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I suffissi degli scandali: –gate e –poli

In questo inizio 2011 non si riesce proprio a sfuggire alle notizie che hanno come protagonisti Silvio Berlusconi e “Ruby Rubacuori”.

vignetta Pearls Before SwineHo notato che il caso Ruby si è rapidamente trasformato anche in affaire Ruby  e soprattutto in Ruby-gate. Non è solo una questione di sinteticità: privilegiando il suffisso inglese –gate per dare un nome alla vicenda si riesce a sottolinearne il carattere di scandalo, connotazione che manca al ben più neutro caso, e di grande clamore, che forse non viene percepito in pieno con il francese affaire.

In italiano abbiamo due suffissi* che caratterizzano il nome degli scandali, –poli e –gate, documentati da tutti i dizionari. Sono ritenuti simili e vengono differenziati spiegando che –poli descrive soprattutto fenomeni di corruzione (ad es. nella pubblica amministrazione) mentre –gate ha connotazioni principalmente politiche, come lo scandalo americano Watergate da cui deriva, e/o fa riferimento a personaggi specifici o altri tipi di scandali.  

Ritengo si possa aggiungere anche una distinzione grammaticale: 

–gate viene aggiunto a nomi propri (di persona o di luogo) o a parole straniere, ad es. Cinzia-gate, Trani-gate, sex-gate. Spesso si usa preceduto dal trattino, per segnalare un composto ibrido formato con un forestierismo non integrato.
–poli viene aggiunto solo a nomi comuni, ad es. calciopoli, vallettopoli (se associato a un nome proprio, ho l’impressione che prevarrebbe il significato primario del suffisso, “città” dal greco -πολις, πόλις, e si penserebbe a un toponimo, ad es. Silviopoli potrebbe funzionare come nomignolo per Milano 2 ma non per lo scandalo a luci rosse).  

Mi sembra anche che il suffisso –poli venga percepito da alcuni come se fosse opoli, al punto da essere usato come sostantivo plurale, seppure tra virgolette, per accomunare un certo tipo di scandali, come ad es. nella frase tutte le “opoli”.    
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Aggiornamento 10 marzo 2011 Sull’argomento, un intervento dettagliato del Portale Treccani: Gate, la porta sullo scandalo.


 
* Ho usato genericamente suffisso secondo l’uso inglese ma per essere più precisi si tratta di confissi: –poli è un suffissoide, un elemento formativo non autonomo tratto dalle lingue classiche, mentre –gate può essere descritto come elemento suffissale. Per esempi di etimologia e definizioni di –poli e –gate: fare doppio clic sulle parole per consultare il Dizionario Zingarelli o qui e qui per le voci del Vocabolario Treccani.  

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3 commenti a “I suffissi degli scandali: –gate e –poli”

  1. 24 gennaio 2011 06:36

    Giuseppe Manuel Brescia:

    Ottima e sottile analisi, Licia. E, come al solito, sempre sul pezzo.

    Condivido appieno la tua distinzione grammaticale, alla quale non avevo pensato, fermandomi al passo precedente. Concordo in pieno sul fatto che nell’uso comune il suffisso venga, ahimé, percepito come “opoli”, ma dopotutto se ne sentono di peggio…

  2. 8 febbraio 2011 00:48

    Leo:

    ciao! il suffisso (o suffissoide) -poli per gli scandali in che occasione e da chi è stato creato? prima di tangentopoli non me ne vengono in mente altri

  3. 8 febbraio 2011 10:38

    Licia:

    @ Leo: le fonti che ho consultato (ad es. vedi voce Vocabolario Treccani) concordano nel farlo risalire proprio a tangentopoli e al linguaggio giornalistico ma non credo si sappia chi per primo abbia avuto questa idea.