Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

decifrare, decodificare, decrittare, decriptare…

Torno a citare il forum Scioglilingua per una discussione sul verbo decrittare (a cui aggiungo le varianti decriptare e decrittografare). Vari punti di vista:

tipico esempio di sudditanza nei confronti dell’inglese (qui)
accettabile perché non deriva dall’inglese ma dal greco (qui e qui)
forzatura, pseudo-neologismo: meglio usare decodificare (qui)
brutta parola, né utile né necessaria: ci sono già decifrare e decodificare (qui)

È interessante perché consente di evidenziare la differenza tra lessico generico (parole) e lessico specializzato (termini).

decryptEtimologia a parte, il verbo decrittare è arrivato in italiano dall’inglese decrypt. Nel lessico generico inglese, documentato dai dizionari, decrypt, decode e decypher/decipher sono considerati sinonimi.

Nel lessico specializzato inglese, invece, ciascun termine (e ogni termine correlato) identifica concetti specifici usati in ambiti specifici. Nel Dizionario enciclopedico di informatica, ad esempio, si trovano queste differenze:

encode – trasformare la rappresentazione di informazioni, ad es. convertire un formato grafico in un altro, comprimere dati ecc. Sinonimo: code 
decode – riconvertire le informazioni codificate nel formato originale, ad es. decomprimere dati precedentemente compressi
encipher / encrypt – trasformare la rappresentazione di informazioni allo scopo di renderle incomprensibili a eventuali intrusi che intercettassero il messaggio
decipher / decrypt – ripristinare nella loro forma originale delle informazioni rese incomprensibili mediante cifratura per evitare che le informazioni vengano carpite nel caso cadano in mano a un intruso

Nella comunicazione di messaggi c’è chi fa invece queste distinzioni:

encode – trasformare intere parole o frasi in altre parole o frasi
encipher – trasformare lettere o simboli individualmente
encrypt – termine sovraordinato che include sia encode che encipher

Anche in altri ambiti specializzati, decrypt e decipher non sono sinonimi:

decrypt fa riferimento a dati che sono stati deliberatamente trasformati perché risultassero incomprensibili (cfr. l’intervento firmato duccio)
decipher è relativo, ad es., all’analisi di documenti antichi, scritti in una lingua o in un alfabeto sconosciuti, oppure all’analisi del codice genetico contenuto nel DNA, quindi dati che sono intrinsecamente complessi da interpretare ma che non sono stati precedentemente manipolati

Questi sono solo alcuni esempi, sufficienti però a confermare, ancora una volta, che ogni termine non andrebbe mai considerato singolarmente ma sempre all’interno del sistema concettuale a cui appartiene.

Tornando all’italiano e al forum Scioglilingua, mi sembra eccessivo stigmatizzare una parola solo perché sembra brutta, perché è un calco o perché esistono già parole (apparentemente) simili: come in inglese, in ambiti generici si può ovviamente usare il sinonimo che piace di più, invece in alcuni ambiti specializzati decrittare (e non decodificare o decifrare) sarà l’unico termine possibile per identificare in modo univoco un concetto specifico, differenziandolo da quelli correlati.


Vedi anche: Che relazione c’è tra obsoleto, disapprovato e deprecato? sulla distinzione, non sempre ovvia, tra significato generico e significato specializzato.


PS  Un suggerimento agli studenti che so che leggono il blog: i termini sono “etichette” a volte abbastanza intercambiabili, specialmente in alcuni ambiti come l’informatica; nelle traduzioni specializzate, se non è disponibile la terminologia specifica del progetto ma si usano dizionari o glossari specializzati acquisiti da altre fonti, in certi casi è meglio non fidarsi al 100% dei termini “già pronti” ma è preferibile verificare i concetti per assicurarsi che il sistema concettuale descritto e quello su cui si sta lavorando corrispondano. Esempio: Font, typeface, famiglie e tipi di carattere.

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7 commenti a “decifrare, decodificare, decrittare, decriptare…”

  1. 11 aprile 2011 13:58

    .mau.:

    “decrittografare” è osceno.
    “decifrare” anche in italiano dà l’idea di un manoscritto poco comprensibile.
    “decodificare” lo fai quando sai qual è il codice usato.
    Ergo, “decrittare” per me è la forma migliore 🙂

  2. 11 aprile 2011 14:16

    Licia:

    @.mau.: anche a me crittografare e decrittografare non sono mai piaciuti particolarmente, eppure sono tuttora molto usati e ti posso assicurare che hanno un loro “zoccolo duro” (hanno comunque il vantaggio di essere molto trasparenti e fare pensare immediatamente alla crittografia).

    Tra criptare/crittare e decriptare/decrittare personalmente preferirei la  forma con –pt– (come in criptico e nei termini scientifici che usano il prefissoide cripto) ma è più logico che prevalga la forma con –tt– (come in crittografia, che usa la forma assimilata del prefissoide).

  3. 12 aprile 2011 14:15

    .mau.:

    … anche se è vero che negli ultimi cent’anni si iniziano a usare nessi consonantici “duri”: pensa all’enimmistica di inizio ‘900!

  4. 12 aprile 2011 14:29

    Licia:

    @.mau. per non parlare del tennico ancora così diffuso qua in Lombardia!
    Credo che a me crittare e di conseguenza decrittare non convincano del tutto perché, per qualche strano motivo, mi fanno venire in mente la parola critter (forma colloquiale americana derivata da creature), che non c’entra un bel niente con la crittografia.

  5. 12 aprile 2011 21:20

    Andrea Sciuto:

    In realtà, per “crittografare” (e, di conseguenza, “decrittografare”) c’è un’attestazione autorevolissima nel campo dell’…enimmistica. Le parole crociate crittografate.
    @Licia: in che senso sono “tuttora” molto usati? Ti sembrano arcaici?

    Quanto alla variante “criptare”, a parte il nesso consonantico, presenta lo svantaggio di rimandare sincronicamente a “cripta”, con cui invece non ha che un legame abbastanza remoto. (Ma tanto, naturalmente, la lingua è arbitraria ecc ecc e di un criterio del genere, come dire, se ne impipa)

  6. 13 aprile 2011 09:05

    Licia:

    @Andrea: è vero, le parole crociate crittografate, me ne ero dimenticata ma mi piacevano tantissimo!!
    Ricordi a parte, il mio primo commento (“tuttora molto usati”) forse va spiegato meglio: ho lavorato a lungo in Microsoft e crittografare e crittare, per qualche motivo che non mi è mai stato chiaro, perché in fin dei conti sono abbastanza simili, erano (sono?) due termini che appassionavano molto gli utenti più tecnici, perlomeno qualche anno fa. C’erano, come dire, due scuole di pensiero, con chi cercava di convincerci che crittografare stesse diventando obsoleto…

  7. 13 aprile 2011 23:52

    Elio:

    Ed io che uso da sempre i termini de-crittografare e considero la sonorità di “decrittare*” degna di un pugno in un occhio? Come devo essere considerato?

    *) a me fa pensare allo sterminio di animaletti!