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Phablet, un brutto nome?

foto Samsung Galaxy NoteUltimamente stanno avendo molto successo i phablet, i dispositivi mobili con uno schermo touch screen di dimensioni tra i 5 e i 7 pollici. Phablet è una parola macedonia formata da phone + tablet, già segnalata nei commenti a Ultrabook, notebook e altri –book. Come suggerisce il nome, descrive un ibrido tra uno smartphone e un tablet.

Sembra però che in inglese la parola phablet risulti molto sgradevole. Ne parlano Why We Hate the Word ‘Phablet’ So Much e The Not-So-Fabulous "Phablet", con considerazioni linguistiche familiari a chi si occupa di valutazioni di globalizzazione:

1) non è una parola macedonia efficace perché i lessemi che la compongono non condividono alcun fonema e perché viene usata solo la consonante iniziale della prima parola e le parti centrale e finale della seconda, una fusione poco bilanciata che raramente funziona;

2) le lettere iniziali ph non fanno venire in mente phone ma richiamano invece altri termini tecnici o scientifici di origine greca, come ad es. phallus e phalange, che potrebbero conferire una connotazione negativa. In alternativa, si potrebbe pensare a un gioco di parole in cui la lettera f viene sostituita con il digramma ph, come ad es. in phishing, ma non si riconosce alcun intento ironico e la potenziale interpretazione “fablet” per fabulous tablet appare troppo frivola per il tipo di dispositivo;

3) phablet può ricordare parole sgradevoli come flab (“flaccidume”) e phlegm (catarro);

4) la parte finale suona come il come il suffisso let, che suggerisce qualcosa di piccolo e vezzoso e non è adatto per un prodotto tecnologico che ha come target soprattutto uomini.

Se questi dispositivi continueranno ad avere successo, la parola phablet è comunque destinata a diventare così comune che anche chi ora la detesta ci dovrà fare l’abitudine.

In italiano è stato adottato il prestito phablet ma ho visto anche descrizioni come maxi-smartphone e super-smartphone e alternative divertenti come tablettino, padellone e, la mia preferita, telefonone.  
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Vedi anche: Perché il fono non funziona e Idiosincrasie per le parole; nei commenti altri neologismi.

Aggiornamento dicembre 2013: Da phablet a fonblet

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7 commenti a “Phablet, un brutto nome?”

  1. 16 gennaio 2013 13:29

    Marco:

    Utilizzo il prestito phablet in italiano, ma trovo molto divertente “telefonone”. Non lo userei in un testo tecnico o di marketing, però rende molto bene l’idea (con una connotazione negativa), ad es. in un articolo divulgativo.

  2. 16 gennaio 2013 16:32

    Stefano:

    Venendo dall’italiano, mi fa pensare a “favoletta”… 🙂

  3. 16 gennaio 2013 17:27

    Licia:

    @Marco, l’espressività dei suffissi italiani è veramente unica :-).

    @Stefano, mi sembra molto appropriato, specialmente se si pensa a chi ha già sia smartphone che tablet ma la favoletta del marketing funziona così bene che è convinto che non può fare a meno anche di un phablet.

  4. 16 gennaio 2013 20:02

    Suom(I)taly:

    In diversi articoli in rete si parla anche di smartlet, immagino formato da smartphone+tablet.

  5. 16 gennaio 2013 22:54

    Nautilus:

    Credo che tutte o quasi le parole che iniziano con ph tendano a essere percepite in senso cacografico (mi viene in mente il fenomeno del phreaking, di fatto sconosciuto ai più). Ritengo inoltre che la sequenza f-b-l (o ph-b-l) sia in generale poco eufonica e che questa compaia in una ristretta minoranza di termini.

  6. 19 gennaio 2013 10:10

    Marco:

    …e questo “Fonblet”, ora, da dove viene? 8-|
    http://bgr.com/2013/01/18/samsung-galaxy-fonblet-rumor-295514/

  7. 21 gennaio 2013 10:49

    Licia:

    Grazie per tutti i contributi!

    Interessante l’origine di smartlet e fonblet, perché mi sembra di capire che entrambi siano nati in paesi non di lingua inglese: smartlet in Germania (si trova soprattutto in testi tedeschi e lingue diverse dall’inglese) e fonblet presumibilmente in Corea, visto che è un nome inventato da Samsung. Immagino quindi che la parte finale let non venga interpretata come un suffisso e non conferisca ai nomi la connotazione di “piccolo” / “versione ridotta” che invece potrebbe essere subito avvertita da una persona madrelingua.

    Nel frattempo ho letto Fonblet? Phablets? We need a better name for large smartphones, un articolo che ironizza sui nomi con cui sono descritti questi dispositivi: potrebbero essere una moda passeggera (fad) e quindi si potrebbe chiamarli fad-let, oppure, trattandosi di telefoni giganti, giantones. Un’alternativa più neutra potrebbe invece essere PT, per phone tablets.

    Si trova anche Phoneblet e TabPhone. Fra un anno questo post sarà sicuramente obsoleto ma sapremo se il tipo di dispositivo avrà avuto successo e, in caso affermativo, con quale nome.