Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post di aprile 2009

Ma si chiama influenza o febbre suina?

[Per chi arriva qui cercandoperché si chiama influenza suina?”: questo post documenta l’evoluzione del nome della malattia da un punto di vista terminologico, con vari aggiornamenti. Riassumendo: inizialmente si parlava di influenza suina perché il virus di tipo H1N1 che la causa è comunemente diffuso tra i maiali, anche se di solito non si trasmette dal maiale all’uomo. In un primo momento si era pensato che i casi di influenza identificati ad aprile 2009 nella popolazione messicana fossero dovuti a una mutazione del virus “suino”, diventato in grado di passare dal maiale all’uomo; stando a ricerche successive sembra invece che il ceppo del virus H1N1 che causa l’influenza “umana” sia mutato indipendentemente e non sia ancora stato isolato nei maiali.]

Ma si chiama influenza o febbre suina?

H1N1Ieri [28 aprile 2009] la notizia che la Commissione europea cambia nome all’influenza suina per limitare gli effetti negativi sull’industria della carne di maiale: in inglese viene ribattezzata Novel influenza (flu) e nuova febbre in italiano.

Dubito che il nuovo nome italiano venga preso in considerazione dai mass media: troppo vago e neutro. Forse sarebbe stato più efficace influenza messicana, da abbreviare in messicana (sul modello di spagnola) ma non sarebbe stato politicamente corretto…

In ogni caso mi incuriosisce che in italiano coesistano le denominazioni influenza suina e febbre suina, a volte nello stesso testo. Per l’aviaria si parlava principalmente di influenza, chissà come mai in questo caso ha preso piede anche febbre suina (non sembra essere un termine medico, forse è un falso amico dall’inglese swine fever, in italiano peste suina, anche se dovrebbe essere chiaro che non c’entra niente: la peste suina è una malattia specifica dei maiali causata da tutt’altro tipo di virus).

Anche in altre lingue vengono usati sinonimi ma perlopiù si differenziano per il registro, formale/medico per il prestito dall’italiano influenza e meno formale per le alternative, ad es. influenza porcina e gripe porcina in spagnolo, swine influenza e swine flu in inglese, Schweineinfluenza e Schweinegrippe in tedesco, ecc.   

Intanto in Messico c’è qualcosa che si sta diffondendo molto più velocemente del virus: le nuove emoticon con il tapaboca (divertente sinonimo del più iberico mascarilla):

 tapaboca1     tapaboca2  

(grazie Alfredo per la segnalazione)

Aggiornamento 29 aprile In Influenza: sarà Big Bang?  la biologa Lisa Vozza fa il punto della situazione e aggiunge una nota sul nome della malattia:

Infine, il nome…
Influenza suina, ma siamo sicuri di volerla proprio chiamare così? Il virus nei maiali non è mai stato isolato, nonostante il gran numero di geni originari del ceppo virale suino. L’Organizzazione mondiale per la salute animale ha suggerito di chiamare il nuovo ceppo ‘influenza Nord Americana’; altri propongono che si chiami Messicana, dato il primo focolaio; altri ancora propendono per Californiana, data l’origine della prima sequenza genetica. Vedremo se aggettivi più politicamente corretti riusciranno a farci scordare il maiale (che infetto forse non fu mai).

Per l’origine del nome inglese, In Search of “Swine Flu” (con l’etimologia di influenza).

Aggiornamento 6 maggio Negli Stati Uniti il nome “ufficiale” della malattia è diventato H1N1 flu, dal tipo di virus, e forse verrà adottato anche in inglese (ne parla Swine flu or H1N1? da un punto di vista britannico e, con lo stesso titolo, Swine Flu or H1N1? da un punto di vista americano). Il Ministero della Salute italiano ricorre già a (nuova) influenza da virus A/H1N1 e i mass media hanno iniziato a sostituire l’aggettivo suino prima con riferimenti geografici (ad es. cosiddetta messicana, scoppiata nel Messico, ecc.) e poi con la sigla H1N1 o anche semplificando in influenza (di tipo) A.

In conclusione: per un terminologo, i cambiamenti subiti del nome della malattia sono un esempio affascinante di quanto rapidamente possa evolversi la terminologia che descrive un concetto che invece è già ben definito.

PS Per chi vuole saperne di più da un punto di vista scientifico: Il virus dell’influenza suina: cerchiamo di capirci qualcosa e per alcuni termini specifici un glossario multilingue (spagnolo, inglese, francese e italiano) con definizioni in spagnolo, a cura di un traduttore della Commissione europea.

Ricerca terminologica e verifiche con Google

In About Translation c’è un intervento molto interessante su come usare i motori di ricerca e interpretare il numero dei risultati per scegliere la terminologia più appropriata in una lingua di arrivo: Terminology search and confirmation with Google.

Aggiungo alcuni passaggi che precedono e seguono questo tipo di ricerca e che sono essenziali nella localizzazione del software, soprattutto se supportata da database terminologici orientati al concetto.

Innanzitutto vanno fatte alcune ricerche nella lingua di partenza:

1 Si analizza il concetto rappresentato dal termine e il contesto di utilizzo nel prodotto per confermare la definizione, se disponibile, o crearne una.
2 Se il termine è composto (ad es. wireless hotspot), va verificato se i singoli elementi che compongono il termine (wireless e hotspot) sono già usati nel prodotto o in altri prodotti e fanno parte dello stesso sistema concettuale.
3 È molto utile identificare termini correlati che appaiono nello stesso contesto e che sono già documentati sia nella lingua di partenza che in quella di arrivo (ad es. public network, wireless router, wireless access, wireless connection, commercial hotspot, Wi-Fi hotspot, ecc) e le relazioni tra concetti.

Solo a questo punto dovrebbero iniziare le ricerche nella lingua di arrivo, ad es. come descritto in About Translation, aggiungendo però alcuni passaggi:

La ricerca va ristretta a materiale simile a quello della lingua di partenza per tipo e contenuto, preferibilmente usando i termini già conosciuti (vedi punto 3) e privilegiando materiale non palesemente tradotto: è molto probabile che il termine cercato si troverà nel contesto. Personalmente preferisco questo approccio alla conferma con Google di ipotesi terminologiche formulate direttamente nella lingua di arrivo e che, a volte, possono portare a falsi amici come paragraph=paragrafo.
Una volta identificati uno o più termini idonei, va verificato che il contesto di utilizzo corrisponda a quello determinato al punto 1: il termine inglese wireless, ad esempio, viene reso in italiano sia con senza fili che wireless, entrambe “traduzioni” accettabili ma usate in contesti e/o prodotti diversi.
Il termine scelto, ovviamente, non deve creare incongruenze con la terminologia già esistente (punti 2 e 3) e non deve essere già usato per un altro concetto che appaia nello stesso contesto (ad es. answer=rispondere se reply=rispondere).

Questo tipo di ricerca terminologica può sembrare laborioso ma con l’esperienza e un buon lavoro fatto a monte (schede terminologiche con informazioni adeguate per concetto, termine originale e relazioni tra concetti) viene notevolmente velocizzato.

Vedi anche: Facebook e il Facebook, per esempi di ricerche terminologiche con intervalli di date, e altri post con tag lavoro terminologico.

È biologico, non organico!

Oggi alla radio due notizie su una visita del principe Carlo in Italia evidenziavano la sua passione per i prodotti organici e l’agricoltura organica.

logo Agricoltura biologicalogo Organic farmingL’inglese organic corrisponde invece a biologico nell’italiano standard e non a organico, che ha un significato diverso.

È un falso amico, abbastanza comune in testo italiano che prende spunto da materiale inglese, ed è nell’elenco dei miei pet hate

Vedi anche: biologic – farmaco biologico.

Letture per il fine settimana: neologismi inglesi

Neologisms - Forbes.com

Alcuni suggerimenti di lettura sul lessico della lingua inglese (solo per chi non ha in programma un picnic!).

La rivista Forbes propone Neologisms, una serie di articoli,  video e registrazioni audio sull’evoluzione della lingua inglese e in particolare sulla creazione di nuove parole.

Lo spunto è la notizia, molto pubblicizzata ultimamente ma senza alcun fondamento scientifico, che la lingua inglese starebbe per raggiungere il milione di parole. A questo proposito anche il linguista britannico David Crystal in On the biggest load of rubbish spiega perché si tratta di una stupidaggine; qualche mese fa ne aveva discusso il lessicografo americano Benjamin Zimmer in The "million word" hoax rolls along (per un punto di vista canadese, The unlikely lexical countdown to a million).

Aggiornamento  Il New York Times in Wide World of Words riporta alcune brevi recensioni di libri sulla lingua inglese, un genere letterario che nel mondo anglosassone ultimamente ha avuto un nuovo impulso e che viene descritto dal neologismo langlit, parola macedonia che sta per literature about language.  


Post correlati: Cinepanettoni e parole dell’anno 2008 e Ancora sulle parole dell’anno.

Numeri di telefono e localizzazione

Sfogliando l’ultimo numero di una rivista americana ho notato un articoletto in cui sono segnalati alcuni ristoranti emiliani. Due esempi di come sono riportati i numeri di telefono:

(39-59) 549 XXXX  per un ristorante di Modena
(39-52) 582 XXXX  per un ristorante di Compiano (PR)

I problemi per chi volesse telefonare sono ovvi: manca il prefisso 0 dopo l’identificativo internazionale dell’Italia e le parentesi suggeriscono la possibilità di fare chiamate locali.

Questi errori non mi stupiscono: può essere difficile far capire a interlocutori americani, anche nell’ambito di internazionalizzazione di software, che l’indicativo di località (area code) è un concetto ormai obsoleto nella maggior parte dei paesi europei, dove la differenza tra comunicazioni locali e comunicazioni interurbane riguarda l’eventuale costo della telefonata ma non il numero da comporre.

RubricaPer l’interfaccia localizzata delle rubriche (address book) dovrebbe essere prevista la possibilità di inserire l’intero numero di telefono senza dovere specificare separatamente l’indicativo di località, anche perché la serie di numeri che indica il distretto telefonico non è più così trasparente come una volta (in molti paesi europei la lunghezza è variabile in base al distretto, negli Stati Uniti invece sono sempre tre cifre). Ecco così un’altra imprecisione della rivista americana: l’indicativo di località di Modena è 059 ma quello di Compiano è 0525 e non 052.

Vedi anche: Paese che vai: SMS e cercapersone ed Elenchi telefonici, titoli e localizzazione

Un aiuto per bambini che faticano a usare il mouse

Ci sono bambini che non riescono ad adoperare il mouse perché hanno difficoltà a posizionarci sopra la mano correttamente, ad es. per problemi di motricità fine.

mouse con anelloUna soluzione fai-da-te che potrebbe aiutarli, anche per usare software studiato apposta per loro: prendere un anello giocattolo o altro anello di plastica e, dopo aver tolto l’eventuale decorazione, incollarlo sul pulsante di un mouse di dimensioni ridotte, per laptop (se prima si passa della carta vetrata sulle superfici la presa sarà migliore). Infilando il dito indice nell’anello il  bambino dovrebbe riuscire a controllare il mouse e a fare clic più facilmente.

Dettagli in Microsoft designer finds simple way to help kids hang on to mice, con due brevi note lessicali: l’articolo contiene un riferimento a party favor, sostantivo tipicamente americano che indica un regalino dato a una festa, ad es. quelle di compleanno organizzate nelle catene di fast food (equivalenti italiani potrebbero essere i “giochini” o le “sorpresine” di ovetti di cioccolata e merendine); un X-acto knife di solito è un taglierino per modellismo.

L’invasione dei mashup

Il termine inglese mashup (anche mash-up) è ormai comune in ambito informatico, in particolare nello sviluppo Web, dove indica un mix di contenuto, codice o altri elementi da fonti diverse che vengono integrati dinamicamente per creare un nuovo tipo di servizio o applicazione.

Origine del termine mashup

Il significato di mashup viene spesso spiegato in italiano indicando che, letteramente, vuol dire poltiglia. Forse è un po’ riduttivo: poltiglia può avere connotazioni negative mentre in genere con un’azione di mashing up si riduce tutto a pezzetti per ottenere qualcosa che ha una consistenza omogenea  (ad es. le mashed potatoes, il parente inglese del purè).

In inglese il termine mashup si è diffuso inizialmente in campo musicale (un particolare mix di uno o più brani) per poi essere usato in altri ambiti (ad es. spezzoni video montati in sequenza per creare un effetto totalmente diverso dagli originali sono un mashup, tipico esempio il programma televisivo Blob).

Come prevedibile, in italiano è stato adottato il prestito mashup, soprattutto in informatica: difficile trovare un termine univoco italiano altrettanto breve e facilmente memorizzabile che identifichi un concetto così specifico e tuttavia ancora in evoluzione.

Mashup e letteratura

mashupUltimamente ho incontrato il termine mashup in un nuovo contesto: in inglese si sta discutendo parecchio del romanzo Pride and Prejudice and Zombies, definito come il primo rilevante mashup in campo letterario (85% testo originale del classico di Jane Austen e il resto aggiunto da tale Seth Grahame-Smith per farlo diventare una storia di zombie).

Tra chi ne parla, ho notato che in inglese britannico è preferita la grafia  mash-up, spesso tra virgolette e con spiegazione del  significato “musicale” (esempi: BBC, The Guardian, The Times; origine e grafia di mash-up sono descritti da The virtual linguist), mentre in inglese americano si opta per mashup e viene dato per scontato che il lettore ne conosca il significato (esempi: The New Yorker, New York Times, Publishers Weekly).

Terminologia italiana

Se è un genere di romanzo destinato a prendere piede, sarà interessante vedere che termine lo descriverà in italiano, visto che in campo letterario i prestiti dall’inglese non sono diffusi come in informatica. Per ora chi ha dato la notizia, ad es. Marie Claire e blog come booksblog e A piè di pagina, ha descritto l’operazione chiarendo il contesto ma evitando di dare un nome al genere (scelta che condivido). Tra i giornali, solo il Corriere parla di mash-up ma l’impressione è che si tratti di una traduzione un po’ frettolosa di testo inglese, tra l’altro mantenendo molti riferimenti che sono sicuramente ovvi per il lettore tipico inglese (ad es. l’incipit e i nomi dei personaggi di Orgoglio e pregiudizio) ma forse non altrettanto trasparenti per il lettore tipico italiano.

Aggiornamento novembre 2011 – Sembra si stia affermando il prestito anche in ambito letterario italiano, in particolare dopo l’uscita di I promessi morsi di Anonimo Lombardo, primo romanzo italiano del genere. Ne parla, ad esempio, Fenomeno mash up: quando i classici della letteratura diventano horror.


Aggiornamento 17 luglio 09 – Visto il successo di Pride and Prejudice and Zombies, è in uscita il mashup di un altro romanzo di Jane Austen: Sense and Sensibility and Sea Monsters. C’è addirittura un video promozionale che farà sicuramente inorridire gli (le?) amanti degli sceneggiati della BBC:

(via Visual Thesaurus)

Traduzione automatica in Office

Il team MSR-MT (Microsoft Research-Machine Translation) ha rilasciato un plug-in che in pochi secondi installa Microsoft Translator come servizio predefinito di traduzione automatica in Office (per scaricarlo, qui). Maggiori informazioni nel blog del team.

Per tradurre del testo in Office 2007,  scegliere la scheda Revisione, quindi Traduci dal gruppo Strumenti di correzione. In alternativa, selezionare il testo, fare clic con il pulsante destro e scegliere Traduci.

traduzione automatica in Office

Si possono avere opinioni diverse sulla traduzione automatica ma va sottolineato che i servizi come Microsoft Translator e Google Translate sono in continuo miglioramento.

Vedi anche:
Traduzione automatica: Windows Live Translator
Altre informazioni sulla traduzione automatica

Aggiornamento 17 aprile 2009: anche il team di TechNet Italia oggi parla di traduzione automatica in TechNet Magazine e la Machine Translation.

…e si dice in Lombardia

A Milano, dove vivo, si sentono peculiarità linguistiche a cui non riesco proprio ad abituarmi. Alcuni esempi:

piuttosto che come è ormai noto, in Lombardia non vuol più dire “invece di”,  “anziché” ma indica “oppure”, “o in alternativa”: 
andiamo a mangiare un panino piuttosto che una pizza
(spero anch’io si tratti di un modismo; intanto, per evitare equivoci, ho escluso piuttosto dal mio vocabolario)
avere bisogno + sostantivo dopo bisogno la preposizione di viene eliminata: 
ha bisogno altri cinque minuti;
dimmi cosa hai bisogno
pregato + infinito senza preposizione di, si sente molto negli aeroporti milanesi: 
il signor X è pregato contattare il banco accettazione
prendavamo, credavamo, bevavamo… la prima persona plurale dell’imperfetto di molti verbi della seconda coniugazione prende la desinenza della prima:
temavamo di non arrivare in tempo
partner viene pronunciato “pattner”
tecnico viene pronunciato “tennico”

Invece trovo molto efficaci gli aggettivi malmostoso (scorbutico, scontroso) e biotto (nudo) e il sostantivo schiscetta, il contenitore portavivande per chi, al lavoro, si porta il pranzo da casa (finora non ho ancora sentito nessuno che parli di bento box, nonostante la passione locale per sushi e sashimi  ).

… ….

Vedi anche: Si dice in Romagna…  e NON si dice “prendavamo”!

Si dice in Romagna…

L’italiano che si parla in Romagna, dove sono cresciuta, è in genere molto corretto. Ci sono però degli usi peculiari della lingua che non si sentono altrove e che, quando torno lì, mi fanno sempre sorridere. Alcuni esempi di costruzioni che possono lasciare perplesso un non romagnolo:

rimanere in Romagna è un verbo transitivo: devo andare al Bancomat perché ho rimasto solo 10 euro; siamo andati da Marta ma ha rimasto solo taglie grandi
volere quando usato come sinonimo di “occorrere” segue la costruzione di “servire”: mi vuole un cacciavite a stella; gli vuole più tempo
andarsi verbo riflessivo, specialmente con la prima persona: sono stanco, mi vado a casa e poi mi vado subito a letto
non sapere fare a equivale a “sapere” (essere capace): non sa fare a nuotare
andare da male questa arancia è andata da male
provare di ha provato di fare la tua torta ma non le è venuta bene

L’uso transitivo di rimanere, influenzato dal dialetto, lascia sconcertati i non romagnoli ma probabilmente in loco non va considerato errore ma semplicemente una varietà regionale perché è una forma condivisa praticamente da tutti i parlanti “autoctoni”.

Qualche esempio di variazioni sul lessico italiano:

minestra primo piatto di pasta con condimento asciutto (tagliatelle, garganelli e strozzapreti sono minestre, le zuppe invece no): cosa c’è di minestra oggi?
forma "parmigiano" (formaggio): mi passi la forma?
sportina “sacchetto di plastica”
motore “motocicletta” (ha senso, se si pensa al diminutivo motorino!)
cavarsi “spostarsi”: cavati di lì!
prendersi dei nomi “essere redarguito” o “essere ingiuriato”: ho sbagliato a fare il lavoro e mi sono preso dei nomi

Altri esempi nei commenti.

Lugo di Romagna - piazza BaraccaPS Suggerimento per chi si trovasse a passare dalle parti di Lugo di Romagna: le serate organizzate dal Caffè Letterario.

Nella foto: il monumento a Francesco Baracca a Lugo.


Vedi anche: …e si dice in Lombardia e [aggiornamento] Invornito, Romagnolismi e La barosola (con quiz per non romagnoli).

Narcisi, cultura inglese e traduzione

Sfogliando un libro di giardinaggio tradotto dall’inglese ho notato questa affermazione:

Non c’è niente di più triste della vista di un narciso solitario che trema nella brezza primaverile!

narciso - daffodilImmagino che il testo originale, più o meno volutamente, faccia riferimento ai famosi versi di Wordsworth, che descrive i golden daffodils come Fluttering and dancing in the breeze.

La poesia I Wandered Lonely as a Cloud (“The Daffodils”) di William Wordsworth è un po’ come San Martino di Carducci per noi: in Gran Bretagna tutti l’hanno studiata a scuola. Il narciso fa parte della cultura del paese: è il fiore più regalato per la festa della mamma (quarta domenica di quaresima), è il simbolo del Galles e soprattutto le distese di narcisi fioriti sono una delle immagini tipiche della primavera.

I Wandered Lonely as a Cloud è oggetto di citazioni e parodie di vario genere e a me farà sempre pensare alla tesi alla SSLMIT, La traduzione di un successo umoristico “culture-bound”: The Growing Pains of Adrian Mole di Sue Townsend. Adrian Mole è un ingenuo adolescente della working class inglese che si crede un intellettuale. I suoi diari sono un esilarante spaccato dell’Inghilterra degli anni ‘80, dove ebbero un gran successo di pubblico. Un esempio della produzione letteraria (!) di Adrian:

Daffodils by A. Mole

While on my settee I lie
From out of the corner of my eye
I spot a clump of Yellow Daffodils, 
Bowing and shaking as lorries go by.
Brave green stalks supporting yellow bonnets.
Like the wife of a man who writes Love Sonnets.

La maggior parte dei lettori inglesi riconosce immediatamente il penoso plagio dei versi di Wordsworth, tra cui I saw a crowd, a host of golden daffodils  e For oft, when on my couch I lie […] They flash upon that inward eye: l’impatto comico è notevole.

Non sempre i riferimenti culturali impliciti sono riproducibili in un’altra lingua, perlomeno non nella traduzione di un genere letterario destinato a una fruizione rapida: non sono ammessi interventi che potrebbero interferire con i meccanismi umoristici, ad es. note a piè di pagina o informazioni più o meno esplicitamente aggiunte al testo.

Nella mia proposta di traduzione avevo rinunciato a rendere le connotazioni culturali “inglesi” e avevo invece scelto di sottolineare la banalità di linguaggio e di immagini, le rime ridicole e la metrica traballante, per riprodurre almeno in parte l’effetto originale:

Mentre sto seduto sul divano
Con la coda dell’occhio vedo lontano
Di gialli narcisi una gran massa
Che freme e si piega a ogni camion che passa.
Arditi verdi steli sormontati da gialli berretti
Come la moglie di un uomo che scrive sonetti.

Nel 2006 è uscita una traduzione italiana di The Growing Pains of Adrian Mole ma non l’ho mai vista. Posso però immaginare che il traduttore abbia fatto scelte simili.

Aggiornamento 26 aprile 2009. Ringrazio Elisabetta per avermi mandato la poesia di Adrian Mole dalla traduzione italiana del libro, Fuori di zucca:

Mentre giaccio sul divano
con la coda dell’occhio
vedo un cespo di asfodeli
piegarsi e tremare al passaggio d’ un camion.
Valorosi verdi steli che sostengono gialli fiori.
Come la moglie d’uno che scrive Sonetti d’Amore.

Curiosa la scelta di tradurre daffodil con asfodelo: non è un fiore giallo e non è molto comune in Inghilterra. Presumo sia stata fatta per sottolineare l’ignoranza di Adrian e rendere più ridicola la poesia. Forse però non tutti i preadolescenti, a cui a quanto pare è destinata la traduzione italiana, sanno che aspetto hanno gli asfodeli e possono così cogliere il dettaglio umoristico aggiunto dal traduttore.

…….

Post correlati (elenco aggiornato il 19/10/2010):

Traduzione enogastronomica (adattamento di riferimenti a piatti tipici e prodotti alimentari, con esempi dai diari di Adrian Mole), Cibo e cultura e Pasta salad e insalata di pasta (cibo e differenze culturali)  
Traduzione di nomi propri: Maxwell House (esempi dai diari di Adrian Mole)
Easter egg e sorprese (differenze culturali “pasquali”)
Segnali di globalizzazione (competenze culturali richieste a chi localizza)
Difficile da tradurre: plumber’s cleavage (stereotipi culturali e traduzione)

Icone del feed RSS

fare clic qui per il feed RSS di Terminologia etc. L’icona del feed RSS è riconoscibilissima: quadrata, sfondo arancione e onde radio bianche stilizzate che simboleggiano la trasmissione di un segnale (e di contenuto).

blogs.msdn.com/rssteam/archive/2005/10/08/478505.aspxL’icona, creata da Mozilla Foundation, si trova in tutti i principali browser e in molti siti che prevedono i feed, eppure è uno standard relativamente recente.

Qui a destra le icone che Microsoft aveva preso in considerazione per Internet Explorer 7, cercando un’immagine che simbolizzasse novità, attività, informazione continua e l’idea di abbonamento, e che fosse comprensibile a un pubblico sia di utenti poco esperti che avanzati, adatta a contesti diversi e riconoscibile a livello internazionale. La preferenza della community per l’icona di Firefox aveva poi portato a un incontro con il team di Mozilla e alla decisione di adottarne l’icona. Per saperne di più: The orange icon… e Icons: It’s still orange.

Una curiosità: in inglese c’è chi chiama l’icona chiclet, perché ricorda i confetti di gomma da masticare Chiclets.

Il termine che in italiano descrive ciò che simboleggia l’icona è feed / feed RSS ma viene usato anche flusso RSS. ll prestito feed è stato adottato anche da altre lingue tra cui tedesco, olandese, lingue scandinave e portoghese. Altre lingue hanno preferito soluzioni diverse, più descrittive, ad es. subministrament (catalano), flux (francese e romeno), fuente (spagnolo) ecc.


Per il feed del blog Terminologia etc. basta fare clic sull’icona all’inizio del post.

Scheda audio con suono chiaro e cristallino

Tagline multilingue di una scheda audio:

scheda_audio

A parte il vistoso problema di concordanza, nella versione italiana si può notare che l’espressione inglese crystal clear*  è stata resa con un ridondante chiaro e cristallino e non, più semplicemente, con cristallino (o con un suo sinonimo).

I motori di ricerca indicano che la locuzione chiaro e cristallino riferita alla qualità del suono viene usata quasi esclusivamente per descrivere prodotti audio. Sarebbe interessante capire se in questo ambito chiaro e cristallino ha assunto un significato specifico oppure se si tratta solo di un calco piuttosto diffuso, visto che i prodotti a cui si riferisce sono perlopiù importati e la loro documentazione è tradotta.

- – -

* In inglese crystal clear equivale a “perfettamente chiaro” e può descrivere aspetto, suono o comunicazione; c’è anche l’aggettivo crystalline ma ha una frequenza d’uso bassa, limitata al linguaggio letterario, dove evoca trasparenza, e alla chimica e alla mineralogia.

La bandita non è una malvivente

BanditaCome forse si è capito, ho un debole per i cartelli. In Trentino ho visto parecchi esemplari di Bandita di caccia e Bandita di pesca e non sono stata l’unica a pensare che si trattasse di una peculiarità locale: ci saremmo aspettati un articolo determinativo al posto della preposizione.

E invece abbiamo solo dimostrato di essere degli ignorantoni: bandita è un sostantivo e descrive un territorio in cui sono proibiti caccia o pesca. A differenza della riserva, nella bandita la caccia non è consentita neanche al proprietario del terreno.

border / boundary / edge / perimeter network

Cosa distingue border network da boundary network, da edge network e da perimeter network? In questo caso analizzare i singoli termini da un punto di vista lessicale non aiuta a identificare il significato specifico, né a scegliere la terminologia in altre lingue: in inglese border, boundary, edge* e perimeter indicano tutti un tipo di delimitazione.

Come spesso accade in informatica, termini generici possono assumere significati specifici per designare concetti particolari. In questi casi, come già accennato, i termini vanno visti come "etichette" e si deve lavorare soprattutto sul concetto che rappresentano e il contesto di utilizzo nella lingua di partenza. Sono ovviamente di grande aiuto le relazioni tra i concetti descritte nelle voci dei database terminologici orientati al concetto.

Anche se non si dispone di un sistema di gestione della terminologia può essere utile rappresentare graficamente le relazioni tra concetti ottenute analizzando il loro contesto di utilizzo. Un esempio con una ricerca in Microsoft Technet partendo da perimeter network:

fare clic sull'immagine per ingrandirla

Si può ricavare che perimeter network e edge network sono due etichette per lo stesso concetto (sinonimi, quindi nella lingua di arrivo si può optare per un unico termine) e che border network e perimeter network rappresentano concetti coordinati, ovvero in un sistema concettuale gerarchico appartengono allo stesso livello e condividono tutte le caratteristiche a parte quella che li differenzia, in questo caso la “zona” della rete:

 http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc700828.aspx

Boundary network non rappresenta invece un concetto direttamente correlato agli altri. 

Dopo aver valutato anche gli altri concetti subordinati, coordinati e correlati e la terminologia già esistente, si potrà prendere le decisioni che si ritengono più adeguate  per la lingua di arrivo. Nei prodotti Microsoft italiani, ad esempio, perimeter network e border network sono stati resi con rete perimetrale e rete di confine: entrambe le soluzioni indicano un tipo “fisico” di limite (la zona che circoscrivono). Per boundary network è stato invece scelto rete di delimitazione per evidenziare la funzione all’interno di un sistema di reti logiche.
.


* Aggiornamento – Per chi arriva qui cercando il significato di edge networking:
* probabilmente l’argomento cercato è relativo a EDGE (Enhanced Data rates for GSM
* Evolution), uno standard di telefonia mobile. 


Vedi anche Silenzio… the server is quiescedDomande sulle risposte e Che relazione c’è tra obsoleto, disapprovato e deprecato? per altri esempi di significato generico e significato specializzato e Tasti di scelta rapida per un esempio e rappresentazione grafica di concetti subordinati.