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Andare in tilt (non solo a Milano)

Milano in tilt per un nubifragio - Corriere della Sera

Sto tornando a Milano proprio oggi che c’è stato il nubifragio e quello che mi hanno detto non è del tutto rassicurante… Unica cosa vagamente curiosa (per me) è che quasi tutti i mezzi di comunicazione abbiano dato la notizia usando l’espressione (andare) in tilt.

È un esempio interessante di slittamento di significato dall’inglese all’italiano: è noto che andare in tilt fa riferimento al gioco del flipper ma forse non tutti sanno che in inglese tilt (“inclinazione”) indica la causa dell’interruzione della partita (la scritta TILT si accende dopo un comportamento scorretto, ad es. quando il piano di gioco è stato inclinato o scosso), mentre l’espressione italiana in tilt descrive l’effetto, ovvero l’interruzione stessa, e per estensione è entrata nel linguaggio comune con il significato di “blocco improvviso difficilmente risolvibile”, discostandosi parecchio dal termine originale inglese.

Anche il nome italiano flipper può essere un falso amico (o, per essere più precisi, uno pseudoanglicismo nato probabilmente per sineddoche): in inglese flipper è la levetta a forma di pinna che dà la spinta alla pallina e non il gioco, che si chiama pinball machine.

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3 commenti a “Andare in tilt (non solo a Milano)”

  1. 8 luglio 2009 11:45

    Mara:

    Ciao Licia, buffo come a volte non ci si fermi a pensare. Ho sempre saputo la differenza fra EN e IT (tilt/flipper/pinball) ma non mi ero mai soffermata sulla connotazione.

    Lo slittamento, come giustamente noti, non solo è netto ma da negativo in positivo (da un atto scorretto a una fatalità).

    Quanto della nostra cultura (o mancanza, in alcuni ambiti) si riflette in tutto ciò? 😀

    M

  2. 8 luglio 2009 12:36

    Licia:

    Mara, bisognerebbe proprio domandarselo!!! 🙂

  3. 8 luglio 2009 18:38

    Marina:

    Licia, ci tiri sempre fuori delle vere perle. Come Mara, neanche io mi ero mai soffermata a pensare a questo slittamento di significato. Davvero buffo 🙂