Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Scraped content: raggiunto il fondo del barile?

Il termine inglese Web scraping indica varie tecniche, più o meno automatizzate, di acquisizione di dati da pagine Web per poi rielaborarli altrove. Il termine correlato scraped content di solito ha un’accezione più negativa: descrive il contenuto che viene duplicato e ripubblicato altrove senza autorizzazione dell’autore e senza link all’originale.

In italiano si tende a privilegiare il prestito Web scraping mentre per scraped content vengono usate descrizioni tipo contenuto clonato, contenuto duplicato non autorizzato e, nella terminologia di Google, appropriazione di contenuti. Come spesso succede, si perdono alcune connotazioni dei termini originali inglesi: a me, ad esempio, il verbo scrape fa venire in mente l’espressione scrape [the bottom of] the barrel  e, in un certo senso, chi si riduce a scopiazzare con finalità poco trasparenti non sta proprio “raschiando il fondo del barile”?!

Chissà se è anche il caso di un blog italiano che mi ha segnalato Elisa e che ripropone contenuto altrui di tipo linguistico e terminologico, soprattutto in inglese ma anche in italiano, senza però citare l’autore e/o includere il link al testo originale, come per alcuni post di questo blog? O forse si tratta solo di un’operazione un po’ maldestra, visto che nell’intestazione del blog viene dichiarato esplicitamente che le notizie sono prese dalla rete e c’è anche un blogroll con i link ad alcune delle fonti?

Aggiornamento 2 agosto – Sono stata contattata dalla persona che gestisce il blog, che ringrazio per avermi chiarito che in questo caso si trattava effettivamente di un inconveniente tecnico e che, risolto il problema, appariranno i link previsti.


Vedi anche: Phishing: truffa, spillaggio, abboccamento? per un esempio di termini con connotazioni non trasferibili nella lingua di arrivo.

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2 commenti a “Scraped content: raggiunto il fondo del barile?”

  1. 29 luglio 2010 09:12

    .mau.

    credo che sia un modo per recuperarsi due centesimi dagli annunci Adsense.

    (anche se il massimo credo fu una tipa che mi disse che aveva copiato un mio post perché il professore di matematica aveva detto che dovevano scrivere un blog 🙁 )

  2. 29 luglio 2010 11:18

    Licia:

    @.mau., quello che mi lascia perplessa nel blog di cui ho parlato è che non c’è proprio nessun tipo di annuncio o altro che giustifichi la copia indiscriminata. Nessuno si attribuisce la paternità dei post e non c’è alcuna indicazione di chi si occupi di aggregare le notizie, selezione peraltro fatta con criterio, e proprio per questo tendo a pensare che dietro ci sia qualcuno forse accorto ma non malintenzionato.

    Invece non male la scusa della tipa che ha scopiazzato da te, chissà cos’altro si inventava quando non faceva i compiti: bisognerebbe regalarle questa maglietta 😉