Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

impersonate ≠ impersonare

Nel continuo dibattito sull’identità online, Non c’è più @palazzochigi su Twitter racconta di un account chiuso perché impersonava il presidente del Consiglio. Mi sembra che, a parte la prima occorrenza, nell’articolo e nei commenti il verbo impersonare sia usato in modo improprio, come se equivalesse all’inglese impersonate.

I dizionari di italiano registrano due significati per impersonare:
1 – dare personalità a una nozione astratta
2 – di un attore, interpretare una parte
In entrambi i casi è palese che si ha a che fare con una rappresentazione

In inglese i significati più frequenti di impersonate sono:
A – spacciarsi (illegalmente) per un’altra persona
B – sinonimo di mimic, imitare qualcuno per divertimento (un impersonator è un imitatore)

Le accezioni A e B di impersonate sono usate con effetto umoristico in questa vignetta:

Vignetta di Tony Carrillo con poliziotto americano a guidatore nell’auto appena fermata: “Sir, are you… Did you just mimic my voice? Do you realize it’s a crime to impersonate an officer?”

Nel significato A di impersonate la rappresentazione non è esplicita: si ha a che fare con una forma di inganno che per Twitter può portare alla chiusura di un account. In italiano, invece, il verbo impersonare non esprime l’intento di arrecare danno o di indurre in errore.

In inglese impersonation è anche un termine giuridico che corrisponde all’italiano sostituzione di persona. In questo ambito, ho trovato interessante la terminologia italiana del decreto legislativo 11 aprile 2011, n. 64 che, con riferimento alle frodi nel settore del credito al consumo, dà queste definizioni:

Ai fini del presente decreto legislativo per furto d’identità si intende:
a) l’impersonificazione totale: occultamento totale della propria identità mediante l’utilizzo indebito di dati relativi all’identità e al reddito di un altro soggetto […]
b) l’impersonificazione parziale: occultamento parziale della propria identità mediante l’impiego, in forma combinata, di dati relativi alla propria persona e l’utilizzo indebito di dati relativi ad un altro soggetto […]

Impersonificazione e impersonificare sono termini di un linguaggio speciale e per questo non sono registrati come parole dell’italiano standard. Non ho modo di verificarne l’origine ma mi piacerebbe sapere se in ambito giuridico sono dei neologismi e se la loro scelta è stata in qualche modo influenzata dall’inglese.

Il concetto di “appropriazione illecita online dell’identità altrui” ha una rilevanza sempre più ampia e quindi sarà interessante vedere se nel lessico comune si affermerà il calco semantico impersonare oppure se verrà adottato il termine impersonificare, che avrebbe il vantaggio di identificare il concetto in modo univoco [aggiornamento nei commenti].

In un contesto generico, continuerei invece a usare fingersi o spacciarsi (per qualcuno).

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Impersonare, impersonificare e personificare sono allotropi, etimologicamente riconducibili al significato originale di “maschera teatrale” della parola persona.


Vedi anche: eligibility ≠ eleggibilità, idiosyncrasy ≠ idiosincrasia e visionary ≠ visionario per altri esempi di falsi amici e Occasionalismi: nymwars per un neologismo legato alla gestione dell’identità online.

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2 commenti a “impersonate ≠ impersonare”

  1. 24 novembre 2011 09:51

    m.fisk:

    Ti confermo che si tratta di un neologismo, introdotto nel diritto italiano dal recepimento della direttiva CE (e quindi a sua volta frutto di traduzione). Sulla base dati normativa e giurisprudenziale esistono solo due ricorrenze, e tre nelle normative regionali.

  2. 24 novembre 2011 11:50

    Licia:

    Grazie! Ho dato un’occhiata a IATE, il database terminologico dell’Unione europea, e nel dominio Politica della comunicazione, Informatica e trattamento dei dati si trova il termine impersonificazione, corrispondente all’inglese impersonation.

    Per l’inglese è stata usata la definizione “the pretence by an entity to be a different entity”,  tratta dalla norma ISO/IEC 9594-8:1990, mentre in italiano si trova “sostituzione di un soggetto non autorizzato ad un altro soggetto autorizzato nel compimento di operazioni elaborative”, tratta dalla pagina 35 un libro del 1990, I Reati informatici: computer security di Cesare Triberti ed Ermanno Bonazzi (ma, stando alla scheda IATE, gli stessi autori usano anche mascheramento).

    A questo punto sarebbe interessante vedere la fonte per capire se effettivamente nel libro citato impersonificazione veniva usato come termine per identificare il concetto, e come tale era presente con varie occorrenze nel testo, oppure se era una descrizione generica (parola) usata assieme a mascheramento per spiegare l’inglese impersonation.

    Chissà se il neologismo è stato introdotto nel diritto italiano proprio grazie a qualche traduttore UE che si è basato sulla voce IATE…

     


    Aggiornamento ottobre 2012 – Sull’uso di impersonificare nel lessico comune aggiungo una nota tratta dal libro Scrivere bene (o quasi) di Elisabetta Perini, pubblicato da Giunti nel luglio 2012 e quindi molto recente: