Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

E se fosse stato Lei il traduttore di George?

In questi giorni [novembre 2010] nel sito BBC News (e probabilmente altrove) imperversa una pubblicità di Nespresso in cui si viene invitati a cambiare il finale di uno spot con George Clooney.

L’ho guardata (puro interesse linguistico, what else?!?!) perché mi è sembrata peculiare la scelta di rivolgersi ai consumatori in maniera estremamente formale, addirittura con le ormai obsolete maiuscole di cortesia, ma facendolo via Internet, dove la comunicazione di solito avviene in modo informale:

pubblicità Nespresso

(poi però il riferimento al protagonista dello spot è solo per nome, George, mentre in un registro formale ci si aspetterebbe nome+cognome, George Clooney) 

Sul sito associato alla pubblicità viene veniva usato il “lei” anche per un’opzione dell’interfaccia, mentre in altri comandi e istruzioni appare appariva il molto più comune infinito, come in questo esempio:

sito Nespresso What Else 

(effettivamente sarebbe insolito se le icone per la condivisione su social media fossero precedute da un congiuntivo esortativo, invii)

Sarei proprio curiosa di sapere se queste scelte stilistiche sono espressamente volute da chi ha ideato la campagna pubblicitaria (è un prodotto destinato a chi ha un certo potere d’acquisto, sicuramente non ragazzini) o se si tratta solo di una traduzione letterale dall’inglese, senza adattamenti particolari. A questo proposito, immagino che la percentuale femminile di chi guarda lo spot sia alta, eppure la pubblicità si rivolge ai consumatori con formulazioni che in inglese sarebbero neutre ma che in italiano hanno una connotazione maschile (E se fosse stato Lei il regista di George?), facilmente evitabile ad es. con E se George l’avessi diretto tu? / E se George Clooney l’avesse diretto lei?

Aggiornamento novembre 2012 – L’intero sito è stato aggiornato e uniformato al pronome allocutivo informale tu, mentre sono scomparse le forme con pronome allocutivo reverenziale Lei e maiuscole di cortesia.


Vedi anche: Tu, voi o infinito? su stile e registro usati nella localizzazione di software e siti.

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8 commenti a “E se fosse stato Lei il traduttore di George?”

  1. 27 novembre 2010 13:57

    Paolo:

    A proposito di Nespresso, che cosa ne pensi dei nomi pseudo italiani come Volluto, Cosi, Livanto, Finezzo, Fortissio, Vivalto?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Nespresso

  2. 27 novembre 2010 14:08

    Licia:

    @Paolo: non bevo caffè e quindi mi viene da dire “no comment!”, però magari questi nomi piacciono a chi guida una Sorento o una Musso o usa frequentemente altri prodotti con nomi italianeggianti 😉

  3. 28 novembre 2010 09:53

    Luigi Muzii:

    A voler proprio andare per il sottile, la forma di cortesia, in italiano, vorrebbe la declinazione al femminile. Questo, almeno, è quanto sosteneva Gabrielli nella sua monumentale opera di grammatica e stile.
    Personalmente mi sarei concentrato su “making of” o su “like”, ma il sito mi sembra davvero poca cosa.

  4. 28 novembre 2010 19:23

    Licia:

    @Luigi Muzii: sulla forma di cortesia, credo vada fatta una precisazione: i pronomi atoni sono sempre femminili, “secondo grammatica” (La disturbo? Vorrei chiederle), mentre per aggettivi e participi passati l’accordo è “secondo natura”, determinato dal genere della persona: “Com’è buono, lei. Le grammatiche italiane contemporanee descrivono l’accordo al femminile come ormai raro e letterario.

  5. 28 novembre 2010 21:16

    Daniele A. Gewurz:

    Magari un “lei” coerente. Vengo or ora da un sito che dice (testualmente, copincollato):


    Gentile visitatore,
    in quest’area del sito a lei completamente dedicata troverà tutte le informazioni utili a pianificare la sua visita a Più libri più liberi.

    Vuoi saperne di più sull’accredito?
    Leggi le nostre FAQ.

  6. 29 novembre 2010 09:50

    Licia:

    @Daniele: esempio molto significativo! In teoria basterebbero delle indicazioni stilistiche ma ho visto questo tipo di errore anche quando era disponibile una guida di stile. Non aiuta che spesso si debbano tradurre le singole stringhe e non si possa vedere come vengano “compilate” sulla pagina. In ogni caso a me proprio non convince il lei nei siti dove è prevista un’interazione con l’utente, ad es. per fare acquisti online, perché si presuppone un’utenza abituata a navigare e quindi a un registro meno formale, senza contare che il lei può creare ambiguità che è sempre meglio evitare.

    30/11/2010 Aggiungo un altro esempio, appena visto, di incongruenze di allocuzione:

  7. 1 dicembre 2010 18:26

    mattiaq:

    Non è che l’uso del Lei dipende dal fatto che la Nestlé è svizzera dove la comunicazione è in genere molto più formale anche nelle pubblicità?

  8. 1 dicembre 2010 18:52

    Licia:

    @mattiaq: non ho molta familiarità con la Svizzera e quindi non saprei rispondere, però è un’ipotesi molto interessante, in effetti basti pensare a come può variare l’uso del lei nelle regioni italiane (in base all’età dell’interlocutore, in Lombardia, ad esempio, ci si rivolge in modo formale molto più frequentemente che in Romagna).