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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Marmo, biglie e dare i numeri in inglese

Ultimamente sta circolando una bellissima foto della Terra dallo spazio (pubblicata dalla NASA e quindi ritratta da un punto di vista tipicamente americano):

BlueMarble

Il titolo della foto ripropone quello di una famosa immagine del 1972, Blue Marble: la Terra dallo spazio può sembrare un’enorme biglia blu (eppure c’è chi ha tradotto “marmo blu”…).

In inglese l’accezione “pallina da gioco” di marble è un tipico esempio di metonimia, infatti un tempo le biglie erano di marmo. E da un gioco con le biglie dove il vincitore se le teneva tutte (playing for keeps, da cui for keeps, “per sempre”) derivano sia l’espressione all the marbles (“tutto quello che c’è da vincere”) che losing one’s marbles, che ora vuol dire “dare i numeri” o “andare fuori di testa”, ma che in origine significava “essere molto arrabbiati”, proprio come un bambino che perde le sue biglie. 

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11 commenti a “Marmo, biglie e dare i numeri in inglese”

  1. 28 gennaio 2012 17:06

    SuomItaly:

    Quando ci giocavo io le biglie, che noi chiamavamo palline, erano generalmente di vetro trasparente o meno. Non avevano tutte lo stesso valore.

  2. 28 gennaio 2012 20:03

    Silvia Pareschi:

    Ciao Licia, scusa se vado fuori tema, ma volevo segnalarti questo articolo sulle conseguenze di una cattiva traduzione:
    http://phastidio.net/2012/01/25/la-stampa-italiana-non-puo-farcela-da-sola/

  3. 29 gennaio 2012 22:08

    Licia:

    Grazie Silvia, ho fatto una rapida ricerca sui siti delle principali agenzie di stampa italiane e ho scoperto qualche dettaglio interessante, così ho pensato di farne un post: Se l’ha detto l’agenzia…

  4. 2 febbraio 2012 22:30

    Elio:

    Con un po’ di ritardo, ma si sono ricordati anche del vecchio mondo…
    http://blogs.discovermagazine.com/badastronomy/2012/02/02/east-of-the-blue-marble/

  5. 2 febbraio 2012 22:54

    Licia:

    Grazie Elio, mi è piaciuta anche la didascalia che appare sotto alla foto, Click to engaiaenate, or grab the terrestrialicious 11,500 x 11,500 pixel shot 🙂

  6. 3 febbraio 2012 00:02

    rossa:

    leggi il link Yahoo, Licia, dopo ben quattro “tirate d’orecchi” su tredici commenti si sono decisi a correggere l’orrore (solo che sono riusciti di nuovo a sbagliare scrivendo bliglia)

  7. 3 febbraio 2012 00:06

    Licia:

    😀

  8. 18 febbraio 2012 23:38

    rossa:

    se non l’hai mai vista leggi questa, che è talmente grossa da non credersi, purtroppo ho solo uno screenshot e non ho altri dati:
    http://1.bp.blogspot.com/-oY2TNyyzsyY/Tzw-EozkCiI/AAAAAAAAGQM/ukePHzE1m4M/s1600/Screenshot+at+2012-02-16+00:20:43.png

  9. 19 febbraio 2012 19:41

    Licia:

    @rossa, davvero incredibile questa storia del dalla pecora al pecorino tradotto in inglese con from sheep to Doggy Style (la posizione sessuale nota come “pecorina”) in un bando del MIUR.

    Dalla pecora al pecorino ➝ From sheep to Doggy Style

    Qui si può vedere la traduzione del bando: http://bandi.miur.it/bandi.php/public/fellowship/id_fellow/8503.
    Il titolo nel frattempo è stato corretto, ma il resto del testo inglese indica che è stato tradotto usando Google Translate, che per il titolo Dalla pecora al pecorino propone From sheep to sheep. Immagino che chi ha usato la traduzione automatica abbia notato la ripetizione nel titolo e abbia optato per una delle alternative proposte da Google Translate che sono, in ordine, cheese, pecorino, Doggy e Doggy Style. A questo punto posso solo pensare che Doggy Style sia stata una scelta consapevole, per fare uno scherzo oppure uno sgarbo per mettere qualcun altro in cattiva luce, perché se così non fosse e si trattasse solo di scelta maldestra, beh, non rimane che commiserare una persona così poco accorta.

  10. 21 febbraio 2012 10:15

    .mau.:

    non è detto. Magari ha cercato quella che per lui era la lectio difficilior: “cheese” è troppo generico, “pecorino” è troppo italiano, “Doggy” è troppo breve.

  11. 24 gennaio 2013 14:31

    Licia:

    Tornando alle biglie, un altro gioco dove c’è l’opzione del playing for keeps è quello dei Pog, popolare anche in Italia negli anni ‘90. C’è un riferimento in questa pubblicità di Internet Explorer 10, Child of the 90’s, dove appaiono anche le biglie del gioco Mangia Ippo (in inglese Hungry Hungry Hippos):