Post di novembre 2009
Nomi delle lettere in inglese :-)
Umorismo con i nomi delle lettere in inglese da una delle mie strisce preferite, Pearls Before Swine di Stephan Pastis:
Per chi non conosce i personaggi di Pearls Before Swine, Rat è cinico, spesso offensivo e a volte violento, mentre Pig è infantile e un po’ tonto e spesso fraintende quello che gli viene detto, interpretandolo letteralmente, come con go Dutch:

Altra striscia con Pig in XOXO: baci e abbracci.
C’è rima e rima
Tutti abbiamo familiarità con il concetto di rima, basta pensare alle filastrocche. Forse meno noto è il significato di rima come termine linguistico.
In fonetica la sillaba è formata da un elemento obbligatorio, il nucleo, che in italiano costituisce
la sillaba minima e contiene una singola vocale (o un dittongo), ad es. a in ape. Il nucleo può essere preceduto da un attacco (una o più consonanti, ad es. sar e stra) e può essere seguito da una coda (una sola consonante, ad es. sar, ma in altre lingue come l’inglese anche più di una, ad es. send). In italiano le combinazioni di vocali e consonanti secondo questo schema possono essere -V-, -VC, CV-, CVC. Nucleo e coda a loro volta formano la rima.
In inglese si parla di onset, nucleus, coda e di rhyme o rime, quest’ultima una grafia meno comune ma usata soprattutto in testi dove va fatta una distinzione tra il significato generico di rima (la parola rhyme) e quello linguistico specializzato (il termine rime): “cat, sat and fat rhyme because they share a rime”.
Se la terminologia non viene identificata come tale durante la traduzione ed è trattata invece come lessico generico, possono risultare contenuti poco comprensibili per chi non ha accesso al testo originale, come in questi due esempi da un libro sull’apprendimento della lettura dove il significato linguistico “costituire la rima di una sillaba” (rime) e quello generico “fare rima” (rhyme) vengono confusi:
| Traduzione italiana | Testo originale |
| […] Il bambino che ha cominciato a discriminare i suoni abbinati (You’re a funny bunny, honey! Sei un buffo coniglietto, zuccherino!) ha anche cominciato a segmentare le parti interne delle parole in componenti più piccole. I bambini di quattro o cinque anni imparano a distinguere le parti iniziali di una parola (la S di Sam) e quelle che entrano in rima (am in Sam). È l’inizio del lungo e importante processo che permette di distinguere ciascun fonema, facilitando l’apprendimento della lettura. | The child who has begun to discriminate paired sounds (You’re a funny bunny, honey!) has also begun to segment the internal parts of words into smaller components. Children four and five years old are learning to discern the onset or first sounds of a word (“S” in “Sam”) and the rime (“am” in “Sam”). This is the beginning of the long important process of being able to hear each individual phoneme in a word, which facilitates learning to read. |
| […] I bambini fanno spesso molta fatica capire come combinare i suoni per formare parole come cat e sat (sedevo, sedevi…; seduto). Conoscere il principio linguistico che un fonema continuo come s può essere mantenuto per il tempo necessario al bambino per trovare una rima (con at in questo caso) facilita molto l’insegnamento del concetto di assemblaggio dei suoni sia al bambino sia all’insegnante. Perciò, volendo insegnare a combinare i suoni verbali, sat e rat (ratto) rendono le prime combinazioni più fattibili che non il proverbiale cat. | Children often have a very hard time figuring out how to blend sounds together to make words like “cat” and “sat”, Knowing the linguistic principle that a “continuant” phoneme like “s” can be held on to as long as it takes for the child to add the rime (such as “at”) makes teaching the concept of blending a lot easier for child and teacher. Thus, if you want to teach blending, “sat” and “rat” make early blending more manageable than the proverbial “cat”. |
Ci sono altri aspetti delle traduzioni qui sopra che potevano essere resi più accuratamente, ad esempio blending è un concetto specifico che indica il processo in cui i suoni rappresentati da singole lettere vengono combinati assieme generando una parola; in italiano si parla di fusione fonemica / di fonemi, ad es. t+o+p+o = topo.
Continuant phoneme indica una consonante fricativa, come /s/ e /r/, il cui suono può essere prolungato a piacere, a differenza di quello delle consonanti occlusive, come la /k/, che sono quindi meno utili per fare esercitare i bambini con la fusione dei fonemi.…
Gli esempi nel testo originale (Sam e poi cat, sat e rat) risultano familiari a chi ha imparato a leggere in inglese perché le prime parole che vengono insegnate sono proprio quelle di tipo CVC, in cui vocali e consonanti hanno una pronuncia regolare (parole monosillabiche come bat, fat, hat, mat, pat hanno la stessa rima ma si differenziano nell’attacco) e quindi è più facile riuscire a capire la corrispondenza tra fonemi e grafemi. In questo contesto, la traduzione in italiano dei singoli esempi è poco rilevante mentre potrebbe essere più utile far notare a chi si presume digiuno di inglese che anche honey fa rima (!) con bunny e funny.
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Vedi anche: "Alphabet Song" e alcune differenze culturali per alcuni esempi di difficoltà a imparare a leggere e scrivere in inglese; un glossario di terminologia inglese su questo argomento si può trovare qui.
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Risultati di ricerca e immagini in Google
Davvero apprezzabile la capacità di Google di implementare modifiche in maniera rapida, una cosa che non si può sempre dare per scontata nelle grandi aziende.
Dopo la polemica di ieri sulle foto di Michelle Obama è subito apparsa la spiegazione del perché di certi risultati di ricerca. E noto con interesse che è anche cambiata l’interfaccia che avevo descritto nel post di due giorni fa, Report images <> Segnala immagini.
Nuova interfaccia:
Interfaccia precedente:
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Report images <> Segnala immagini
Aggiornamento 25 novembre 2009: Google ha modificato l’interfaccia descritta in questo post. I dettagli qui.
Nei risultati di alcune ricerche di testo Google propone anche una serie di immagini. Nell’interfaccia italiana appaiono sotto a un titolo composto da due collegamenti, Risultati illustrati per xyz e Segnala immagini:
Pensavo che Segnala immagini fosse un’opzione per comunicare al motore di ricerca l’indirizzo di immagini non indicizzate o qualcosa del genere, ma mi sbagliavo, e come me le altre persone con cui ho verificato. Si tratta infatti di un modo per fare sapere se sono apparse immagini oltraggiose: il collegamento si espande in Segnala le seguenti immagini come immagini offensive.
Il verbo report nella stringa originale, Report images, corrisponde più o meno “denunciare” e il significato in inglese è chiaro. La scelta di localizzarlo in italiano con segnalare è adeguata se il contesto fornisce l’informazione che si intende “dichiarare un problema”, altrimenti segnalare viene interpretato nella sua accezione più comune di “far conoscere”, “indicare”.

Si sarebbe potuta evitare l’ambiguità rendendo esplicito l’argomento, ad es. optando per Segnala immagini offensive. Inoltre, anche se qui non ci sono problemi di lunghezza, si sarebbe potuto abbreviare il collegamento precedente, Risultati illustrati per xyz, in Immagini per xyz, utile per la curva di apprendimento perché comunica subito che scegliendolo si otterranno gli stessi risultati della categoria di ricerca Immagini: in inglese l’informazione è data dal termine image che ricorre in tutte le stringhe (Images, Image results e Report images) e per coerenza si sarebbe dovuta mantenere la stessa terminologia anche in italiano.
Mi rendo conto che questo non è un esempio cruciale, visto che basta un clic per risolvere l’ambiguità, ma credo sottolinei comunque l’importanza di rivedere sempre le scelte di localizzazione dal punto di vista dell’utente finale ignaro dell’interfaccia originale, verificando quindi che nella lingua di arrivo siano presenti tutte le informazioni, anche quelle implicite, della lingua di partenza.
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ben formaggiato?!?
La cassetta delle lettere continua a riservare sorprese lessicali:
Sapevo di formaggiare come sinonimo gergale e scherzoso di (ri)formattare, invece in contesto culinario immagino che formaggiato voglia dire che c’è parmigiano a volontà? O forse non sono una gustaia abbastanza evoluta per capire cosa significhi?! ![]()
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(che poi si scopre che buon gustaio è una forma alquanto diffusa, specialmente come nome di ristorante o di negozio di gastronomia…)
“pinch” non è solo pizzicare
Nei dispositivi con touch screen i comandi più comuni vengono eseguiti con movimenti specifici dello stilo, delle dita o delle mani.
Nell’iPhone, nell’iPod e nei Tablet PC con Windows 7, come pure in alcuni touchpad, ci sono due gesti associati alla visualizzazione di oggetti grazie ai quali immagini, pagine e documenti si possono rimpicciolire o ingrandire rispetto alle dimensioni dello schermo: si usano il pollice e l’indice che vengono avvicinati o allontanati l’uno dall’altro.
Questi gesti sono stati introdotti da Apple e poi adottati anche in dispositivi di altri produttori, con la stessa terminologia, perlomeno prima che Apple brevettasse le funzionalità legate al multi-touch. È interessante notare che in inglese viene usato un unico termine, pinch, per descrivere il concetto sovraordinato “gesto in cui due dita si muovono in direzioni opposte”, senza dare un nome individuale a ciascuno dei due diversi movimenti delle dita,
per ingrandire e
per ridurre le dimensioni:
“When viewing photos, webpages, email, or maps, you can zoom in and out. Pinch your fingers together or apart.” – Apple iPhone User Guide
“The new “Pinch” gesture functionality translates multi-finger input (two fingers moving apart or together on a TouchPad) and performs zoom-in and zoom-out capability in a variety of popular applications.” – Synaptics
Forse il termine scelto, letteralmente “pizzicare” o “pizzicotto”, non è del tutto intuitivo se associato all’azione di separare le dita, tanto che alcuni produttori hanno deciso di distinguere tra pinch (dita che si avvicinano) e stretch o spread (dita che si allontanano)*.
Nella localizzazione potrebbe essere necessario discostarsi dalla terminologia originale e trovare soluzioni alternative che rappresentino il concetto senza ambiguità. Nella documentazione italiana Apple (iPhone e iPod), però, pinch non è trattato come un termine ma come una parola generica, tradotta in varie maniere: pizzicare, allontanare e avvicinare le dita, aprire e chiudere le dita, utilizzare il movimento delle dita (esempi specifici qui). La comprensione dell’utente è quindi affidata alle immagini descrittive piuttosto che a un nome che “etichetti” in maniera univoca il concetto.
In Windows 7 esistono gli stessi concetti ma sono stati scelti termini che descrivono i comandi anziché i gesti che li simboleggiano, riproponendo terminologia usata in contesti tradizionali: in inglese zoom identifica così il concetto sovraordinato, zoom out indica il movimento
per ingrandire l’immagine e zoom in il movimento
per ridurla. In italiano i termini corrispondenti sono zoom, (fare) zoom indietro e (fare) zoom avanti.
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* Aggiornamento 10/12/2009: un servizio del quotidiano La Stampa per l’iPhone sembra dare per scontato che i lettori capiscano il significato di pizzicare inteso come dita che vengono separate anziché avvicinate: “se il testo è troppo piccolo, basta pizzicare il display con due dita per ingrandirlo”.
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Parole dell’anno “tecnologiche” negli USA
Il New Oxford American Dictionary ha scelto il verbo unfriend come parola dell’anno 2009: in alcuni social network come ad es. Facebook il significato è rimuovere dagli amici.
Altre parole prese in considerazione in campo tecnologico / informatico:
| hashtag | il cancelletto # (in inglese hash ma anche pound sign e number sign), tag che si aggiunge davanti a una parola in Twitter per poter trovare tweet (“post”) sullo stesso argomento … |
| intexticated | descrive lo stato di distrazione al volante per colpa di SMS (to text = mandare SMS), simile alla guida in stato di ebbrezza (intoxicated). Per il dizionario americano Webster New World College Dictionary, la parola inglese scelta per l’anno 2009 è simile, distracted driving, preferita a cloud computing, wrap rage, netbook, wallet biopsy e go viral. … |
| netbook | prestito entrato anche in italiano per descrivere un laptop di dimensioni (e prestazioni) ridotte … |
| paywall | meccanismo per bloccare l’accesso a un sito web e consentirlo solo a chi è abbonato a un servizio a pagamento … |
| sexting | l’invio di messaggi o immagini sessualmente espliciti via cellulare (sex+text) |
A giudicare da distracted driving, intexticated e sexting, sembra proprio che da parte degli americani continui la “scoperta” degli SMS!
Qui i dettagli sulle altre parole dell’anno per il New Oxford American Dictionary in ambito economico (freemium, funemployed, zombie bank), politico o sociale (choice mom, death panel, teabagger) e ambientale (brown state, green state, ecotown). Molto efficaci deleb, una persona famosa (celeb) deceduta, e tramp stamp, un tatuaggio subito sopra al fondoschiena, specialmente di una donna.
[15/12/2009: ne parla anche la Repubblica in La parola dell'anno? "Unfriend". Vince il lessico da social network]
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Aggiornamento 19/11/09 – Il Corriere della Sera propone ai lettori di scegliere la parola dell’anno 2009 votandola tra digitale terrestre, escort, Kindle, pandemia, papi, papello, ripresa, terremoto, Twitter e zero tituli: tre su dieci quelle “tecnologiche” che però al momento non sembrano essere molto votate.
Aggiornamento 20/11/09 – il dizionario americano Merriam-Webster anziché neologismi vari indica invece admonish come parola dell’anno 2009. È la parola più consultata nella versione online del dizionario, scelta perché riflette l’attualità (nel caso specifico l’ammonimento ufficiale a un deputato che aveva dato del bugiardo al presidente Obama). Ne parla Merriam-Webster’s Word of the Year: “Admonish”, con note sui fatti di cronaca a cui si riferiscono le dieci parole più cercate.
Aggiornamento 15/12/09 – Noughtyisms: the best words of the decade ha una selezione davvero gustosa di neologismi inglesi dell’ultimo decennio, tra cui witches’ knickers, che in Irlanda descrive i sacchetti di plastica impigliati negli alberi, helicopter mom, che negli USA denota le mamme incombenti che controllano un po’ troppo attentamente tutte le attività dei figli, e menoporsche, che nel Regno Unito prende in giro gli uomini prossimi all’andropausa che tentanto di riacquistare una parvenza di giovinezza dotandosi di costose auto sportive…
Aggiornamento 28/12/09 – Per i lettori di la Repubblica la parola dell’anno 2009 è crisi.
Aggiornamento 31/12/09 – Il sondaggio del Corriere della Sera per scegliere la parola che meglio caratterizza il 2009 vede in testa papello, subito seguito da escort, mentre la parola del “proprio anno” più segnalata dai lettori è amore.
Aggiornamento 11/01/10 – La prestigiosa American Dialect Society ha scelto la parola dell’anno (WOTY – Word Of The Year) per il 2009: è tweet. Tutti i dettagli qui e in Visual Thesaurus. Vincitrice nella categoria parole più creative è Dracula sneeze, ovvero starnutire nell’incavo del gomito come Dracula che si copre la parte inferiore della faccia con il mantello (pratica suggerita per evitare il diffondersi dell’influenza H1N1); eufemismo dell’anno invece è sea kittens, i micini marini, neologismo coniato da un’associazione animalista per descrivere i pesci.
La parola del decennio è invece il verbo google. Altri candidati: 9/11, blog, green (nel senso ecologista), il verbo text, la famigerata espressione war on terror, e infine Wi-Fi.
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Vedi anche: Cinepanettoni e parole dell’anno 2008 e Ancora sulle parole dell’anno 2008 (parole in evidenza l’anno scorso in inglese e italiano; interessante notare come alcuni neologismi siano già praticamente scomparsi dall’uso comune in così breve tempo, probabile destino anche di molte parole del 2009) e Flessibilità dell’inglese: un- (neologismi inglesi come il verbo unfriend, formati con il prefisso un-).
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www e pronuncia di indirizzi web
In Visual Thesaurus ieri c’era un bell’articolo sull’evoluzione del termine World Wide Web, inizialmente scritto in Camel Case come un’unica parola, WorldWideWeb, poi abbreviato in the Web e in www, quest’ultimo un caso curioso perché nella pronuncia inglese l’abbreviazione è più lunga del nome stesso, come notava anche Douglas Adams:
"The World Wide Web is the only thing I know of whose shortened form takes three times longer to say than what it’s short for"
Una volta tanto, in italiano non abbiamo questo problema con la pronuncia / vuvuv’vu / !
Possono invece esserci diversi modi per leggere le altre parti degli indirizzi web. Per eventuali registrazioni audio in prodotti software oppure per pubblicità radiofoniche e televisive è utile avere delle linee guida di riferimento, ad esempio va indicato se il suffisso .it si debba leggere come se fosse una parola, “it”, oppure una sigla, “i ti”, e se il segno / vada letto “barra” oppure “slash” e quindi se adottare la pronuncia inglese / slæʃ / oppure quella italiana adattata / zlɛʃ /.
Va inoltre deciso come fare riferimento a eventuali indirizzi con parole inglesi: vanno pronunciate nella maniera standard o come si scriverebbero secondo l’ortografia italiana, ad esempio, se il nome di un sito include la parola web, è più chiaro dire “ueb” oppure “ueb con la vu doppia” o ancora “vu doppia e bi”? Mi viene in mente anche il caso contrario: il primo sito della trasmissione radio Caterpillar, www.caterueb.rai.it, dove web si scriveva come si pronuncia, cosa che andava ricordata agli ascoltatori.
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Vedi anche: Parla come mangi 1, sulla pronuncia di parole inglesi in italiano.
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ZanTip: i dizionari a portata di mouse
Mi fa piacere segnalare ZanTip, una nuova funzionalità nel blog Terminologia etc. Facendo doppio clic su qualsiasi parola italiana di cui si vuole verificare il significato si aprirà una finestra popup con la definizione dal Vocabolario della lingua italiana Zingarelli 2010 e, se rilevante, con la voce del Dizionario enciclopedico di Informatica. Se si sceglie una parola inglese, invece, verrà visualizzata la traduzione in italiano dal Dizionario Italiano-Inglese Ragazzini 2010 . Vengono inoltre riconosciute le varie flessioni verbali, ad es. facendo doppio clic su vada si otterranno le informazioni sul verbo andare.
Come già evidenziato, le versioni online dei dizionari Zanichelli danno accesso ai contenuti completi delle opere, rivisti e aggiornati regolarmente: si possono così trovare neologismi e nuove accezioni non sempre disponibili altrove.
Ringrazio le Redazioni Lessicografiche dei dizionari Zanichelli per avermi proposto ZanTip per questo blog.
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Aggiornamento 11/12/2009: lo Zingarelli 2010 e il Ragazzini 2010 sono ora disponibili anche nella versione per iPhone, informazioni qui e qui.
Terminologia di Windows 7 – biometria
Da qualche giorno la terminologia di Windows 7 è consultabile dal Portale linguistico Microsoft. Chi ha un abbonamento a MSDN o Technet può inoltre scaricare i cosiddetti glossari con le stringhe localizzate (informazioni qui).
Tra le novità terminologiche di Windows 7 ci sono alcune voci relative alle funzionalità di biometria supportate da Windows Biometric Framework (WBF), come
campione biometrico (biometric sample), l’insieme dei dati relativi alla misurazione di una caratteristica specifica di un individuo per autenticarne l’identità (ad es. le impronte digitali o la voce), o i vari dispositivi di scansione che analizzano caratteristiche fisiche distintive come il volto (face scanner) o la retina (retinal scanner). Per altri esempi, con definizione in inglese, vedere il database terminologico del Portale linguistico Microsoft.
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XOXO: baci e abbracci
No, non sto pensando al microformato eXtensible Open XHTML Outlines ma all’abbreviazione per hugs and kisses che viene in mente leggendo un articolo del Corriere della Sera, L’uomo «metrotextual»? Manda baci via sms (anche ai maschi)* (originale qui).
Mah, che sia davvero il caso di scomodare gli psicologi per capire perché ora molti uomini inglesi concludono SMS e altri messaggi con uno o più baci, le X, anche quando scrivono ad altri uomini? Forse le X, una volta usate solo dalle ragazze nelle lettere, hanno semplicemente perso parte del significato originale per diventare saluti più neutri, privilegiati perché brevissimi? Mi pare sia un po’ quello che sta succedendo in italiano con baci e bacio alla fine di telefonate e messaggi, sempre più diffusi e sempre meno riconducibili al loro significato letterale.
Lo slittamento di significato è abbastanza comune con i saluti, basti pensare a ciao che nei secoli ha perso qualsiasi riferimento a schiavo o a How are you? che in Irlanda di solito non è una domanda ma un saluto, infatti si tende a rispondere ripetendo How are you?
* L’articolo italiano non chiarisce che in inglese metrotextual è un gioco di parole con metrosexual, un uomo molto preoccupato della propria immagine, etero ma con atteggiamenti di solito associati ai gay (tipo David Beckham), e con text, l’SMS.
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Aggiornamento 9/11/09 – Un paio di commenti divertenti su metrotextual in Schott’s Vocab.
Aggiornamento 19/11/09 – David Crystal riporta che in GB anche il significato del saluto see you later è cambiato, perlomeno tra i più giovani, diventando più generico e non implicando più un incontro nella stessa giornata.
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biologic – farmaco biologico
Ho già accennato all’aggettivo italiano biologico e a come in molti testi tradotti diventi organico, falso amico modellato sull’inglese organic.
Solo recentemente ho scoperto il sostantivo inglese biologic. Descrive farmaci estremamente selettivi che interagiscono con una singola struttura biologica e sono ottenuti da materiale biologico con tecniche di DNA ricombinante, differenziandosi così dai farmaci “tradizionali” sintetizzati soprattutto con processi chimici.
L’equivalente italiano è farmaco biologico. Nella stampa generalista si trova anche il calco biologico (ad es. “un nuovo biologico per l’artrite psoriasica”), di solito senza alcuna spiegazione del termine: sarei curiosa di sapere se anche tra i non esperti viene interpretato correttamente (“relativo alle attività vitali e fisiologiche di organismi”) o se c’è chi pensa che il significato sia piuttosto assimilabile a quello di prodotto biologico (“da coltivazione che non ricorre all’utilizzo di fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi”).
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È stata fatta una ricerca per il mese novembre 2009.



