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Idiosincrasie per le parole

Mi ha incuriosita Moist cellar doors, un post di A Walk in the WoRds su parole inglesi che suonano più o meno gradevoli (si parla di phonoaesthetics): sembra che una combinazione ritenuta particolarmente eufonica sia cellar door, mentre una parola che suscita una vera e propria avversione è moist.

moist

[striscia via Language Log, con link sull’argomento word aversion e vari commenti]

In italiano non mi vengono in mente parole talmente sgradevoli o cacofoniche da far parte dell’immaginario collettivo. Invece, per quel che mi riguarda, confesso di avere una vera e propria idiosincrasia per il verbo percepire: per qualche strano motivo, mi dà veramente fastidio sentirlo ma, ancora più strano, solo nell’accezione “riscuotere un compenso”.

Ci sono poi vari falsi amici e calchi dall’inglese che non sopporto, primi fra tutti assumere, quotare e sottomettere, ma in questo caso si tratta pet hate di tipo semantico e non “estetico”. Da un punto di vista professionale, invece, il termine inglese che finora mi è risultato più antipatico è sicuramente Over The Shoulder.

……
Vedi anche: Neologismi belli e brutti, c’è posto per tutti!, sull’estetica delle parole, e Parla come mangi 1, su alcune pronunce errate che trovo particolarmente irritanti (management, performance e stage).

NB  Ne approfitto per ricordare i falsi amici idiosyncrasy ≠ idiosincrasia.


Aggiornamento luglio 2010 – Sull’argomento moist e altre parole inglesi che suscitano particolare avversione si può leggere 6 Words That Need to Be Banned from the English Language; altri esempi in Which words disturb you? e relativi commenti.  

Aggiornamento dicembre 2013 – Tra le parole più detestate dagli italiani, stando ad alcuni sondaggi, ci sono apericena (e attenzionato, quant’altro, assolutamente sì e attimino) e, nell’ambito social media, Piacciare, favvare, pinnare, lovvare.

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9 commenti a “Idiosincrasie per le parole”

  1. 30 marzo 2010 14:01

    Daniele A. Gewurz:

    A proposito delle pronunce (e in questo caso anche grafie) italiane di fantasia di termini inglesi, aggiungo “suspense”…

  2. 30 marzo 2010 17:01

    Isabella Massardo:

    Vicinizzare (letto su Anobii), approc(c)iare, ottimizzare e ottimale (anche in inglese)…

  3. 30 marzo 2010 17:36

    Anna:

    Ciao Licia,
    io non ho mai sopportato PERSPICACE, ma senza riuscire a capire il motivo. Ora noto che ha vari suoni in comune con il tuo PERCEPIRE e quindi forse un perché ci sarà! 😀

    Anna

  4. 31 marzo 2010 11:09

    Grazie a tutti per i commenti, davvero condivisibili. Particolarmente brutto soprattutto vicinizzare!

    Licia

  5. 2 aprile 2010 11:02

    Nicola:

    A me dà particolarmente fastidio CAMICIOTTO.

  6. 6 aprile 2010 23:04

    Momotaro:

    Io trovo insopportabile l’uso di “perplimere”, da chi manco si domanda se esista davvero questo verbo. E anche chi risponde alle domande dicendo “ni”.

  7. 7 aprile 2010 11:17

    Fabio:

    detesto UN ATTIMINO

  8. 8 febbraio 2011 09:49

    marina@Qcne:

    Ciao Licia,

    io aggiungo il “piuttosto che” usato con valore disgiuntivo, mentre tra i falsi amici “consistente” invece di “coerente”.

  9. 8 febbraio 2011 10:50

    Licia:

    @ Marina: anch’io non li sopporto, soprattutto piuttosto che, qua a Milano diffusissimo.

    PS Bello il tuo blog! E a proposito di idiosincrasie alimentari, a me la barbabietola rossa è sempre piaciuta e credo proprio che proverò la tua insalata, invece ho già dichiarato la mia avversione per la cipolla cruda che là in Germania mi sembra molto apprezzata!!