Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Virus, virale, viralità e virulenza

Una striscia di Zits, che ha come protagonisti Jeremy e altri adolescenti americani:

Zits – My virus has gone viral

Zits by Jerry Scott and Jim Borgman

Pare che per molti nativi digitali anglofoni il significato più recente dell’aggettivo viral, “che si diffonde rapidamente e conquista grande popolarità”, prevalga su quello originale, biologico e medico, “di virus” o “causato da virus”.

Da qualche anno ormai anche in italiano l’uso figurato dell’aggettivo virale è molto diffuso, ad es. in espressioni come marketing virale e video virale, tanto che nei risultati dei motori di ricerca sembra avere più rilevanza del termine scientifico. Si sta diffondendo anche il sostantivo virale, per ora però ancora abbastanza gergale.

È facile concludere che in inglese il significato più recente di viral, che è anche un sostantivo, abbia origine nella metafora del virus, una delle più efficaci e trasparenti usate in campo informatico; più difficile invece capire come sia avvenuto lo slittamento di significato.

Il concetto di virus implica infatti contaminazione, infezione, replicazione, mutazione, contagio e diffusione rapida, caratteristiche indesiderate e da evitare che danno un’accezione negativa alla metafora.

Mi sembra invece che il concetto di virale, in particolare nella metafora going viral (diventare virale), condivida solo la diffusione rapida e la replicazione, che in questo caso però diventano caratteristiche ambite che danno un’accezione positiva.

In inglese si chiama virality la capacità o la tendenza potenziale di diventare virale, un sostantivo deaggettivale che trovo interessante perché è stato preferito all’opzione di creare un neologismo semantico da un termine già esistente in biologia, virulence (virulenza), che avrebbe rafforzato la metafora del virus. Forse questa scelta è un altro segnale che in questo contesto l’analogia originale non è più perfetta e trasparente e conferma lo slittamento di significato.

Anche in italiano, grazie all’inglese, esiste il neologismo viralità:

virallità: capacità di propagarsi a un gran numero di destinatari trasmettendosi a catena da uno all'altro, detto di informazioni, messaggi ecc.:  la virallità di una campagna pubblicitaria

Fonte: Vocabolario Zingarelli 2013

Un ultima nota: le metafore “tradizionali” per descrive qualcosa che si diffonde molto rapidamente sono alquanto diverse in italiano, a macchia d’olio, e in inglese, like wildfire.
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Vedi anche: Metafore e terminologia informatica 1 e 2 e i meme, i memes e i memi.

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3 commenti a “Virus, virale, viralità e virulenza”

  1. 5 gennaio 2013 07:41

    Rose:

    A me sembra che in italiano questi termini abbiano ancora connotati negativi, almeno nel parlato quotidiano.

  2. 6 gennaio 2013 20:33

    Rose:

    La Repubblica mi dà torto e chiama virale il diffondersi della foto di un iceberg nero:

    http://www.repubblica.it/ambiente/2013/01/06/foto/l_iceberg_urbano_la_foto_del_blocco_di_ghiaccio_nero_virale_sul_web-49988950/1/?ref=fbpr

    Evidentemente non sono molto aggiornata.

  3. 6 gennaio 2013 21:14

    Licia:

    @Rose, ho consultato alcune versioni aggiornate di dizionari italiani e per il momento pare che solo lo Zingarelli abbia incluso il significato più recente di virale (per vedere la definizione, basta fare doppio clic sulla parola). Il Treccani include viralità nella sezione Neologismi ma per virale registra solo il significato medico.