Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

bullismo, mobbing e bullying

cyberbullying

Un’insegnante mi diceva che il bullismo nelle scuole è sempre più diffuso. Riflettevamo sulla parola, che non deriva direttamente da bullo ma è un calco dell’inglese bullying (da cui provengono anche bullismo online / cyberbullismo, gli atti molesti o persecutori compiuti mediante strumenti informatici e diffusi sul web, in particolare sui social network, o attraverso la telefonia mobile).

In inglese bullying descrive vari tipi di comportamento intimidatorio, non solo tra i giovani od online ma anche in contesti lavorativi, familiari, religiosi, politici ecc. Una delle tipologie più diffuse è il workplace bullying / bullying in the workplace.

Può quindi sembrare insolito che in varie lingue europee si descrivano le vessazioni sul lavoro, soprattutto da parte dei superiori, ricorrendo a un’altra parola inglese, mobbing, ormai molto diffusa anche in italiano ma raramente usata con la stessa accezione nel linguaggio comune inglese.

Mobbing arriva direttamente da un linguaggio speciale: il termine inglese (da mob, “attaccare in massa”) è stato introdotto dall’etologo Konrad Lorenz per denominare il comportamento difensivo collettivo di alcuni uccelli contro i rapaci, in seguito è stato usato per descrivere le azioni aggressive di animali di una stessa specie contro un loro simile e infine lo psicologo Heinz Leymann l’ha applicato anche a comportamenti umani.

In ambito specialistico, alcuni considerano i termini inglesi bullying e mobbing sinonimi ma in genere si preferisce differenziarli:

bullying indica il comportamento aggressivo e vessatorio di un individuo, di solito un superiore verso uno più sottoposti
mobbing descrive il comportamento di un gruppo di individui, anche appartenenti a diversi livelli gerarchici, che si coalizzano contro una persona (un loro pari, un sottoposto o anche un superiore); interessante l’etimologia di mob, dal latino mobile vulgus, “gentaglia instabile”  

In un contesto inglese generico, per un italiano può essere utile ricordare che mobbing è un potenziale falso amico ed è preferibile usare bullying.


Vedi anche: È davvero un mondo cyber? sull’evoluzione e le risemantizzazioni dell’elemento formativo cyber–, usato in cyberbullismo.

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