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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

“you guys” e la concessione di Romney

[2012] Osservazioni linguistiche suggerite dalle elezioni americane viste dai media italiani.

Il plurale del pronome you

immagine del discorso di Barack ObamaNel discorso della vittoria, Obama si è rivolto anche alle due figlie di 14 e 11 anni:

«Sasha and Malia, before our very eyes, you’re growing up to become two strong, smart, beautiful young women, just like your mom. And I am so proud of you guys

In La Stampa l’ultima frase è diventata sono orgoglioso dei vostri ragazzi, una traduzione improbabile se non altro per l’età delle due figlie.

Probabilmente chi ha tradotto non sapeva che in inglese la locuzione you guys, come notavo in “a penny for the guy”, viene usata informalmente nel discorso diretto per rendere esplicito il plurale della seconda persona, you, e può essere rivolta a chiunque, senza distinzioni di sesso, quindi anche a due o più donne. In origine specifica dell’inglese americano, ora you guys è usata anche altrove (e in Irlanda, Australia e altri paesi anglofoni è comune youse).

Concede ≠ concedere

Molti media hanno riportato che Romney ha “concesso” la vittoria a Obama. Un contendente, però, non ha la prerogativa di “autorizzare”, “acconsentire”, “elargire”, “dare come favore o per generosità”, che sono i significati del verbo italiano concedere. Si tratta dell’ennesimo falso amico: in inglese concede vuole dire anche “ammettere ufficialmente” e quindi in italiano si dovrebbe dire riconoscere la vittoria.

Aggiungo che parecchi hanno tradotto il discorso fatto da Romney, in inglese concession speech, con “discorso di concessione”, che però in italiano non ha molto senso.

Aggiornamento 2016: anche in occasione della sconfitta di Hillary Clinton proliferano le occorrenze di concede la vittoria a Donald Trump e discorso di concessione. In tema: Parole di Trump, potenziale presidente USA.

Inauguration ≠ inaugurazione

Un altro falso amico legato ai presidenti americani nuovi o rieletti è inaugurazione per descrivere la cerimonia di insediamento, in inglese inauguration (in questa accezione, “the formal admission of someone to office”).
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Vedi anche: narrative ≠ narrativa.
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7 commenti a ““you guys” e la concessione di Romney”

  1. 9 novembre 2012 10:23

    Silvia Pareschi:

    Nel sud degli Stati Uniti si dice y’all. Che personalmente, a parte il fatto che adoro la parlata del sud, trovo molto più politicamente corretto. Mi sembra sempre un po’ strano rivolgermi a donne chiamandole “you guys”, e così spesso adotto una mia personale variante e le chiamo “you girls”.

  2. 9 novembre 2012 12:58

    Licia:

    @Silvia, anche a me you guys rivolto a donne ha sempre fatto uno strano effetto, specialmente quando andavo a Seattle per lavoro e lo sentivo dire a colleghe giapponesi o cinesi, tutte molto aggraziate ed estremamente femminili. Non credo che riuscirò mai a usarlo!


    Aggiungo un errore di traduzione che ha avuto molta visibilità in Francia e altrove. Nella lettera di congratulazioni del presidente francese Hollande a Obama il saluto finale friendly, tradotto letteralmente dal francese amicalement, non ha alcun senso in inglese.

    François Hollande's 'Friendly' Mistake  – The English Blog

  3. 9 novembre 2012 13:07

    neutron:

    Ah ma “guys” è ormai da tempo utilizzato anche per indicare gruppi di sole donne!

  4. 9 novembre 2012 14:52

    Rose:

    La mia esperienza diretta è datata, ma ricordo che negli States “you guys” lo sentivo riferito agli uomini oppure a una audience di più persone di ambo i sessi.

    Meno male che anche i cugini d’oltralpe si sbagliano con l’inglese, va’. Mal comune…

  5. 9 novembre 2012 15:15

    Licia:

    @Rose, sicuramente questo tipo di cambiamento fa inorridire i puristi ma esemplifica bene la vitalità delle lingue, in particolare per coprire quelle che sono percepite come lacune (in inglese, la mancata differenziazione tra singolare e plurale della seconda persona).

    Johnson, il blog linguistico di The Economist, ne ha discusso il mese scorso per rispondere a questa domanda:

    Could Johnson possibly comment on the near-universal American use of "guys" to refer to mixed or even exclusively female groups. Is this done elsewhere? Is it new? Am I right in thinking it is the only noun in English whose gender depends on whether it is singular or plural?

    Nella risposta l’autore fa alcune supposizioni, tra cui:

    My suspicion is that with the rise of feminism came the idea that guys and, well, girls (I’ll get to that in a moment) could all be "guys", that social groups should, in solidarity, see their commonality, not the differences. I also know people of both sexes who speak to a woman with the vocative "dude", so that word has trod the same path.

  6. 9 novembre 2012 16:47

    Riccardo:

    Chi usasse “you girls” invece di “you guys” nel rivolgersi a un gruppo di sole donne rischierebbe (almeno in certi casi) di non essere PC: “girl” è spesso considerato non PC; in questi casi la parola da usare è “women” – a prescindere dall’età. Credo che i tedeschi ora spesso (o sempre) rifiutino l’uso di “fraulein” per la stessa ragione.

    Forse non è a caso che Obama, riferendosi alle figlie, abbia detto “two young women” invece che “two girls”, anche se le figlie hanno 14 e 11 anni.

    “You guys” qui ormai suona normale – y’all, putroppo, suonerebbe del tutto inappropriato senza il suo accessorio indispensabile: un forte accento del Sud.

  7. 10 novembre 2012 15:24

    Licia:

    @Riccardo, grazie per gli esempi, che evidenziano la rilevanza di aspetti sociolinguistici come le variazioni diafasiche (il contesto in cui avviene la comunicazione) e diastratiche (in particolare sesso ed età dei parlanti): se è una donna che si rivolge a delle sue coetanee con you girls l’effetto è diverso da quello che farebbero le stesse parole dette da un uomo. 

    Anche in italiano, richiamare l’attenzione di una donna chiamandola signorina è accettabile se detto da persone sopra una certa età, mentre diventa ironico, scherzoso, sarcastico o comunque connotato se invece lo fa una persona più giovane (e immagino che in qualche situazione qualcuno possa anche trovarlo non politicamente corretto).


    Aggiornamento 29 novembre 2012 – In Lingua Franca Hey, ‘Lady’! An Exchange analizza il recente ritorno della parola lady, ultimamente molto usato dalle donne per rivolgersi ad altre donne, ma fino a qualche anno fa impensabile. Alcune osservazioni di Maria Yagoda, americana di 22 anni, a proposito del saluto Hey lady, con un riferimento anche a you guys e you girls:

    I actually think that the Hey lady greeting grows out of Hey girl, which for me and my friends has for a long time been a light, vaguely jokey way to initiate contact.

    The only time I think “girls” is demeaning is when a group is addressed as such—as in, “Listen, girls,” which always rings very high-school field hockey captain-y to me. I always think that “guys,” in that situation, is better, and less condescending, but perhaps that’s problematic in its own way.

    […] Returning to the lady-on-lady Hey lady, I think it ultimately sprang from our need to come up with ways to address each other on all of the various platforms through which we constantly have to address each other: texting, Facebook, Twitter, and once in a while in person. That need won’t go away, and neither will our urge to fulfill it in new ways. Who knows, maybe next year the cute, funky way women get each other’s attention will be “Hey female!”


    Aggiornamento 10 dicembre 2012 – Youse had better get used to it descrive l’uso di youse [all] in Australia e altrove.