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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Il compound di Gheddafi (e quello di Bin Laden)

[24 agosto 2011] In questi giorni quasi tutte le notizie sulla Libia fanno riferimento al compound di Gheddafi.

In inglese la parola compound, se riferita a un luogo, può avere significati diversi ma in genere identifica un gruppo di edifici che hanno una funzione comune e che sono circondati da una delimitazione (fisica, come un muro, o anche semplicemente visiva).

In italiano si può rendere il significato di compound in vari modi, ad es. con complesso inteso come “insieme di edifici destinati a una determinata funzione” (complesso residenziale / ospedaliero / militare / fortificato…), oppure ricorrendo a parole più specifiche, ad es. in un contesto militare un compound potrebbe essere una caserma, una base o una zona militare, in un contesto urbano una cittadella ecc.

BinLaden_compound_Wikipedia Nei mesi scorsi anche il luogo dove viveva ed era morto Bin Laden era stato descritto dai media di lingua inglese come compound. I media italiani avevano inizialmente riportato la notizia con parole come residenza (fortificata), rifugio, roccaforte ecc., poi era nata un’irresistibile attrazione per compound.

A pochi mesi di distanza l’infatuazione continua: gli stessi media ora ricorrono quasi esclusivamente a compound per riferire di Gheddafi e del suo bunker, anche in notiziari destinati a un pubblico che forse non ha molta familiarità con l’inglese. Si lascia che il significato venga intuito dal contesto, senza spiegazioni (e presumo senza aver verificato che questo prestito non è ancora registrato dai principali dizionari di italiano).

Misteri (o forse solo un po’ di pigrizia) dei media italiani?

 compound

Vedi anche: Ma sono proprio germogli di SOIA?idiosyncrasy ≠ idiosincrasia, Falsi amici all’ombra del sicomoroHung Parliament: non è "appeso" per esempi di inesattezze nei media italiani probabilmente dovute a conoscenze non adeguate dell’inglese.


Aggiornamento settembre 2012 – Anna Bissanti in La parola al traduttore propone un’interessante analisi dell’uso di compound (e di embedded e accountable) nel giornalismo italiano: Usi, non-usi e implicazioni delle parole di guerra.


Aggiornamento ottobre 2019 – Anche nelle notizie sulla presunta uccisione del capo dell’ISIS al Baghdadi è ricorrente la parola compound, che però non viene mai spiegata (a quanto pare chi scrive dà per scontato che tutti i lettori ne conoscano già il significato). Esempio: Abu Bakr al Baghdadi si sarebbe ucciso dopo un breve scontro a fuoco con i soldati Usa entrati nel compound dove si nascondeva in Siria.

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8 commenti a “Il compound di Gheddafi (e quello di Bin Laden)”

  1. 25 agosto 2011 03:43

    Silvia Pareschi:

    La pigrizia dei media: una delle tante frustrazioni del lavoro di traduttrice!

  2. 25 agosto 2011 12:59

    Link salad | Lavori in corso…:

    […] Finalmente scopriamo come si scrive Gheddafi (in italiano abbiamo una sola traslitterazione ma in inglese sono oltre cento…). Licia spiega cosa è un compound. […]

  3. 26 agosto 2011 00:49

    Francesco:

    Avevo notato anche io questo “amore” dei media per il termine compound, e l’ho subito associato alla vicenda di Bin Laden. Credo che non sia una questione di pigrizia dei media, ma piuttosto la solita ricerca del termine ad effetto…credo proprio che d’ora in avanti quando si riferirà di un’azione militare volta a stanare “il cattivo di turno” si farà uso (e abuserà) sempre di questo termine…staremo a vedere, con buona pace per le alternative linguistiche nostrane!

  4. 26 agosto 2011 16:04

    Licia:

    @Silvia: frustrazione anche di chi legge/ascolta, almeno a giudicare dal numero di ricerche sul significato di compound che hanno generato davvero molte visite a questo post (quella che mi è piaciuta di più: “che è sto gheddafi compound?”).

    @Francesco: e come ben si sa, l’innamoramento non va tanto per il sottile e ignora i dettagli, in questo caso che in inglese il compound di Bin Laden e quello di Gheddafi non sono proprio la stessa cosa, cfr voce di Wikipedia citata all’inizio. Di solito, invece, i prestiti vengono adottati perché così la parola straniera acquista un un significato monosemico preciso… a meno che ora in italiano per compound non si intenda proprio “posto dove vive/si nasconde il cattivone di turno” 😉

  5. 30 agosto 2011 22:43

    Alexander:

    Credo che, in Italia, compound sia molto più diffuso con l’accezione di “mescola” (per pneumatici).

  6. 31 agosto 2011 12:03

    Licia:

    @Alexander: grazie, non conoscevo questa accezione.
    I dizionari riportano che il prestito compound è usato anche in altri contesti tecnici, “per indicare macchine composte di unità di diverso tipo, o alimentate con sistemi misti” (http://www.treccani.it/vocabolario/compound/).
    Sarà interessante vedere se le prossime edizioni dei dizionari includeranno anche il nuovo uso.

  7. 1 settembre 2011 10:20

    Fabio:

    In sostituzione dell’inutile compound proporrei area fortificata o piazzaforte.
    Ma a Licia e agli altri lettori potrà interessare, dato che non mi sembra sia mai stato citato in questo suo zibaldone (permettimi di non chiamarlo blog!), un dotto forum di discussione aperto da due coltissimi amanti della lingua italiana, due puristi strutturali, raggiungibile all’indirizzo

    http://www.achyra.org/cruscate/index.php

    Vi si discute di tutti gli aspetti della lingua e, ovviamente, anche di forestierismi, in sostituzione dei quali si propone una lista ragionata di traducenti italiani.

  8. 2 settembre 2011 00:10

    Licia:

    @Fabio, grazie per il suggerimento.


    Aggiornamento 2012: per qualche mese ho provato a frequentare il forum Cruscate. Alcuni argomenti di discussione sono interessanti, peccato che l’atteggiamento verso chi prova a proporre un punto di vista “non allineato” sia spesso decisamente ostile (in particolare da parte di uno dei moderatori). L’impressione è quella di avere a che fare con integralisti della lingua che scoraggiano ogni tipo di discussione alternativa.

    Per quel che riguarda i forestierismi, ad esempio, credo che rifiutare a priori qualsiasi parola straniera e volerla sostituire con una parola italiana o “italianizzata” non sia molto realistico, in particolare se si tratta di terminologia nata in un ambito specializzato (linguaggio speciale) dal quale poi è passata al lessico generico. Nel 2012 credo risulti poco credibile continuare a lamentarsi che in italiano si dica mouse e non topo e vagheggiare di poter cambiare una parola ormai condivisa dalla stragrande maggioranza dei parlanti (peraltro in inglese il riferimento all’animale è abbastanza casuale e nelle lingue neolatine il prestito mouse è più diffuso dei calchi), oppure insistere nel dire computiere, bloggo e strumentario (hardware) e addirittura augurarsi che falliscano le aziende italiane che usano parole inglesi…


    Ho riassunto il mio punto di vista sui forestierismi in L’invasione degli anglicismi.