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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Scrittura, struttura e FANBOYS

Come ti connetto coerenza e coesione [link aggiornato] di Luisa Carrada mi ha ricordato quanto avevo dovuto imparare per scrivere gli essay in inglese. Sono componimenti in teoria più o meno paragonabili a un vecchio tema di maturità ma in pratica molto più rigidi nella struttura (o perlomeno lo sembravano a noi studenti italiani abituati a grande libertà di scrittura* senza regole particolari).

È passato del tempo e forse le cose sono cambiate, ad ogni modo ecco i punti principali di quanto ci avevano insegnato:

Struttura del testo: un capoverso (in inglese paragraph) che introduce l’argomento, almeno sei capoversi in cui sviluppare il tema (di cui preferibilmente metà con una tesi e l’altra metà con un punto di vista diverso, alternando le argomentazioni o presentando interamente prima l’una e poi l’altra), infine un capoverso riassuntivo e conclusivo.
Struttura del capoverso: una frase di apertura, almeno due frasi con le informazioni rilevanti, una frase di chiusura.
Struttura delle frasi: nel caso di più proposizioni in una frase, si connettono con una congiunzione semplice; per segnalare più chiaramente il collegamento con il testo precedente, la conclusione o un cambiamento di direzione nell’esposizione, si usa una locuzione congiuntiva o un avverbio (conjunctive adverbs), specialmente nella frase di apertura; le frasi all’interno del capoverso e separate dal punto possono essere connesse tra loro con un rimando più o meno esplicito alle informazioni già date (vedi articolo citato sopra).
FANBOYS: un acronimo un po’ controverso che permette di ricordare facilmente for, and, nor, but, or, yet, so, di solito classificati come congiunzioni semplici (simple conjunctions). 
[Aggiornamento 19/5/2010: per saperne di più, Of Fanboys and FANBOYS]

Rispettando queste regole dovrebbe essere più semplice ottenere coesione e avere una struttura idonea per raggiungere coerenza, perlomeno in inglese.

Applicandole in italiano si può rischiare un risultato magari un po’ asettico per i nostri gusti ma almeno si impedirebbe l’effetto “ma dove vorrà andare a parare?” tipico di tanti testi.

In ogni caso eviterei l’uso eccessivo di congiunzioni racchiuse tra virgole (ad es. bla bla bla, tuttavia, bla bla bla, sul modello dell’inglese  …, however,). È un uso che proprio non mi piace, probabilmente perché mi ricorda la tecnica da studente alle prese con gli essay, quella di scegliere una voce da un elenco di connective words e costruirci attorno la frase, per poi ripetere il processo con le frasi successive: sicuramente non un esempio di scrittura creativa!  

* Non ho idea di che tipo di esercizi di scrittura si facciano ora nella scuola italiana, ma immagino venga insegnato a produrre tipi di testo di vario genere e soprattutto a scrivere in maniera più strutturata rispetto ai vecchi, noiosissimi temi che mi ero dovuta sorbire io.

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2 commenti a “Scrittura, struttura e FANBOYS”

  1. 19 marzo 2010 07:51

    Luigi Muzii:

    Il florilegio di siti e corsi sulla scrittura è stato ed è ancora possibile in Italia proprio perché l’approccio alla scrittura è rimasto sostanzialmente lo stesso dall’unità: crociano. Altrove la retorica classica e quella aristotelica sono state prese molto più seriamente, non solo come vezzo intelletualista.
    Il problema, semmai, è che gran parte di coloro che si propongono come docenti e consulenti non sono all’altezza del compito e si rifanno a modelli che sono estranei alla nostra cultura, anziché proporne di nuovi e più adatti (è anche questo un esempio di localizzazione).
    Su coesione e coerenza ho scritto ormai più di quindici anni fa e ho pubblicato qualche saggio sul blog, ma mi rendo conto che filosofare sul materiale altrui è più facile e di successo che produrne di originale. Posso quindi, per ricollegarmi all’ultima parte del post, suggerire solo la lettura del libro di Marco Santambrogio, “Manuale di scrittura (non creativa)”, per Laterza e il solito, vecchio, mai abbastanza apprezzato e conosciuto, ancorché fin troppo citato, libro di Lesina.
    Ad maiora.

  2. 19 marzo 2010 12:31

    Licia:

    @ Luigi Muzii: sono rimasta davvero perplessa che un autore di lingua inglese che si occupa di scrittura (quello citato in il blog del mestiere di scrivere) esordisca dicendo I’ve learned two words that have helped me organize my writing. One is "coherence." The other is "cohesion" (notare i tempi verbali), come se non ne avesse mai sentito parlare prima!