Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

NON si dice “prendavamo”!

Preoccupantemente alto il numero di persone che arrivano qui (Si dice in Lombardia) con la ricerca “prendavamo”.  Per tutti loro, la conferma che prendavamo è un errore: la prima persona plurale dell’imperfetto indicativo dei verbi della seconda coniugazione (-ere) è 
evamo, quindi si dice prendevamo.

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6 commenti a “NON si dice “prendavamo”!”

  1. 2 settembre 2009 15:40

    Tommaso:

    Mamma mia, “prendavamo” è proprio fantozziano, degno del celebre scambio di battute tra Fantozzi e Filini durante una partita di tennis:

    Fantozzi: Filini, batti!
    Filini: Che fa, mi dà del tu?
    Fantozzi: No, batti lei!

  2. 2 settembre 2009 15:52

    Licia:

    @Tommaso: conosco alcuni brianzoli DOC che non solo dicono "prendavamo", "credavamo", "ridavamo", "temavamo" ecc., ma anche "bagnevamo", invertendo la prima e la seconda coniugazione. Ehm…

  3. 4 settembre 2009 08:13

    Isabella Massardo:

    Adesso è un errore, ma fra 20 anni probabilmente non lo sarà più. 😉

  4. 4 settembre 2009 11:03

    Licia:

    @Isabella: mi stanno benissimo i cambiamenti tipo qual è –> qual’è ma nel caso di prendAvamo spero proprio non diventi mai accettabile!! Visto che si tratta di un regionalismo, mi auguro che non si diffonda troppo oltre i confini lombardi…

  5. 5 settembre 2009 08:45

    Ilaria:

    Eheheheheh, una volta che arriva sui quotidiani, chi lo ferma più? Già leggo “pò”, e non solo su testate di provincia… 😉

  6. 9 settembre 2009 09:59

    Luigi Muzii:

    Qualcuno fa più caso alle porte “preoccupate”? Le lingue vive cambiano, spesso prendendo direzioni che non piacciono a coloro che sono stati cresciuti con altre regole.
    Le guide di stile, del resto, nelle loro esposizioni, sono piene di quelli che considereremmo errori se non strafalcioni.
    Un popolo che ha una propria identità e tiene ad essa tiene alla propria lingua come primo elemento di unificazione. L’italiano, però, è lingua nazionale solo da sessant’anni e lo strumento che ha contribuito a renderla tale è anche quello che, ora, sotto spinte affatto diverse, la sta mutando.