Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Social network + social messaging = ?

Ieri nella home page del Corriere della Sera era in evidenza la notizia che Google sarebbe interessata a WhatsApp, descritta come un’applicazione di social messaging:

Google ha pronto un miliardo di dollari per comprare Whatsapp. La casa di Mountain View sarebbe interessata alla celebre applicazione di social messaging per telefonini – Corriere della Sera 7 aprile 2013

Il Corriere è rivolto a un pubblico non specialistico, eppure il giornalista pare dare per scontato che tutti conoscano WhatsApp. Non prova a spiegare cosa significhi social messaging e in cosa si differenzi dagli altri tipi di messaggistica, nonostante l’unica altra occorrenza nell’archivio online del giornale mostri che non è un termine diffuso. Sarei curiosa di chiedergli una definizione e in particolare cosa intenda con “accorpamento tra social network e social messaging”, che a me sembra come una somma di mele e pere.

Per identificare il concetto di social messaging e capire se è assimilabile a quello di social network, è utile un approccio onomasiologico: si analizza il sistema concettuale che rappresenta il concetto e i concetti sovraordinati (iperonimi), coordinati (coiponimi), subordinati (iponimi) e correlati [esempio]. Per chi vuole provare a fare questo esercizio di lavoro terminologico, ho raccolto alcuni dati per il prossimo post.
.

Vedi anche: Social, uno pseudoprestito

Tag: ,

Non sono consentiti commenti o ping.

2 commenti a “Social network + social messaging = ?”

  1. 8 aprile 2013 13:49

    Francesco:

    Però, però… bisogna tener conto che, pur trattandosi di una fonte con un pubblico genericamente variegato, il più delle volte si clicca su quella notizia solo se c’è un certo interesse da parte del lettore, cioè se si è interessati alla tecnologia o se si è “coinvolti nella faccenda” (ad esempio se si usa WhatsApp). Al limite si può cliccare per pura curiosità linguistica, cioè per capire se quello del titolo sia un refuso (WhatsApp/what’s up) o meno!
    A riprova di ciò, va detto che l’articolo è inserito nella specifica sezione “Tecnologia” del CorSera, pur avendo il richiamo nella home page: secondo me qui il termine è inserito in un contesto (e co-testo) linguistico appropriato, ma ovviamente è solo una mia opinione (e sì, conosco e uso WhatsApp).

    E se vuoi il risultato della somma tra social network e social messaging io azzardo un social omnipresence, ma da leggere in accezione tutt’altro che positiva! 🙂

  2. 8 aprile 2013 15:04

    Licia:

    @Francesco, a me sembra che social messaging sia un termine ancora abbastanza ambiguo e che non identifichi un concetto preciso, ad es. per alcuni è un tipo di messaging  “legato a un social network”, per altri “che ha un elemento social”, e messaging stesso può indicare sia un sistema o un servizio per lo scambio di messaggi che l’attività di scambiarsi messaggi.

    Credo che in ogni caso social messaging identifichi un concetto che non è quello chiave nella contesto della potenziale acquisizione da parte di Google. Provo a spiegarmi: Twitter è un esempio tipico di social messaging, però quello che rende appetibile WhatsApp non è la caratteristica che lo accomuna a Twitter ma un’altra.

    Ne riparliamo nel prossimo post!

    PS Si capisce che usi WhatsApp perché anche tu usi la grafia corretta, invece il giornalista ha sempre scritto Whatsapp. 😉