Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Internet ed errori di ortografia

Chatrooms and social websites encourage bad spelling riporta uno studio della English Spelling Society secondo il quale social network, chat ed email incoraggerebbero l’uso di ortografia non convenzionale in inglese, soprattutto in comunicazioni destinate a un consumo veloce in cui non si avverte la necessità di conformarsi alle regole o correggere eventuali errori di battitura. Conseguenze per il futuro: possibili variazioni all’ortografia.

Anche in italiano si nota una certa disinvoltura nella scrittura online. Sono comprensibili gli errori di battitura, che scappano a tutti, come pure qualche incertezza dovuta ad accenti regionali, ma sono stupita dall’alta frequenza di errori di omofonia (ad es. confusione tra la vista e l’ha vista) che sarebbero facilmente evitabili con un semplice ragionamento grammaticale: provate a fare una ricerca per *non c’è ne sono e vedrete che restituisce più di un milione di risultati (e in questo caso la pronuncia non è neanche la stessa: la e di ce /ʧe/ è chiusa e quella di c’è /ʧɛ/ aperta).

Anche tra chi scrive professionalmente c’è chi non è immune a questa tendenza, basti pensare alle innumerevoli occorrenze di * con l’accento in quasi tutti i quotidiani online o ad altri errori che nelle scuole elementari di qualche decennio fa avrebbero costretto il loro malcapitato autore a indossare un cappello conico con la scritta ASINO:

errore Corriere

Mi domando però se effettivamente sia aumentata la percentuale di chi ha problemi con l’ortografia o, piuttosto, sia semplicemente maggiore la visibilità degli errori.


Vedi anche: un esempio di software che cerca di identificare gli errori dovuti all’omofonia in Office 2007: correttore ortografico contestuale e alcuni commenti su lingua italiana e Internet in Lingua spedita, lingua tradita?, Errori con gli accenti: colpa di computer e cellulari? e Digitare è lo stesso che scrivere?


Aggiornamento – La linguista Elena Pistolesi in Lingua e comunicazione nel web 2.0 conferma la mia impressione che le nuove tecnologie hanno reso pubblici errori che altrimenti sarebbero rimasti nascosti:

[…] La percezione diffusa di una lingua (scritta) che, a causa delle nuove tecnologie, vive una deriva epocale non tiene conto di alcuni fattori importanti, che sarà utile ripercorrere in breve. La rete ha reso visibile il modo in cui gli italiani si esprimono. Prima della diffusione di massa di internet, le competenze linguistiche dei connazionali si potevano evincere solo nella scuola e nei testi prodotti dalla pubblica amministrazione. E non erano confortanti. Tutta la comunicazione privata, formale o meno, dal diario alla lettera, rappresentava una zona grigia, ignota fuori dalla cerchia degli interessati. In questo senso la pubblicità offerta dalla rete non fa che portare alla luce e rispecchiare una realtà che altrimenti non sarebbe stata verificabile.  […]

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2 commenti a “Internet ed errori di ortografia”

  1. 23 novembre 2010 17:31

    .mau.:

    la prima ch’hai detto 🙂
    (e lo so che non bisognerebbe elidere!)

  2. 25 novembre 2010 11:48

    Mara:

    Ciao Licia,

    il tocco sulla pronuncia è fantastico ma temo non tenga conto del fatto che la maggioranza degli italiani non è in grado di distinguere questi fonemi.
    Penso a pesca, frutto, e pesca (ittica), parole in cui almeno teoricamente l’apertura della vocale distingue un significato dall’altro…

    🙂

    Mara