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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

visionary ≠ visionario

Oggi (24 ottobre 2011) esce la biografia di Steve Jobs e presumo che nei media italiani la parola visionario sarà di nuovo inflazionata. Chi sa l’inglese può interpretarla correttamente, altrimenti forse non tutti riconoscono il falso amico visionaryvisionario.

In inglese il sostantivo e l’aggettivo visionary hanno soprattutto connotazioni positive. Nei loro significati più comuni descrivono qualcuno che ha le idee chiare sul futuro e/o che è molto originale e creativo, come si può verificare in qualsiasi dizionario o ricavare dal contesto di espressioni come visionary leadership. Esempio dal Macmillan Dictionary:

voce visionary in Macmillan Dictionary

In italiano, invece, visionario condivide con l’inglese solo il significato relativo alle visioni mistiche mentre le altre accezioni sono decisamente meno lusinghiere, come si può vedere nella voce del vocabolario Zingarelli 2012, appena uscito (cfr. in particolare l’esempio riformatori visionari e quello inglese visionary reformer qui sopra):

voce visionario nel vocabolario Zingarelli

Anche le definizioni da altri dizionari, ad es. Devoto-Oli, Treccani e Sabatini Coletti, confermano che in italiano la parola visionario è spesso associata a chi ha una comprensione distorta della realtà, certamente non il caso del fondatore di Apple…

…o forse tra le innovazioni per cui si ricorderà Steve Jobs si dovrà aggiungerne una anche al lessico italiano, grazie alla nuova accezione positiva conferita a visionario?


Aggiornamenti – Ho aggiunto un esempio di significato “classico” in  Visionari e fine del mondo. La nuova accezione aggiunta alla voce del vocabolario Zingarelli 2014 (4) è invece una conferma che da falso amico visionario si è trasformato in prestito camuffato:

4 (fig.) chi (o che) dimostra grande fantasia e creatività: un regista, uno scrittore visionario | (fig.) chi (o che) si rivela lungimirante e quasi profetico (calco sull’ingl. visionary)

visionario: 4 (fig.) chi (o che) dimostra grande fantasia e creatività: un regista, uno scrittore visionario | (fig.) chi (o che) si rivela lungimirante e quasi profetico (calco sull'ingl. visionary) – Vocabolario Zingarelli 2014


Vedi anche: Elenco di falsi amici e, con riferimento a Steve Jobs, “Stay hungry. Stay foolish” in italiano e Campo di distorsione della realtà.

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15 commenti a “visionary ≠ visionario”

  1. 24 ottobre 2011 09:58

    m.fisk:

    Devo dire che, ahimé, il termine “visionario” lo sento utilizzato in accezione positiva oramai da molto tempo. Forse ha smesso di essere una cosa da matti quando “confidente” ha smesso di essere una cosa da papponi doppiogiochisti.

  2. 24 ottobre 2011 10:24

    Luigi Muzii:

    Cavolo, allora tutte le “vision” di siti Web “italiani” sono sbagliate! E chi glielo dice ai business writer che ci hanno fatto fortuna negli ultimi vent’anni?
    A parte le facili battute, una lingua cambia anche per l’uso (proprio o improprio poco importa) di calchi e prestiti, non per i vari Steve Jobs e questi cambiamenti ne testimoniano la vitalità.
    Mi preoccupo di più di qualcuno che, morto Jobs, dà per già morta anche Apple e parte all’attacco di un nuovo totem (Android, nel caso), anche se alcuni dicono che abbia fatto per la sua azienda quanto un poco attento presidente ha fatto per il suo paese, o di quelli che si attaccano agli apostrofi e alle apocopi dimenticando i congiuntivi o che si lanciano in citazioni inopportune e intempestive, magari in latino o in una lingua che conoscono poco, fosse anche la propria.

  3. 24 ottobre 2011 10:49

    Licia:

    @m.fisk: confidente è da un po’ “nel mio radar”, per dirla come una persona che conosco, molto amante proprio di confidente e di altri calchi dall’inglese. 😉

    @Luigi Muzii: a proposito di battute, vedo che non sono molto brava a farle e avrei dovuto aggiungere un’emoticon dopo la mia ultima frase… Temo di non avere capito tutti i riferimenti del commento, forse sarebbe utile qualche esempio specifico?
    In ogni caso la mia critica (su visionario e non vision: c’è una notevole differenza!) voleva essere esclusivamente verso i media italiani, che sempre più raramente prendono in considerazione chi non sa l’inglese e/o non dedica molto tempo a quanto si può leggere online.

  4. 24 ottobre 2011 19:07

    Silvia Pareschi:

    No, confidente no! Ormai è una valanga inarrestabile! 🙂

  5. 24 ottobre 2011 19:28

    Licia:

    @Silvia, e va di pari passo con confidenza, parola jolly nel marketing: confidenza dei consumatori, confidenza nell’uso di nuove tecnologie

  6. 26 ottobre 2011 12:14

    Silvia Pareschi:

    Brr… chissà cosa ne direbbe Stephen Fry! In medio stat virtus, certo, ma dove sta il medio, fra i perpetratori di queste nefandezze linguistiche e gli integralisti frustrati che si aggirano nelle lettere ai giornali e nei commenti ai blog?

  7. 26 ottobre 2011 12:33

    Licia:

    Aggiungo il riferimento a Stephen Fry, un pezzo intitolato Don’t Mind Your Language che si può leggere e ascoltare qui. Un esempio:

    […] Sadly, desperately sadly, the only people who seem to bother with language in public today bother with it in quite the wrong way. They write letters to broadcasters and newspapers in which they are rude and haughty about other people’s usage and in which they show off their own superior ‘knowledge’ of how language should be […]

  8. 29 ottobre 2011 17:44

    Silvia Pareschi:

    Licia, mi hanno appena detto che si sta diffondendo il termine “skillato” (per “skilled”)! Aiuto!

  9. 29 ottobre 2011 17:59

    Licia:

    @Silvia, mi hai fatto venire in mente un paio di persone che conosco bene e che proprio a proposito di skillato cercano di trattenersi se ci sono anch’io. 😉
    Ogni tanto però si fanno sfuggire anche qualche bel “macciare” e “macciato” (da match) mentre a schedulare non sanno davvero rinunciare…

  10. 30 ottobre 2011 09:16

    Silvia Pareschi:

    Facciamo una lista?

  11. 30 ottobre 2011 09:20

    Silvia Pareschi:

    (Ho deciso: faccio un post, cito te e Fry e comincio una collezione)

    [aggiornamento 31 ottobre] Licia: aggiungo il link al post: Don’t Mind Your Language? Siamo proprio sicuri?

  12. 30 ottobre 2011 10:18

    Licia:

    @Silvia, potresti aggiungere anche le parole inglesi pronunciate con l’accento sulla sillaba sbagliata, ad es. di management, performance e image (nulla in contrario invece alla pronuncia italiana adattata: Parla come mangi 1).

  13. 2 novembre 2011 10:50

    rossa:

    E di un’amica (che evidentemente usava spesso questi termini in ambiente lavorativo) che dieci (10!!!) anni fa mi disse “eh sì, c’è stato un misunderstanding” (“incomprensione”, “equivoco” se li era scordati? e mica lavorava all’estero!) che ne pensate? Io rimasi sconvolta, tant’è che, pur con la mia scarsissima memoria, questo me lo ricordo tutt’ora!

  14. 2 novembre 2011 11:37

    Licia

    @rossa: mi hai fatto tornare in mente che una volta in una riunione di lavoro un collega aveva detto ho una question e NON era ironico!!!

  15. 12 novembre 2011 17:15

    Paranoico vittima di allucinazioni visive | La realtà non mi ha mai tradito:

    […] (12.11.2011): forse qui c’è la soluzione dell’arcano! […]