Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Altri falsi amici

Altri falsi amici notati in articoli italiani con fonti in inglese:
fastidious fastidioso
riferiti a una persona, pignola o schizzinosa in inglese e invece molesta in italiano;
disturbing  disturbante
riferiti a un filmato, con immagini inquietanti in inglese ma solo fastidiose in italiano;
perceptive  percettivo
riferiti a una persona, perspicace in inglese, relativo alla percezione in italiano.

In alcuni testi accademici scritti in inglese da autori italiani ho visto usare ripetutamente il verbo dispose of (ad es. we dispose of new resources) con il significato che ha disporre di in italiano, mentre in inglese vuol dire sbarazzarsi.

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13 commenti a “Altri falsi amici”

  1. 14 giugno 2013 15:22

    dioniso:

    Non ero a conoscenza di nessuno dei tre. Fortunatamente fastidious e perceptive non fanno parte del mio vocabolario per cui non li ho mai usati a sproposito. Sebbene mi vengano in mente diversi casi in cui avrei potuto usare il primo.

    Disturbing credo di averlo usato pensando a significati simili a quelli dell’italiano. Controllando su webster il verbo disturb vedo però anche cose come ” to interfere with”, “to destroy the tranquillity or composure of” …

    Per quanto riguarda “dispose”, ha quel significato specifico quando associato con “of”? In generale può avere anche l’altro significato, vero? Mi viene in mente anche disposal, “at disposal”. Questi hanno significato simile all’italiano credo.

    Comunque complimenti per l’interessantissimo blog. Lo leggo da tempo anche se è la prima volta che commento.

  2. 14 giugno 2013 16:06

    Licia:

    Grazie dioniso. 🙂

    Dispose of si comporta come un phrasal verb. Confermo che esistono anche altri significati quando il verbo dispose è seguito dal complemento oggetto: “disporre” nel senso di “rendere incline” e di “sistemare in un certo ordine”, ma vengono usati soprattutto in contesti letterari e formali e molto meno nel linguaggio standard. Anche i significati più frequenti del sostantivo disposal appartengono allo stesso campo semantico di dispose of, ad es. waste disposal. Come fai ben notare, il significato italiano di “essere a disposizione” ha un equivalente nella locuzione at one’s disposal che può essere considerata un’espressione idiomatica perché segue è fissa nella sua struttura e nei suoi costituenti, ad es. at your disposal, e, più formale, nella sequenza at disposal of, ad es. at disposal of the authorities.

  3. 14 giugno 2013 16:07

    BEP:

    Un falso amico che incontro spesso è “terrific”.

  4. 14 giugno 2013 16:29

    Licia:

    @BEP, che non è per nulla terrificante, anzi! 😀

  5. 14 giugno 2013 16:53

    dioniso:

    Grazie per la spiegazione.
    Riguardo a “terrific”, appresi della sua falsa amicizia un po’ di anni fa, quando un collega americano mi scrisse “your presentation is terrific”. Fortunatamente avevo un collega canadese vicino di scrivania che, spiegandomi l’arcano, evitò l’incidente diplomatico.

  6. 14 giugno 2013 17:35

    Licia:

    @dioniso 😀

    Mi viene in mente la gaffe di alcuni ragazzi italiani in vacanza-studio in Inghilterra che, se si sono trovati bene con la famiglia che li ospita, quando tornano a casa lasciano un biglietto di ringraziamento e per essere eleganti spesso lo scelgono floreale con la scritta With Sympathy, “condoglianze”…

  7. 15 giugno 2013 00:16

    dioniso:

    🙂
    Beh, anch’io sono stato protagonista di diverse disavventure linguistiche. Alcune le ho raccontate qui:

    http://dionisoo.blogspot.de/2010/02/ambiguita-linguistiche.html

  8. 15 giugno 2013 13:05

    Marco B:

    Tempo fa Boing Boing ha pubblicato un articoletto divertente sul Brussels English, che inizia proprio da dispose of http://boingboing.net/2013/05/11/official-list-of-english-words.html

    Quanto a me, ho scritto un documento zeppo di “prosecute”, finché un collega olandese mi ha spiegato che non significa continuare 🙂

  9. 16 giugno 2013 14:37

    Licia:

    @dioniso, grazie per il link al tuo blog, davvero molto divertente, specialmente il primo esempio. 😀

    @Marco B., il famigerato Euro-English!
    Nei commenti qui, un altro errore di studenti (phonphone) e uno clamoroso mio con /maɪs/.

  10. 16 giugno 2013 17:32

    Morgaine:

    Sono forse un po’ off topic, ma stamattina su Radio 24 ho sentito leggere un brano di un romanzo di cui non ricordo l’autore ma ne avevo già sentito parlare (un tipo che scrive una lista di domande per trovare la moglie perfetta per lui) e la domanda letta era: tu mangi i reni? E sembrava una domanda così normale. Se fossi stata io la lettrice l’avrei corretto senza chiedere il permesso. Ma il traduttore e l’editore non se ne sono nemmeno accorti?

  11. 17 giugno 2013 00:18

    Licia:

    @Morgaine, grazie per l’esempio, che non è per nulla off topic, anzi, secondo me è proprio questo il punto: i falsi amici verso la lingua straniera (L1 → L2) sono comprensibili e inizialmente inevitabili, mentre quelli dalla lingua straniera verso la propria (L2 → L1) secondo me sono un sintomo di scarsa sensibilità linguistica e/o di insufficiente conoscenza della propria lingua (oppure semplicemente di cervello disattivato ;-)): anche se non si ha una buona padronanza della L2, ci si dovrebbe comunque accorgere che la traduzione letterale non ha molto senso in L1, proprio come nel tuo esempio di kidneys che diventa reni anziché rognoni.

  12. 17 giugno 2013 09:59

    .mau.:

    io sono per la mozione “cervello disattivato” (anche il mio, intendiamoci)

  13. 18 giugno 2013 11:15

    Licia:

    @.mau., forse meglio dire che è stato messo il pilota automatico?!? 😉