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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Da glitterati a twitterati

Nei commenti a Twitterologo si possono trovare altri neologismi associati a Twitter: per l’italiano twitterista, twittatore e twittero, nomi che descrivono chi usa Twitter, e per l’inglese twitfluencer, un utente di Twitter autorevole (influencer).

In inglese si usa anche twitterati, sostantivo plurale che identifica gli utenti di Twitter particolarmente attivi e con molti follower.

twitteratiTwitterati è una parola formata da Twitter con il suffisso –erati, sul modello di glitterati*, sostantivo plurale che in inglese descrive ironicamente i personaggi famosi, ricchi, belli e, come presumo dicano gli italiani ferrati in materia, molto fashion e glamour

Anche in italiano c’è chi ha adottato il prestito twitterati, forse non del tutto consapevole dell’origine della parola e delle sue connotazioni spesso ironiche.

È invece usato quasi esclusivamente in spagnolo e italiano twitstar (variante italiana anche tweetstar), chi è molto famoso su Twitter e ha centinaia di migliaia di follower. Non mi pare invece che in italiano sia stato adottato il neologismo inglese tweetheart (da sweetheart), chi è molto seguito e amato.
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Vedi anche: Twitterismi: twintern e twitterista e (aggiornamento) Twoosh e altri twitterismi.


* Glitterati è potenzialmente un falso amico perché in italiano glitterato ha il significato di “ornato di lustrini” e, per estensione, ”vestito in maniera eccentrica” (Devoto Oli).

In inglese, invece, l’elemento suffissale –erati indica un gruppo di persone. Deriva da literati, la classe colta o i cultori della letteratura (cfr. letterati in italiano) e su questo modello è formato anche il neologismo vulgarati, persone ricche e famose ma molto volgari e ignoranti.
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9 commenti a “Da glitterati a twitterati”

  1. 14 settembre 2012 12:13

    .mau.:

    ma anche “glitterato” immagino sia un calco da to glitter… o no?

  2. 14 settembre 2012 12:22

    Mauro:

    Ho imparato una nuova parola: non sapevo che in italiano esistesse il termine “glitterato”.

    È proprio vero: non si finisce mai di imparare 🙂

    Grazie,

    Mauro.

  3. 14 settembre 2012 13:08

    Marco:

    A proposito di Collins Dictionary, hai visto questo?
    http://www.collinsdictionary.com/blog/whats-your-word,40,HCB.html
    CollinsDictionary.com ha aggiunto 86 parole “crowd-sourced”, suggerite dagli utenti.

  4. 14 settembre 2012 14:04

    Licia:

    @.mau. credo che in italiano il riferimento sia unicamente a glitter inteso come “lustrino” o “paillette” (non chiedetemi la differenza!) mentre in inglese glitter ha varie connotazioni, ad es. il significato principale del verbo è “brillare di luce riflessa” e il sostantivo può descrivere anche qualcosa che attrae ma in modo superficiale; all that glitters is not gold è la versione inglese di non è tutto oro ciò che luccica.

    @Mauro, in effetti non mi sembra un aggettivo molto frequente! Il Vocabolario Treccani riporta alcuni esempi d’uso:

      La scenografia è essenziale: sfondo a fantasie astratte e teloni bianchi. Alanis [Morissette] sale sul palco in pantaloni azzurri e top colorato imbracciando la sua chitarra glitterata. (Andrea Laffranchi, Corriere della sera, 8 luglio 2004, p. 36, Spettacoli) • all’inizio del secondo bis [Eddie] Vedder ritorna in scena con una giacca glitterata e la maschera del presidente [George W. Bush] sul viso, intonando la più abrasiva delle sue molte canzoni anti-establishment, «Bushleaguer» (Bush leghista). (Giuseppe Videtti, Repubblica, 18 settembre 2006, p. 42, Spettacoli) • Anche quest’anno la sera sarà «luccicante», grazie ad abiti ricoperti di strass e pailettes, tessuti plastificati e pochette glitterate. (Stampa, 12 marzo 2008, Verbania, p. 80).
    Già attestato nella Repubblica dell’8 aprile 1989, p. 9 (Francesco Russo).
  5. 14 settembre 2012 14:06

    Licia:

    @Marco, grazie, non avevo letto l’annuncio ma solo qualche commento. Argomento decisamente interessante!

  6. 14 settembre 2012 15:20

    Rose:

    Glitterati e twitterati hanno la stessa formazione di “literati”. Decisamente nostrana, come origine. Evvai! 😀

  7. 14 settembre 2012 17:49

    Nico:

    Non conoscevo il termine, ma a me suona molto come assonante a “butterati” 🙂 con tutte le connotazioni che ne seguono…

  8. 15 settembre 2012 10:39

    Nautilus:

    “There’s a lady who’s sure all that glitters is gold / And she’s buying a stairway to heaven…” non potevo non citarla. Quando penso che solo pochi tra i giovani d’oggi la conoscono cado in una tristezza profonda 🙁

  9. 15 settembre 2012 11:38

    Licia:

    @Rose @Nico, davvero basta un suffisso di tre lettere per aggiungere connotazioni! Qualche dettaglio sull’uso di–ati in inglese: The ending –ati

    @Nautilus, grazie per la citazione! 🙂 Quante parole e frasi si imparavano proprio dalle canzoni prima di Internet…