Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Nuova “punteggiatura vocale”: hashtag

I segni di punteggiatura sono nati per riprodurre in forma scritta l’espressività della voce. Si sono rivelati così efficaci che sono stati adottati dal linguaggio orale: locuzioni come punto (e basta), tra parentesi, aperta parentesi / chiusa parentesi, tra virgolette (e le virgolette mimate con le dita) sono molto comuni ed esistono anche in altre lingue.

Nell’inglese parlato c’è una novità: ora anche la parola hashtag.viene usata come segno di “punteggiatura vocale”, a imitazione dell’uso ironico degli hashtag nelle conversazioni in Twitter. Ne parla The Guardian a proposito di cambiamenti linguistici recenti:

Hashtag entered the spoken language. […] New to 2012 has been the habit of applying verbal #s to sentences in imitation of the Twitter idiom. As in: "I’ve been drinking since lunchtime, hashtag: hungovertomorrow." Or "Lend us a tenner, hashtag: friendinneed."

Sarei curiosa di sapere se questo uso si riscontri anche nell’italiano parlato di chi twitta, ad esempio se al telefono potrebbe essere realistico uno scambio come questo:

Come vai con l’influenza?
Bene! Non ho più la febbre, ashtag lerbacattivanonmuoremai.
(o in alternativa ashtaggato lerbacattivanonmuoremai, sempre senza pronunciare l’h)

hashtag - vignetta geek&poke 2008

Vignetta: geek&poke      

Vedi anche: Hashtag, parola e simbolo, Neologismi: bashtag e Da glitterati a twitterati.
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Un commento a “Nuova “punteggiatura vocale”: hashtag”

  1. 12 gennaio 2013 11:41

    Nautilus:

    Io azzardo che da noi la cosa non prenderà piede. Sono curioso di vedere quanto sono vecchio e incapace di comprendere gli sviluppi dei trend linguistici :D