Espressioni idiomatiche inglesi
Non conoscevo il sito The Phrase Finder (grazie Shaheen per la segnalazione!) e l’ho trovato molto divertente: è una raccolta di espressioni idiomatiche inglesi ma anche citazioni e slogan pubblicitari con spiegazioni dettagliate sulla loro origine.
Manca una delle mie frasi preferite, not my cup of tea (una cosa o qualcuno che non piace o con cui non si hanno affinità), ma ci sono altre frasi che hanno a che fare con il tè e che, come molte altre, evidenziano che in lingue diverse esistono modi di dire simili ma con riferimenti che cambiano in base a ciò che è (o era) più significativo nella cultura di appartenenza, ad es. Not for all the tea in China (“non per tutto l’oro del mondo”) e A tempest in a teapot / A storm in a teacup (“una tempesta in un bicchiere d’acqua”).
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Vedi anche: Atlante delle strutture linguistiche (…e del tè!), sulle parole che in lingue diverse danno il nome al tè.
Tag: espressioni idiomatiche, etimologia
Pubblicato il giorno 4 agosto 2009 alle 12:32 e archiviato in differenze culturali, inglese.
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4 agosto 2009 14:06
.mau.:
Come direbbero i Britanni di Asterix, “una tazza di calda acqua con uno di latte schizzo!”
4 agosto 2009 14:45
@ .mau.:
Mi hai fatto venire in mente una breve descrizione nell’ultimo romanzo che ho letto, A Partisan’s Daughter. La protagonista è jugoslava (siamo negli anni ‘70) e sta parlando di un inglese:
Licia
5 agosto 2009 13:45
.mau.:
beh, sicuramente il tè Twinings “Irish Breakfast” è molto più forte dell’”English Breakfast”. E ricordo bene che quando a 17 anni andai a Dublino con lo scopo teorico di studiare l’inglese lo choc del tè locale fu tale che fui costretto a metterci tonnellate di latte…
5 agosto 2009 14:15
@ .mau.
Le due marche di tè che vanno per la maggiore in Irlanda sono Barry’s Tea e Lyons Tea e sembra che vendano moltissimo tra gli irlandesi all’estero perché hanno un gusto particolare che altri tè non hanno. Per me erano imbevibili proprio perché troppo forti (non riuscirò mai a mettere il latte nel tè). Quando vivevo là, se proprio non potevo rifiutare, imploravo che lasciassero fuori la bustina e poi la immergevo per un paio di secondi ma il risultato non era comunque soddisfacente e neanche l’eventuale limone riusciva a mascherare il sapore per me proprio poco gradevole. Penso che il “problema” sia che il tè usato nelle miscele irlandesi è soprattutto africano e ha un gusto a cui noi italiani non siamo abituati. Anche il colore è diverso, con una sfumatura rossiccia, e mi sembra che abbia anche un aspetto meno trasparente.
Per fortuna a casa mia, grazie a un’amica svedese, non mancavano mai le scorte di Earl Grey Special e in questo caso erano gli irlandesi a storcere il naso se costretti a berlo!
Licia