Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post di settembre 2009

Giornate mondiali e internazionali

Oggi è la Giornata mondiale della traduzione; il tema del 2009 è Working Together.

Come dicevo l’anno scorso, mi sembra che proliferino le giornate di vario genere. Per chi è curioso di saperne di più, in Wikipedia Giornate e anni internazionali elenca ricorrenze istituite dall’ONU o sue agenzie e International observance aggiunge ulteriori date: si scopre così che domani 1 ottobre* è la giornata internazionale delle persone anziane ma anche la giornata mondiale dei vegetariani, mentre il 5 ottobre è quella degli insegnanti Auguri a tutti!

In List of commemorative days e Awareness day, sempre in Wikipedia, si trovano invece altre giornate di sensibilizzazione e alcune ricorrenze insolite, soprattutto americane.

Mole Day Il 23 ottobre, ad esempio, è Mole Day, che non è la giornata delle talpe o dei nei, come potrebbe suggerire qualche maldestro traduttore automatico, ma della mole intesa come unità di misura: data e ora in cui si fa iniziare la giornata, se scritte con le convenzioni americane (prima il mese e poi il giorno), richiamano 6.02 x 1023 ovvero il numero di Avogadro, e quindi sono i chimici a festeggiare.


* Vedi anche Chiave, chiavetta, penna, pennetta per chi invece pensa ancora al primo ottobre come il giorno dei remigini.


Se i numeri sono un’opinione…

Uno scambio di commenti con Marina sulle differenze di punteggiatura tra lingue diverse mi ha fatto pensare alle differenze di scrittura e a come, spesso, si può riconoscere il paese di origine dalla calligrafia di una persona (o perlomeno si poteva, nell’era pre-computer!). Molti spagnoli, ad esempio, aggiungono un trattino alla gamba della q e alcuni tedeschi scrivono la n come una u con sopra un trattino orizzontale e il numero 1 con due tratti che lo fanno assomigliare a un triangolo senza base.

In particolare, l’incontro con un’amica dell’università mi ha ricordato gli esami di traduzione italiano-inglese di una famigerata professoressa che toglieva mezzo punto al voto finale per ogni occorrenza di numeri “all’italiana” in un testo in inglese, specialmente il 7numeri italiani con il taglietto e il 4 “aperto”, come negli esempi a sinistra. Ovviamente i testi degli esami contenevano sempre cifre o date e non sono l’unica che, quella volta,numeri non italiani ha preso l’abitudine di scrivere i numeri come si vede nell’esempio qui a destra. 

PS Discorso diverso per gli americani, a quanto pare, specialmente per il numero 4…

Giornata della punteggiatura (USA)

Il 24 settembre negli Stati Uniti è National Punctuation Day, giornata istituita per promuovere l’uso corretto della punteggiatura.

Le convenzioni per l’uso della punteggiatura non sono le stesse in tutte le lingue. Da un punto di vista solamente tipografico, ad esempio, in inglese americano i due punti richiedono l’iniziale maiuscola per la prima parola della frase che introducono e dopo il punto possono essere usati due spazi anziché uno; in America e Gran Bretagna spesso vengono applicate regole diverse per il punto che segue una citazione (in USA sempre prima delle virgolette di chiusura, in UK invece dopo se non fa parte della citazione stessa); in francese alcuni segni di punteggiatura devonopunteggiatura essere preceduti da uno spazio; in tedesco le virgolette sono posizionate in maniera diversa rispetto all’italiano; alcune lingue hanno segni di punteggiatura aggiuntivi, come i punti esclamativo e interrogativo “rovesciati” ¡ e ¿ in spagnolo.

La localizzazione del software deve ovviamente tenere conto di queste differenze. I programmi che riconoscono la lingua in cui si sta scrivendo il testo (o che permettono di impostarla) applicano automaticamente le convenzioni corrette, ad es. aggiungono uno spazio prima dei segni di punteggiatura che lo richiedono o selezionano il tipo di virgolette previsto per la lingua.

Britannia in Brief

Britannia in Brief Ultimamente sono parecchi ad arrivare qui con ricerche sulle differenze culturali tra America e Inghilterra. Per chi ha voglia di leggere un libro in inglese, suggerisco Britannia in Brief, una guida semiseria a diversi aspetti della cultura della Gran Bretagna.

Esistono innumerevoli libri sull’argomento e anche questo tratta di luoghi, società, mass media, spettacoli, personaggi famosi, sport, politica e istituzioni, lingua, vita quotidiana, ecc.

Per chi fa la ricerca di cui sopra, però, Britannia in Brief potrebbe essere più utile di altri titoli perché spesso spiega peculiarità britanniche facendo riferimento ad aspetti paragonabili della cultura americana, come nella sezione sul cibo dove varie schifezze dolci amate dagli inglesi vengono descritte e confrontate con prodotti americani equivalenti, ad es. gli Smarties sarebbero simili agli M&M’S ma più grandi (altri esempi qui). 

C’è anche il blog, Britannia in Brief, con commenti su notizie e notiziole dal Regno Unito.

Di tutt’altro livello un blog che, come ho già detto, mi piace molto: Separated by a common language, osservazioni sull’inglese britannico e l’inglese americano e relative note culturali di una linguista americana che vive in Inghilterra..

Versione beta (e alfa, RC e RTM)

Beta è la parola inglese del giorno di Visual Thesaurus e il commento sottolinea che ormai, in inglese, beta evoca soprattutto il concetto “informatico” piuttosto che la lettera dell’alfabeto greco:

“ There was a time when this word conjured, if anything, the Greek letter β. Now it’s all about software that’s not quite ready to shed that new smell. […]

Mi ha fatto pensare al mix di nomi di lettere dell’alfabeto greco e di acronimi che in inglese indicano i diversi stadi dello sviluppo di un prodotto software. Per chi non ha familiarità con questa terminologia:


Alpha Una versione preliminare del software, con cui si può iniziare il testing o si possono fare valutazioni di funzionalità e usabilità. In genere non viene distribuita esternamente. Possono esistere anche versioni pre-alpha.
Beta Una versione del software non definitiva e distribuita esternamente a partner, clienti o cosiddetti beta tester per una valutazione del prodotto.
RC Release Candidate, versione del software considerata finale (“candidata al rilascio”): non vengono aggiunte o modificate funzionalità ma risolti eventuali problemi. Spesso RC è seguito da un numero, ad es. RC2, che indica fasi successive della correzione di bug. C’è anche chi usa la lettera gamma.
RTM Release To Manufacturing, versione finale pronta per la produzione. RTM può indicare anche la data “interna” del rilascio del software.

In italiano sono stati adottati i termini inglesi (ma si preferisce la grafia italiana per alfa).

 
Una nota grammaticale sul termine inglese beta: guardandoaggettivo Beta in Visual Thesaurus il diagramma che ne rappresenta graficamente i significati in Visual Thesaurus, ho trovato curioso che l’accezione “informatica” fosse classificata come aggettivo e non anche come sostantivo, che è invece altrettanto diffuso (basti pensare a Windows 7 beta).

Visual Thesaurus usa i dati di WordNet (gli stessi di Visuwords, visivamente più accattivante) ma anche i vari dizionari inglesi “tradizionali” sembrano ignorare il sostantivo.

E i dizionari italiani? I pochi che includono il calco informatico, come il Sabatini Coletti, lo documentano come sostantivo con funzione di aggettivo. Solo il dizionario di inglese Ragazzini registra l’uso del sostantivo.

Vedi anche: Il ciclo di vita del prodotto

Pronuncia di parole inglesi

Enrico mi segnala howjsay.com, un sito per ascoltare la pronuncia di parole inglesi. Come spiegato nelle note all’uso, la pronuncia di riferimento è dell’inglese britannico ma vengono fornite alternative di altre varietà di inglese se la pronuncia è diversa (come ad es. route, con pronuncia britannica e americana).

Esistono molte altre risorse online per ascoltare la pronuncia inglese (ne avevo indicate alcune in Parla come mangi 3) ma un aspetto interessante di howjsay.com è la possibilità di inserire fino a sei parole per confrontare la pronuncia, come ad es. per cove, love e move (basta passare il puntatore del mouse sopra alle singole parole).

E poi mi piace molto il nome del sito!

howjsay.com

Dr Johnson

immagine dal blog Dr. Johnson's DictionaryIn questi giorni molti siti inglesi ricordano che il 18 settembre ricorre il tricentenario della nascita di Samuel Johnson, l’autore del famosissimo Dictionary of the English Language.

Un paio di esempi:

Altre risorse:

Vedi anche: Dictionary humour

Globalizzazione e pronuncia di nomi di prodotti

BingIl blog del mestiere di scrivere riassume il processo e gli elementi che hanno portato gli specialisti di Interbrand alla scelta del nome Bing per il motore di ricerca Microsoft e conclude citando il post Common Naming Mistake 6 – Linguistics, in cui viene sottolineata l’importanza delle analisi linguistiche e culturali nella valutazione dei nomi di prodotti destinati a un mercato globale.

È un’attività molto interessante, specialmente quando si ha la possibilità di vedere come si è arrivati alla scelta dei candidati finali. Ne avevo accennato in Le competenze linguistiche nella localizzazione:

Un altro intervento importante nell’ambito della globalizzazione riguarda i nomi prodotti, di solito mantenuti in inglese in tutti i mercati. In generale si tratta di analisi gestite da società specializzate, ma spesso viene effettuata una prima valutazione da parte di risorse linguistiche per escludere che la rosa di nomi scelti evochi concetti o idee strane o peggio ancora offensive nel paese di destinazione e per capire se il nome inglese sia facilmente memorizzabile, sia in termini di pronuncia che di grafia, anche per chi non conosce l’inglese.

In queste valutazioni la pronuncia è un aspetto importante ma qualche volta sottovalutato.

Non è infatti sufficiente che il nome sia facilmente pronunciabile anche per chi non è di madrelingua (in genere l’inglese), va anche verificato che non risultino connotazioni non volute se vengono applicate le regole di pronuncia di altre lingue: è il caso della parola americana lite letta come si scrive da un italiano (e sempre più usata per descrivere non solo alimenti ma anche versioni ridotte di altri tipi di prodotti, ad es. software). Un collega russo raccontava uno scenario ancora più complesso: molti suoi connazionali digiuni di inglese spesso leggono le parole in alfabeto latino con le regole del tedesco e per il mercato russo va quindi valutata più di una possibile pronuncia per ogni nome inglese.

Non vanno poi ignorati gli aspetti prosodici, come nel caso di parole che, individualmente, sono del tutto neutre ma che combinate e pronunciate con l’intonazione di un’altra lingua possono causare effetti indesiderati: basti pensare a Windows Vista che qualche italiano percepisce come window svista

Vedi anche: Marketing plurilingue: tradurre o non tradurre?  e Marchionimi e terminologia

PS  A scanso di equivoci, non ho partecipato alle valutazioni linguistiche dei prodotti citati qui sopra.

Finestre di dialogo

Continua a piacermi molto una vignetta di xkcd di qualche mese fa sulla finestra di dialogo di Windows che appare quando si copiano file, specialmente di grosse dimensioni:

XKCD - estimation

Umorismo a parte, trovo interessanti alcuni termini relativi all’elemento finestra di dialogo (in inglese dialog box o semplicemente dialog), che in Windows può essere descritto come “finestra secondaria che consente di eseguire un comando, fornisce informazioni o pone una domanda all’utente”.

In base all’interazione consentita con la finestra principale o proprietaria (owner window), una finestra di dialogo può essere modale o non modale.

Finestra di dialogo modaleUna finestra modale (calco dall’inglese modal dialog) non permette all’utente di tornare alla finestra principale o di passare a un’altra attività nella stessa applicazione se prima non viene eseguita l’azione che chiuderà la finestra, come ad es. quando si cerca di uscire da un programma senza aver salvato le ultime modifiche e viene richiesto di confermare l’azione.

Finestra di dialogo non modale Una finestra non modale (in inglese modeless dialog) permette all’utente di fornire informazioni o proseguire con l’attività senza dover prima chiudere la finestra. Un esempio tipico è la finestra Trova e sostituisci in Word: si può lasciare aperta mentre si torna al documento per fare modifiche al testo. 

Due risorse interessanti sulla terminologia usata per descrivere elementi dell’interfaccia utente dell’ambiente Windows, disponibili però solo in inglese, sono un glossario e la pagina Visual index, dove a ogni voce è associata un’immagine rappresentativa.

La pagina Dialog boxes contiene invece informazioni tecniche sulle caratteristiche delle finestre di dialogo ed esempi specifici di finestre modali e non modali.

Vedi anche: il Portale linguistico Microsoft per consultare il database terminologico con definizioni in inglese e terminologia italiana usata nell’ambiente Windows.

Le parole del lessico italiano

Le parole del lessico italiano di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle, un libro tascabile di un centinaio di pagine, è un’analisi delle parole dell’italiano davvero chiara e ricca di esempi interessanti, in particolare sulla formazione dei neologismi.

Le parole del lessico italiano - Carocci EditoreIl libro è diviso in brevi capitoli: 
1. Cos’è il lessico
2. La formazione delle parole
3. Parole e significati
4. La circolazione delle parole
5. Parole e società
6. Parole nuove
Bibliografia

È una lettura molto piacevole, sicuramente consigliata a chi vuole acquisire o ripassare i concetti e la terminologia usati in questo ambito linguistico senza annoiarsi o perdersi in disquisizioni troppo specialistiche.

Elenchi telefonici, titoli e localizzazione

Ho dovuto confermare i dati relativi alla cosiddetta presenza in elenco telefonico e sono rimasta incuriosita dai titoli che si possono associare al proprio nome.

Non so se tutti gli operatori telefonici forniscano gli stessi dati ma se così fosse mi sembra peculiare che il 26% delle scelte a disposizione sia destinato a gradi militari e il 19% a titoli nobiliari (ma non erano stati aboliti quando l’Italia è diventata una repubblica?), e che un ulteriore 9% sia riservato a cariche religiose: in tutto più del 50%!

Ho anche notato la voce doppia Professore – Professoressa e le due voci Maestro e Maestra mentre manca la possibilità di distinguere tra dottori e dottoresse (sicuramente più numerose delle viscontesse!). E immagino che ci siano altri tipi di Perito oltre a quelli agrario, aziendale, commerciale, industriale e odontotecnico.

Chi è curioso più sotto può trovare l’elenco completo, che potrebbe forse dare qualche indicazione utile a chi localizza applicazioni con rubrica e deve scegliere i titoli più comuni per il proprio mercato, ad es. quelli disponibili in un elenco a discesa.

Le interfacce delle rubriche sono interessanti perché devono essere adattate alla realtà locale conservando però aspetti internazionali per consentire di inserire facilmente nomi e indirizzi di paesi diversi, tenendo quindi conto delle convenzioni di altri mercati. Finestra di dialogo Nome in OutlookAnche in un’interfaccia italiana si potrà così decidere di mantenere i riferimenti al secondo nome, comunissimo negli Stati Uniti, o la possibilità di aggiungere informazioni dopo il nome (ad es. BA, Ph.D., Jr. o III), altra peculiarità di alcuni paesi anglosassoni: come si può vedere nell’esempio di Microsoft Outlook, la stringa Suffix della versione originale è diventata Titoli stranieri in italiano, rendendo più esplicita la sua funzione.   

Titoli associabili alla propria presenza in elenco telefonico:

Agrotecnico
Ammiraglio
Architetto
Avvocato
Barone
Baronessa
Brigadiere
Contessa
Conte
Capitano
Cardinale
Cavaliere
Colonnello
Comandante
Commendatore
Duchessa
Don
Dottore

Duca
Generale
Geologo
Geometra
Giornalista
Ingegnere
Insegnante
Maresciallo
Marchesa
Marchese
Maestra
Maestro
Maggiore
Magistrato
Monsignore
Notaio
Onorevole
Perito agrario

Perito aziendale
Perito commerciale
Perito industriale
Perito odontotecnico
Parroco
Procuratore legale
Professore – Professoressa
Ragioniere
Sottotenente
Sacerdote
Senatore
Sergente
Sergente maggiore
Tenente
Ufficiale
Vice brigadiere
Viscontessa
Visconte

NON si dice “prendavamo”!

Preoccupantemente alto il numero di persone che arrivano qui (Si dice in Lombardia) con la ricerca “prendavamo”.  Per tutti loro, la conferma che prendavamo è un errore: la prima persona plurale dell’imperfetto indicativo dei verbi della seconda coniugazione (-ere) è 
evamo, quindi si dice prendevamo.

È stata fatta una ricerca per il mese settembre 2009.