Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Bimbos in stilettos eating pepperoni paninis

Macmillan Dictionary segnala Italian words spread to English language, un breve elenco di  prestiti italiani in inglese, soprattutto americano. Tra quelli gastronomici ne spiccano due foto di pepperoni (made in Vermont!) da owgd3.onewebgroup.netche hanno un significato tutto loro: bologna, una specie di mortadella, e pepperoni (plurale pepperonis), ingrediente tipico sulla pizza che confonde molti italiani perché non si tratta di verdura bensì di un salume. Aggiungerei poi panini (plurale paninis), di solito della ciabatta ripiena con ingredienti vari e servita tostata, e biscotti, simili ai nostri cantuccini. Anche zucchini è singolare, mentre sono diventati maschili linguini e fettuccini. E, come è noto, i confetti non sono commestibili: sono infatti i nostri coriandoli.

Tra i falsi amici non mangerecci ho sempre trovato curioso che in inglese bimbo voglia dire “ragazza attraente ma stupida” visto che in origine, all’inizio del secolo scorso, veniva usato per descrivere solo uomini poco intelligenti, mentre ora è associato esclusivamente a giovani donne (che sembrano prediligere i tacchi a spillo, altra parola italiana: stilettos).

Vedi anche: EURO 2008: macabra scoperta (linguistica!) per alcuni prestiti in tedesco e italiano che hanno assunto un significato diverso dall’originale inglese e L’italiano nel mondo per alcuni riferimenti sull’influenza dell’italiano in altre lingue.

Aggiornamento: Parmesao, Regianito e Cambozola. I cibi italiani strapazzati all’estero è una divertente carrellata di cibi italiani esportati e rivisitati, spesso con il nome storpiato.

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7 commenti a “Bimbos in stilettos eating pepperoni paninis”

  1. 8 febbraio 2010 19:21

    Riccardo:

    Aggiungerei, dallo starbucchese: “latte”, che non è latte, ma una pallida imitazione del caffè-latte. “Venti”, che non è il numero venti o il plurale di vento, ma un’unità di misura per il caffè del tutto sconosciuta in Italia (direi che la traduzione migliore in italiano potrebbe essere “secchio”, o magari anche “barile”).

    Soprattutto un falso amico è “expresso”, particolarmente insidioso dato che apparentemente si dovrebbe riferire alla stessa bevanda del nostro “espresso”.

    Basta però portare alle labbra un “expresso” per accorgersi che le due cose non possono essere più diverse: lungi dall’essere una bevanda, infatti, l’”expresso” è evidentemente un sottoprodotto della distillazione del petrolio.

  2. 8 febbraio 2010 19:54

    :-D

    Non mi piace il caffè ma da Starbucks ho provato del tè Earl Grey che sapeva di lavanda (sembrava di bere dell’ammorbidente!) e mi domando ancora chi mai possa ordinare il loro Earl Grey Tea Latte: tè aromatizzato alla lavanda e bergamotto con sciroppo alla vaniglia, latte e relativa schiuma tipo cappuccino…

    Licia

  3. 8 febbraio 2010 23:23

    Enrico:

    Ciao Licia,
    vado fuoritema, ma visto che si parla di caffè hai letto anche tu la notizia di questi giorni che il “marocchino” non è politically correct e va chiamato “moretto”? http://salvalingua.blogspot.com/2010/02/moretto.html

    Enrico

  4. 9 febbraio 2010 01:14

    @ Enrico: ho visto, e puoi immaginare la mia reazione ;-)

    Licia

  5. 9 febbraio 2010 18:43

    Suomitaly:

    Blog molto interessante.
    In Finlandia ho sentito talvolta usare “latte” per indicare il “caffellatte”.

  6. 9 febbraio 2010 19:20

    @ Suomitaly: grazie, seguo il tuo blog da un po’ e mi piace molto anche perché ho vari amici finlandesi. La mia conoscenza della lingua invece ammonta a kiitos, terve pikkupoika (dal film Night on Earth), Punahilkka e alcune parole finlandesi imparate per caso ma memorizzate facilmente perché suonano come altre italiane ma hanno significato ben diverso ;-)

    Licia

  7. 9 marzo 2010 13:30

    Terminologia etc.:

    [...] la Starbucks sta testando un nuovo formato per tè e caffè freddi che corrisponde a 31 once liquide o un quarto di gallone (americano), ovvero circa 900 ml. Si chiama trenta [...]

Commenti: