Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Esempi di “dialetti” inglesi

In Regionalismi e gestione della terminologia osservavo che la parola inglese dialect può rappresentare due concetti diversi: 

1 “un sistema linguistico usato in zone geograficamente limitate e in un ambito socialmente e culturalmente ristretto, divenuto secondario rispetto a un altro sistema dominante e non utilizzato in ambito ufficiale o tecnico-scientifico” [De Mauro], ovvero il significato di dialetto in italiano;
2 “una varietà linguistica associabile a un gruppo specifico di parlanti”, forse l’accezione più comune in inglese ma non condivisa in italiano.

Nell’introduzione a Top 10 Slang Narratives: From Burgess To Faulkner, una classifica di romanzi caratterizzati da varietà non standard della lingua inglese, c’è un esempio tipico del secondo significato:

Dialect can be used as a class marker, or as something that identifies your hometown, your race, or your predilection for jargon. There are standard dialects, which are those institutionally-approved ways of speaking that make us understood, but are frankly a little boring.

Un altro esempio è il termine dialect coach, lo specialista a cui si rivolgono gli attori per impadronirsi di un accento regionale o straniero diverso dal loro.

In questi contesti non c’è equivalenza dialect = dialetto e un’eventuale traduzione italiana letterale non sarebbe corretta: a seconda dei casi, si potrà scegliere tra termini alternativi come lingua, varietà linguistica, parlata, idioma, idioletto, socioletto, gergo, vernacolo, accento ecc.


Anche il “croc-ese parlato da Larry e altri coccodrilli stupidi della striscia Pearls Before Swine è un dialect:

croc-ese


Vedi anche: Numeri e accenti inglesi.

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2 commenti a “Esempi di “dialetti” inglesi”

  1. 10 marzo 2011 09:44

    .mau.:

    sarà l’abitudine informatica, ma io uso spesso “dialetto” come calco, nel senso di “variante linguistica”.

  2. 10 marzo 2011 12:48

    Licia:

    @.mau: però se parli con un non informatico, penserà soprattutto a uno dei cavalli di battaglia di Bossi&Co.!

    Scherzi a parte, a proposito di dialetti italiani, una risorsa interessante è VIVALDI (Vivaio Acustico delle Lingue e dei Dialetti d’Italia): per nove regioni italiane si possono confrontare informazioni fonetiche, lessicali, morfologiche e sintattiche e ascoltare parlanti che raccontano la parabola del figliol prodigo nel loro dialetto, ad es. per il Piemonte sono presenti 23 località diverse.