Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Che cosa si deve premere?

Elio mi manda due esempi di quelle che lui chiama “interfacce utonte”:

Nokia PC Suite

Qui sopra che cosa si deve premere, Yes, No, oppure x ? E il pulsante x all’interno della finestra di dialogo ha la stessa funzione del pulsante nero di chiusura in alto a destra sulla barra del titolo, anche se ha una combinazione di colori e una forma diversa?

Andrebbe anche detto che il simbolo (checkmark in inglese, segno di spunta in italiano) non ha lo stesso significato in tutte le culture e quindi potrebbe non essere adatto a prodotti destinati al mercato globale perché potrebbe risultare ambiguo (basti pensare ai questionari compilati a mano dove va fatta una scelta tra varie opzioni marcando delle caselle: noi italiani mettiamo crocette, gli americani segni di spunta).

Nell’altro esempio qui sotto, il segno di spunta dentro la finestra di dialogo e poi ripetuto come pulsante crea ulteriore confusione; il passaggio 2 dà un’informazione e quindi non dovrebbe richiedere conferma da parte dell’utente, eppure il pulsante per passare alla schermata successiva non è attivo:

Nokia PC Suite

Non proprio il massimo come esempi di usabilità!

Vedi anche: Incongruenze del Bancomat e Usabilità e istruzioni per altri esempi di mancata corrispondenza tra istruzioni e interfaccia o illustrazioni.

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8 commenti a “Che cosa si deve premere?”

  1. 5 ottobre 2009 11:22

    Elio:

    [a proposito di “I caratteri Wingdings in questo post potrebbero non essere visualizzati correttamente con Firefox. Soluzione qui.]

    il “trucco” per i Wingdings non funziona con FireFox 3 🙁

  2. 5 ottobre 2009 11:37

    Licia:

    @Elio: grazie, ho sostituito i caratteri Wingdings con immagini, così ho anche potuto togliere la nota che avevo fatto a proposito di Firefox e che ho riportato nel tuo commento.

  3. 5 ottobre 2009 15:16

    Luigi Muzii:

    Utonto, utonte, utonti e via di seguito è quanto di peggio si possa fare per esprimere la più assoluta mancanza di rispetto verso l’utente che, non dimentichiamolo, paga e merita di essere trattato con il massimo riguardo. Mi pare di ricordare che i simboli maltrattati sopra siano stati introdotti diversi anni fa sulla costa orientale degli Stati Uniti e che nessuno abbia da allora pensato a sostituitli, né a localizzarli.
    Le più veementi discussioni che ricordo di aver fatto sono intercorse con tecnici di varia natura ed estrazione che disprezzavano i loro utenti e dirigenti che chiedevano istruzioni e interfacce “idiot-proof”, premurosamente tradotte subito in “a prova di idiota”.
    Domanda: chi è il vero l’idiota, il designer, il manager, lo sviluppatore, il localizzatore, il grafico o l’utente?

  4. 5 ottobre 2009 15:29

    Licia:

    @Luigi Muzii: a proposito dei simboli, non a caso ne ho accennato usando il condizionale e non l’indicativo 🙂

  5. 5 ottobre 2009 16:54

    Elio:

    @Luigi:
    Beh, mi ero messo dalla parte degli “utonti” che almeno in questo caso considero nel senso benevolo!
    È da quasi trent’anni che lavoro in ambito informatico e posso garantire la mia perplessità nel vedere un simile programma di installazione. Ed è meglio non parlare della specifica applicazione: è un capolavoro di tutto ciò che NON bisogna fare in ambito interfaccia utente! Quindi ti do ragione che chi ha sviluppato questo software non ha il minimo rispetto dell’utente finale.
    Deduco però che forse tu non abbia molta esperienza diretta con queste problematiche: ti posso assicurare che gli “utonti” esistono e purtroppo spopolano, io e i miei colleghi vediamo esempi ogni giorno. Il nomignolo non è dovuto a mancanza di rispetto ma ad una realtà tangibile.

  6. 6 ottobre 2009 08:06

    Luigi Muzii:

    @Elio
    Un vecchio modo di dire americano dice che “when you assume you make and ass out of you and me”.
    Ho passato anni in aziende che sviluppavano software, lo commissionavano, lo progettavano e magari lo vendevano e ho sempre constatato la stessa mancanza di rispetto per gli utenti.
    Gli “utonti” non esistono. Esistono le vittime del marketing, quelli convinti dalla pubblicità che per usare un certo prodotto non serva, per esempio, leggere il manuale perché l’interfaccia è intuitiva e rende il prodotto facile e immediato da usare.
    Esistono, però, idioti anche tra i tecnici. Sono quelli, per esempio, che, come i loro “utonti”, non leggono i manuali degli ambienti di sviluppo sentendono dei fenomeni e sbattono la testa intorno a problemi in cui avrebbero potuto non incappare se avessero “studiato”. Sono anche quelli che non documentano il codice o, peggio, lo accompagnano con commenti che credono salaci e sono solo ignoranti. Infine, sono quelli che… “UML? Posso mica sprecare il mio tempo con i pupazzetti!”
    Il risultato finale è sempre lo stesso e l'”utonto” è solo l’effetto comico.

  7. 6 ottobre 2009 10:53

    Elio:

    @Luigi:
    Che dire? Beato te che non hai a che fare con la realtà di tutti i giorni!

  8. 6 ottobre 2009 11:07

    Licia:

    @Luigi Muzii ed Elio: grazie dei commenti, che ora però chiudo perché questa discussione non mi sembra più pertinente con l’argomento del post e non vorrei che prendesse la piega delle polemiche personali, qui fuori luogo.