Nuova “punteggiatura vocale”: hashtag
I segni di punteggiatura sono nati per riprodurre in forma scritta l’espressività della voce. Si sono rivelati così efficaci che sono stati adottati dal linguaggio orale: locuzioni come punto (e basta), tra parentesi, aperta parentesi / chiusa parentesi, tra virgolette (e le virgolette mimate con le dita) sono molto comuni ed esistono anche in altre lingue.
Nell’inglese parlato c’è una novità: ora anche la parola hashtag.viene usata come segno di “punteggiatura vocale”, a imitazione dell’uso ironico degli hashtag nelle conversazioni in Twitter. Ne parla The Guardian a proposito di cambiamenti linguistici recenti:
Hashtag entered the spoken language. […] New to 2012 has been the habit of applying verbal #s to sentences in imitation of the Twitter idiom. As in: "I’ve been drinking since lunchtime, hashtag: hungovertomorrow." Or "Lend us a tenner, hashtag: friendinneed."
Sarei curiosa di sapere se questo uso si riscontri anche nell’italiano parlato di chi twitta, ad esempio se al telefono potrebbe essere realistico uno scambio come questo:
– Come vai con l’influenza?
– Bene! Non ho più la febbre, ashtag lerbacattivanonmuoremai.
– (o in alternativa ashtaggato lerbacattivanonmuoremai, sempre senza pronunciare l’h)
Vignetta: geek&poke
Vedi anche: Hashtag, parola e simbolo, Neologismi: bashtag e Da glitterati a twitterati.
.
Tag: espressioni idiomatiche, neologismi, pronuncia, Twitter
Pubblicato il giorno 10 gennaio 2013 alle 10:00 e archiviato in inglese.
Non sono consentiti commenti o ping.




12 gennaio 2013 11:41
Nautilus:
Io azzardo che da noi la cosa non prenderà piede. Sono curioso di vedere quanto sono vecchio e incapace di comprendere gli sviluppi dei trend linguistici