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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Lingue, orientamento e “Manhattanese”

Penguin Books sta promuovendo un nuovo libro sulla traduzione, Is that a fish in your ear? (Translation and the Meaning of Everything), con un’animazione molto simpatica:

C’è un esempio efficace che evidenzia una peculiarità della lingua australiana Guugu Yimithirr, nota per avere un sistema di orientamento con coordinate assolute geografiche (nord, sud, est, ovest) anziché le coordinate relative egocentriche (davanti, dietro, sinistra e destra, rispetto al proprio corpo) privilegiate dalla maggior parte delle altre culture.

È un esempio usato spesso a proposito di relatività linguistica, di cui parlavo recentemente con un’amica che ha vissuto a lungo New York. Mi raccontava che anche dopo parecchi anni, soprattutto all’uscita della metropolitana, le era difficile orientarsi con le indicazioni downtown e uptown, invece ovvie per chi è cresciuto a Manhattan, in qualsiasi parte della città si trovi. È stato divertente trovare questo esempio di “Manhattanese” nell’animazione.

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4 commenti a “Lingue, orientamento e “Manhattanese””

  1. 30 agosto 2011 03:49

    Silvia Pareschi:

    Grazie mille della segnalazione, credo che scriverò anch’io un post su questo libro. Primo perché ovviamente ho un interesse professionale, secondo perché il video è molto carino, e terzo perché proprio in questo periodo sto leggendo “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy” e ne sono completamente ossessionata, quindi il riferimento al Babel Fish capita proprio a fagiolo!

  2. 30 agosto 2011 10:11

    Licia:

    @Silvia, anch’io ho proprio voglia di leggerlo, mi incuriosisce molto l’aspetto divulgativo.

    Rimanendo in tema libri, a proposito di relatività linguistica è da un po’ che vorrei fare un post su Through the Language Glass – Why the World Looks Different in Other Languages di Guy Deutscher, che dedica un intero capitolo alla lingua Guugu Yimithirr. Ma in questi giorni e nelle prossime settimane sarò pochissimo online e dubito che riuscirò a farlo a breve (verranno pubblicati un paio di post già scritti).

  3. 30 agosto 2011 18:54

    Silvia Pareschi:

    Licia, sei sempre una fonte di spunti interessanti. Devo confessare che in genere evito di leggere libri sulla teoria della traduzione (perché mi annoiano), ma i libri di linguistica divulgativa intelligenti come questi mi interessano molto!

  4. 15 settembre 2011 19:54

    Silvia Pareschi:

    Non ho ancora fatto in tempo a leggere l’estratto pubblicato dall’Independent, ed ecco che trovo una recensione molto positiva sull’Economist.
    http://www.economist.com/node/21528575
    Tanta pubblicità per un libro sulla traduzione non si vedeva da tempo!