Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

*HACTUNG! *ZERBOTEN!

Conoscendo il mio debole per i cartelli, G. mi ha mandato due foto fatte sulla costa adriatica vicino a Ravenna. Come succede spesso nelle località turistiche, le traduzioni sono un concentrato di errori di ogni genere (grammaticali, lessicali, ortografici). Un esempio è LAN  DING  SHIP  LANE: un nuovo significato per la parola Chinglish?!?

cartello 2 cartello 1

Gli errori di ortografia fanno escludere la traduzione automatica: si tratta sicuramente della classica ricerca parola per parola nei vocabolari. Difficile però capire come verboten e Achtung, tra le parole tedesche più riconoscibili, siano potute diventare *zerboten e *hactung, forse istruzioni scribacchiate su un pezzo di carta e qualche birretta di troppo?

Tutto è possibile, basti pensare ai cartelli con la scritta ANDERGROUND apparsi alla stazione Tiburtina di Roma il mese scorso!


Vedi anche: L’inglese di ATM: idea per storia dell’orrore e Cartelli insoliti.

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8 commenti a “*HACTUNG! *ZERBOTEN!”

  1. 15 novembre 2011 11:19

    Ilaria:

    L’hactung potrebbe essere la conseguenza di un’errata pronuncia (l’aspirata fa più tedesco…).
    Il “lan ding” fa il paio con il “de fendu”, mi par di capire.
    Come si sia arrivati da “corsia” a “cuire” non lo so proprio. 😕

  2. 15 novembre 2011 12:07

    Licia:

    @Ilaria, hactung sembra proprio una forma di ipercorrezione, un po’ come con strüdel, e forse spiega anche la n aggiuntiva di eintrenten: per una lingua percepita come “dura”, ci vogliono tante consonanti 😉

  3. 16 novembre 2011 08:12

    Rose:

    Però il risultato di questo tipo di errori/orrori è esilarante… o no?
    Severgnini è riuscito a farci qualche soldo sugli strafalcioni italiani nel tradurre dall’inglese.
    Certo, i cartelli richiederebbero maggiore attenzione.
    Non mancherò di prendere l’andergroung, se capito a Roma Tiburtina. 😀

  4. 16 novembre 2011 10:41

    Licia:

    @Rose: verissimo, però quando le traduzioni sono dall’italiano è un sorriso con sottofondo amarognolo…
    Un aspetto che per me è comunque molto divertente sono le associazioni impreviste ispirate da alcune di queste traduzioni, ad es. a me zerboten ha fatto pensare alla parola italiana zerbinotto, che mi piace molto ma che è praticamente impossibile usare in una conversazione normale.

  5. 16 novembre 2011 19:54

    Rose:

    Naturalmente, c’è dell’amaro… soprattutto quando gli strafalcioni si sentono in televisione (ma lei non la guarda e se li risparmia ;-)).
    Devo correggermi: Severgnini riporta spesso orrori dall’italiano in inglese. Ricordo ad esempio la ragazza che intercalava con forza “For the misery!”, provocando qualche perplessità negli astanti britannici.

    Sono sincera, avrei detto che lo zerbinotto fosse un grosso zerbino. C’è sempre da imparare qui da lei (nel senso che mi induce ad approfondire). Grazie. 😀

  6. 16 novembre 2011 22:10

    Carla Crivello:

    Ho scovato una raccolta di “STRAFALCIONI IN INGLESE ALL’ITALIANA” in http://www.facebook.com/group.php?gid=52261197008&v=photos. Alcuni decisamente divertenti 🙂

  7. 16 novembre 2011 22:31

    Licia:

    Grazie Carla, alcune sono davvero incredibili! Non oso immaginare la faccia di un inglese che si sia trovato davanti Thè to the Fishing 😀

     (ho visto che c’è anche una mia foto, la numero 4, presa da Comprehend this: attention to planes inclined, ma come spesso succede non è citata la fonte)

  8. 9 dicembre 2011 14:48

    Global Voices:

    Quando si parla di traduzione bisogna essere molto cauti. Sempre per rimanere in tema “tedesco”, sapete cosa è successo a Berlino?
    Un Ospedale ha sottoposto centinaia di pazienti ad operazioni per l’impianto di protesi alle ginocchia, provenienti dall’ Inghilterra. Dopo qualche tempo, i pazienti hanno riportato forti dolori e malesseri, facendo scoprire che le protesi non erano state impiantate correttamente.
    Inutile dire l’onere economico di cui l’ospedale ha dovuto farsi carico nell’operare nuovamente i pazienti. Tutto questo è stato causato da una erronea traduzione dell’etichetta del prodotto che i presunti traduttori medici non sono stati in grado di riportare correttamente in tedesco!