazioni di tiro derivato dal biplano DH 82 Tiger Moth (“falena tigrata”) e denominato DH 82B Queen Bee (“ape regina”). La marina americana si era basata sul Queen Bee per costruire un proprio modello che in omaggio all’originale aveva chiamato Drone (“fuco”), continuando così il tema entomologico.

Durante la seconda guerra mondiale alla produzione di bersagli telecomandati (target drone) si era aggiunta quella di velivoli per operazioni militari (assault drone) che nei decenni seguenti si sono evoluti in diversi tipi di velivoli senza pilota, di dimensioni anche molto ridotte e impiegati non solo per scopi militari ma anche civili, ad es. per monitoraggi e riprese aeree di vario tipo (e non va dimenticata la fantascienza!). È con questa accezione generica che la parola drone è entrata anche nel lessico comune italiano.

Intanto in inglese il verbo drone ha acquisito un ulteriore significato, "convertire un velivolo con pilota (piloted o manned) in uno privo di pilota (pilotless o unmanned)”.

Nel prossimo post qualche nota terminologica sulla risemantizzazione della parola drone.
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Vedi anche: Grafia e pronuncia degli anglicismi: drone e Drone + selfie = dronie (neologismo nato in aprile 2014).

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4 commenti a “Dai fuchi ai droni”

  1. 26 agosto 2013 23:49

    Marco B:

    In Star Wars ci sono i droidi (abbreviazione di androidi, e marchio registrato dalla LucasFilm), e non i droni.
    Ma lo dico sottovoce, altrimenti i miei figli mi chiamano nerd.

  2. 27 agosto 2013 01:06

    Licia:

    @Marco, grazie per la precisazione. Come dicevo altrove, non so nulla di fantascienza e avevo dato una rapida occhiata a The Star Wars Wiki, dove avevo trovato vari tipi di drone, ma non sono in grado di giudicare se siano presenze solo marginali nella saga. Però a questo punto il riferimento ai droidi è ancora più interessante perché potrebbe essere stata proprio la “contaminazione” di droide ad avere influenzato la pronuncia di drone, da inglese a italianizzata? Bisognerebbe consultare qualche lessicografo…

  3. 28 agosto 2013 16:26

    Suom(I)taly:

    A proposito di fantascienza, la parola drone compare nella serie di Star Trek (vedi droni Borg).

  4. 2 settembre 2013 23:55

    Licia

    @Suom(I)taly, grazie, direi che è un’ulteriore conferma dell’influenza della fantascienza.