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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Canzoni, anglicismi e mondegreen

Mi è piaciuto Da Fred al Liga, english per essere up to date nel Portale Treccani, un articolo sugli anglicismi nelle canzoni italiane tratto dal saggio Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato di Giuseppe Antonelli.

gru che volano nel cielo  ;-)Ho qualche dubbio che le parole inglesi in un testo italiano vengano sempre riconosciute correttamente da chi ascolta le canzoni. Quando era uscito Vita spericolata, ad esempio, io ero convinta che Vasco Rossi cantasse “e poi ci troveremo come d’estate a bere del whisky…” e ci avevo messo un po’ anche a capire che Ligabue parlava degli Who e non di gru. Ehm…

In inglese queste interpretazioni a volte assurde di versi di canzoni si chiamano mondegreen, con riferimento al verso di una ballata del XVII secolo, “They hae slain the Earl O’ Moray / And laid him on the green”, che era stato frainteso come “And Lady Mondegreen” dalla scrittrice americana Sylvia Wright che poi aveva coniato il termine.

Nel libro The Language Instinct, Steven Pinker fa notare che in inglese i mondegreen spesso attribuiscono al verso un significato meno plausibile dell’originale. Direi anche in italiano, perlomeno a giudicare da certe chicche raccolte da Cernaki!


Rimanendo in tema “canzoni storpiate”, si potrebbe citare anche lo pseudo-inglese di Adriano Celentano in Prisencolinensinainciusol, che recentemente ha goduto di qualche notorietà negli Stati Uniti: ne hanno parlato tra gli altri The New Yorker, Language Log e Boing Boing.

Vedi anche: Canzoni, soramimi, buffalaxing e animutation.


AggiornamentiMarco mi ha segnalato che esiste una parola italiana per indicare i mondegreen: batussi. Deriva dall’interpretazione distorta di “siamo i batussi” nella famosa canzone I Watussi di Edoardo Vianello (fonte).

Il mondegreen è un tipo di rianalisi che ricorda anche il fenomeno noto in inglese come eggcorn, che descrive parole o espressioni inconsuete che vengono “normalizzate” sostituendo gli elementi percepiti come insoliti con altri più comuni ma comunque plausibili: dettagli in Mela cotone.

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4 commenti a “Canzoni, anglicismi e mondegreen

  1. 18 maggio 2010 11:40

    JJ:

    Anche i sottotitoli generati in automatico per i video di youtube sono una fonte di mondegreen
    http://blog.mytech.it/2010/03/lumorismo-involontario-dei-sottotitoli-automatici-di-youtube/

  2. 18 maggio 2010 12:21

    Licia:

    @JJ: grazie, un paio di esempi sono davvero divertenti!

  3. 19 maggio 2010 22:56

    Elio:

    Non oso pensare ai miei mondegreen in inglese, ma il mio migliore in italiano è da “Sì viaggiare” di Battisti.
    Invece che:
    “[…] sì, viaggiare, evitando le buche più dure […]”
    per almeno una decina di anni ho creduto fosse:
    “[…] sì, viaggiare, evitando le brutte figure […]”

  4. 20 maggio 2010 12:32

    Licia:

    @ Elio: 🙂

    Un mio mondegreen inglese: quando ascolto il coro All We Like Sheep del Messiah di Händel, “sento” sempre the midnight shift… La dice lunga su come il mio orecchio percepisca la differenza tra vocali lunghe e brevi!