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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Temporanea smoderatezza comunicativa

La parola inglese binge (/bɪndʒ/) identifica un concetto particolare: un breve periodo di attività intensa (e appagante) in cui ci si lascia andare oltre i limiti della moderazione. Il registro è informale. Esempi: eating binge, spending binge, a binge of shopping, cocaine binge, chocolate binge, drink(ing) binge, binge eating, binge spending e binge drinking.

e-mail + voicemail + text + Facebook message = binge communicating!

Che espressione potremmo inventarci per rendere in italiano il binge communicating della striscia di Pearls Before Swine? Dovrebbe evidenziare la mancanza di moderazione da parte di chi fa l’azione anziché il sovraccarico di comunicazione su chi la subisce.

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9 commenti a “Temporanea smoderatezza comunicativa”

  1. 11 marzo 2013 09:12

    Daniele:

    Nel caso specifico tradurrei “incontinenza comunicativa”, anche se il registro non e’ sicuramente informale come “binge” e non e’ compresa nel significato la brevita’ dell’attivita’. E’ un bel rompicapo. 🙂 Daniele

  2. 11 marzo 2013 11:05

    Yupa:

    Bulimia comunicativa. 🙂
    “Binge” mi fa pensare al “binge drinking”, cioè a un’attività di ingollamento sfrenata.

  3. 11 marzo 2013 11:36

    Marco:

    Bella sfida. Suggerisco “comunicazione ossessivo-compulsiva”, o più semplicemente “comunicazione ossessiva”.

  4. 11 marzo 2013 14:45

    linus:

    sbotto di logorrea?

  5. 11 marzo 2013 14:45

    linus:

    o conato di chiacchiera?

  6. 11 marzo 2013 21:43

    Daniele:

    Ancora più informale c’è “sbrocco”. Sono compresi appunto l’informalità, la brevità, l’andare oltre i limiti della moderazione, però ha connotazione esclusivamente negativa, a differenza di “binge” che può essere associato ad attività “positive”.

  7. 12 marzo 2013 09:09

    Daniele:

    Mettiamo altra carne al fuoco: compulsione. Registro medio, attivita’ smodata, durata (si spera) limitata.

  8. 12 marzo 2013 15:45

    Rose:

    What about “stalking”? 😉

  9. 13 marzo 2013 00:06

    Licia:

    Grazie a tutti per i suggerimenti, mi sono piaciuti molto.

    Un aspetto che si nota è che ci sono parecchi riferimenti metaforici a disturbi o patologie e questo, secondo me, è un tratto tipico della cultura italiana: a differenza di altri, diamo rilievo a tutto ciò che ha che fare con la [mancanza di] salute (cfr. La cervicale e altri disturbi “culturali”).

    Anche a me era venuto in mente bulimia e il contributo di Yupa conferma che il termine medico ha subito un processo di determinologizzazione: il significato originale di “sensazione di appetito insaziabile” nel linguaggio comune è diventato “eccesso incontrollabile”.