Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Plug and Play, chi se lo ricorda?

immagine con diversi dispositivi collegati a un laptopSurfing the Information Superhighway: the changing face of Internet language riflette sulla continua evoluzione della terminologia informatica con gli esempi di alcuni termini che, se venissero introdotti ora, risulterebbero inadeguati, datati o poco efficaci: cyberspace e il prefisso cyber, Information Superhighway, surf, netizen, Web ring e il prefisso hyper.

Il cambiamento nella percezione della terminologia è associato a tre aspetti diacronici:
1sviluppi tecnologici che rendono obsoleti alcuni concetti e termini associati
2maggiore familiarità con i concetti informatici e quindi altra accettabilità dei termini 
3diverse tendenze nella formazione di nuovi termini

L’immagine che illustra l’articolo mi ha fatto pensare a Plug and Play, termine molto diffuso nella seconda metà degli anni ‘90 perché rappresentava una vera innovazione: identificava i dispositivi che erano subito operativi appena collegati al computer e che non richiedevano più una configurazione manuale, fino ad allora un incubo per gli utenti meno esperti.

Ora non occorre più specificare che un dispositivo è Plug and Play e il termine sta scomparendo. Mi pare che in inglese sia in declino anche la tendenza a usare conglomerati del tipo <verb> and <verb> nella formazione di termini informatici: mi viene in mente anche drag and drop, negli anni ‘90 una nuova funzionalità per spostare un oggetto trascinandolo con il mouse e ora concetto ormai scontato che ha reso il termine obsoleto.
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Vedi anche: Evoluzione della terminologia informatica (vignetta)
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9 commenti a “Plug and Play, chi se lo ricorda?”

  1. 15 aprile 2013 10:10

    .mau.:

    a dire il vero il nome più usato dai disperati utenti era “Plug and pray:-)

  2. 15 aprile 2013 11:16

    Licia:

    Vero! :-D
    Sembra proprio preistoria…

  3. 15 aprile 2013 13:26

    Alice:

    “Copia e incolla” passerà mai di moda? :)

  4. 15 aprile 2013 14:21

    Licia:

    @Alice, credo proprio di no, soprattutto tra certi italiani! ;-)

    Mi hai fatto pensare anche a un altro aspetto diacronico, che ho appena verificato con Google Ngram Viewer con una ricerca nel periodo 1988-2008: la diversa rilevanza di copy and paste e copia e incolla su cut and paste e taglia e incolla negli anni.

    In inglese:

    In italiano:

    Cosa ci sarà dietro queste tendenze, forse qualche aspetto sociologico?!?

  5. 15 aprile 2013 14:56

    Alice:

    hahahaha può essere, comunque a me viene molto più naturale parlare di “Copia e incolla” anche quando intendo “Taglia e incolla”. Direi che “scivola meglio” :)

  6. 16 aprile 2013 21:12

    Francesco:

    Beh, è più facile che si dica copincolla rispetto a taglincolla: è diventata occorrenza sdoganata, la prima (non scritta così, ovviamente). Può contribuire anche la diffusione a livello globale di Internet? D’altronde, in Rete (e non solo: 1 e 2) i contenuti si copiano e non si tagliano… (sempre straordinario Ngram: ah, se solo cercasse non solo tra i libri!)

    Ps. Aggiungo anche un recente “upload and share”!

  7. 17 aprile 2013 00:09

    Marco B.:

    E’ divertente anche il termine copypasta, come spregiativo verso chi copia e incolla materiale altrui come se fosse farina del proprio sacco

  8. 17 aprile 2013 09:40

    .mau.:

    @francesco: come “non scritta così”? Io uso tranquillamente il verbo-valigia copincollare! (”taglia e incolla” non mi piace, piuttosto userei “taglia e cuci”)

  9. 17 aprile 2013 23:53

    Licia:

    A me invece succede che in italiano mi suoni meglio copia [e] incolla ma in inglese cut&paste, chissà perché.

    @Francesco, concordo su Ngram Viewer, davvero un peccato che includa solo libri e quindi non sia del tutto rappresentativo, però è davvero divertente vedere subito i grafici.