Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post di marzo 2009

T come Terminologo (ovvero "persona a T")

Post pubblicato il 14 maggio 2008 in blogs.technet.com/terminologia

Non conoscevo l’espressione persona fatta a T ma mi sembra molto azzeccata e la segnalo. Dal blog di Alfonso Fuggetta:

… vuol dire che una persona deve avere una competenza forte in una specifica materia, un know-how che la rende capace di approfondire un tema in modo dettagliato e competente (per esempio, Service Oriented Architecture o nuovi modelli di business per l’ecommerce). Al tempo stesso, ogni persona deve avere la capacità anche di comprendere e intendere uno spettro ampio di temi e problematiche. Deve essere, appunto, fatto a "T", con l’asta verticale che rappresenta la specializzazione e quella orizzontale l’apertura.

Mi piace pensare che persona a T ben si adatti alla figura del terminologo, che deve avere competenze specifiche ma deve anche spaziare in ambiti a volte insoliti (cake paper è un esempio frivolo ma dovrebbe rendere l’idea).

Nel team in cui lavoro, Language Excellence, c’è una combinazione eclettica di background ed esperienze e ogni terminologo ha aree di specializzazione interlinguistiche a cui gli altri colleghi fanno riferimento. Un esempio che mi riguarda: sono interessata alla comunicazione interculturale e ho definito le linee guida per le analisi linguistiche di globalizzazione e localizzabilità di cui si occupa il mio team (ne ho parlato a Localization World Seattle 2007).

Office 2007: correttore ortografico contestuale

Post pubblicato il 21 gennaio 2009 in blogs.technet.com/terminologia

I correttori ortografici tradizionali analizzano ciascuna parola di un testo e la ritengono corretta se è presente nel loro dizionario. Nelle lingue ricche di omofoni, però, sono molto comuni gli errori in cui vengono confuse parole che hanno la stessa pronuncia ma ortografia diversa, ad es. in inglese lose e loose o it’s e its. In questi casi i correttori ortografici tradizionali non servono a molto. 

contextual spelling Il correttore ortografico contestuale di Office 2007, invece, aiuta a evitare questo tipo di errore in inglese, tedesco e spagnolo. Viene analizzato il contesto definito dalle parole adiacenti per determinare se sia stata usata la forma corretta, ad es. nella sequenza inglese *their the best example un aggettivo possessivo non può essere seguito da un articolo determinativo e il correttore suggerirà they’re.

Gli errori identificati dal correttore ortografico contestuale sono sottolineati da una linea ondulata blu e distinti così da quelli di ortografia o battitura, segnalati invece da una linea ondulata rossa. Anche in questo esempio le parole evidenziate sono corrette se analizzate individualmente (ad es. bee=ape) ma errate nel contesto in cui appaiono:

esempio di correzione ortografica contestuale

Per l’italiano si avverte meno l’esigenza di questo strumento: spesso gli omofoni italiani hanno la stessa grafia, es. il sostantivo do e la voce verbale do, e negli altri casi le differenze dovrebbero essere note, ad es. la preposizione da e il verbo oppure articolo+sostantivo la vista e pronome+verbo l’ha vista. Chi è stato attento alle elementari non dovrebbe avere problemi ma, a giudicare da certi errori che si vedono in giro, forse non è il caso di essere troppo ottimisti…

Alcuni errori di ortografia non identificabili dal correttore ortografico italiano sono comunque gestiti dalla Correzione automatica di Office:

Correzione automatica di Office con alcuni esempi nell'elenco di correzioni automatiche

Per saperne di più sul correttore ortografico contestuale: Office Natural Language Blog e Office Hours: The next generation of the spell checker

Vedi anche: Il correttore ortografico e l’effetto Cupertino.

    

Sidecar file – file collaterale

Post pubblicato il 19 gennaio 2009 in blogs.technet.com/terminologia

sidecar

In contesto di file multimediali in genere il termine sidecar file fa riferimento a un file XMP in cui possono essere registrati i metadati relativi a una risorsa, contenuti così in un file “esterno” ma collegato al file della risorsa, con cui condivide il nome (ma non l’estensione): ecco la metafora del sidecar.

Incontrando per la prima volta sidecar file in materiale da localizzare in italiano si potrebbero valutare varie opzioni, ad es. il calco file sidecar o un’equivalenza pragmatica, ad es. file correlato o file esterno XMP, ma in questo caso non sarebbe l’approccio da preferire.

Va infatti considerato che le specifiche XMP sono state definite da Adobe, che ha diffuso il termine sidecar file usandolo in vari prodotti (es. di Photoshop qui) e quindi, appurato che anche nel prodotto Microsoft sidecar file fa riferimento a questo tipo di contesto, va favorita la coerenza con la terminologia già usata nel mercato italiano, file collaterale (es. localizzato qui): chi ha già familiarità con il concetto lo riconoscerà e non dovrà imparare un nuovo termine.

Il Portale linguistico Microsoft è a disposizione di chi abbia la necessità di fare questo tipo di ricerche per la terminologia Microsoft ma anche altri produttori di software rendono facilmente consultabile il loro materiale, come accennato in Documentazione multilingue

   
PS  Grazie a Sabina per avermi dato l’idea per questo post.

Fotocamere e macchine fotografiche digitali

Post pubblicato il 16 gennaio 2009 in blogs.technet.com/terminologia

Oggi sono usciti i primi ritratti ufficiali di Barack Obama. Il Corriere ne parla in Prima foto ufficiale di un presidente americano con una macchina digitale.

Ho notato il titolo perché è da un po’ che faccio attenzione a cosa si dice in italiano per descrivere gli apparecchi che scattano foto digitali.

la foto nonc'entra niente, se non che è stata fatta con una fotocamera digitale... Il supporto alla fotografia digitale è presente in molti prodotti Microsoft, da parecchi anni. L’inglese digital camera è stato subito localizzato in italiano con il calco  fotocamera digitale: è il termine usato in ambito professionale e dai produttori degli apparecchi ed è ampiamente documentato. 

Mi sono però sempre domandata se, con la diffusione della tecnologia in ambito non specializzato, sarebbe stato confermato fotocamera digitale anche nell’uso comune oppure se sarebbero apparse alternative più vicine al termine tradizionale, macchina fotografica.

In effetti ho visto che macchina fotografica digitale si sta diffondendo sempre di più, seguito a distanza da macchina digitale (es. del titolo del Corriere).

La mia sensazione è che nel linguaggio comune si affermerà macchina fotografica per indicare le fotocamere digitali e invece nasceranno dei retronimi, ad es. macchina fotografica tradizionale, per far riferimento ai modelli con pellicola.

Intanto nei prodotti Microsoft continueremo a usare fotocamera digitale.
   

PS  L’articolo del Corriere conteneva un falso amico, poi corretto: il termine fotografico lens tradotto con lente mentre sarebbe appropriato obiettivo