Phishing: truffa, spillaggio, abboccamento?
Oggi durante un breve scambio sull’opportunità di privilegiare termini italiani a prestiti inglesi ho pensato a phishing, entrato in italiano solo da qualche anno ma comunemente usato e registrato dai principali dizionari, ad es. definizione e origine nel Devoto Oli:
| Truffa informatica effettuata inviando un’e-mail con il logo contraffatto di un istituto di credito o di una società di commercio elettronico, in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.) motivando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico. Variante grafica di fishing ‘pesca’ || 2004 |
In inglese il ph iniziale risulterebbe dall’analogia con phone phreaking, un tipo di truffa telefonica: in entrambi i casi si cerca di far abboccare il malcapitato e “pescare” i suo dati.
Molte lingue hanno adottato il prestito phishing, alcune invece hanno cercato di riprodorre la metafora originale, ad esempio l’arabo التصيد الاحتيالي, “pesca fraudolenta”, il catalano pesca electrònica, lo svedese nätfiske (nät=rete, fiske=pesca) e il francese hameçonnage, dal verbo hameçonner, “prendere all’amo” (fonte: Portale linguistico Microsoft).
Non credo che per l’italiano sarebbero state possibili soluzioni simili e in effetti i tentativi di “localizzare” che inizialmente si sono visti in giro non hanno avuto molto seguito:
| ▄ | abboccamento non ha il significato che gli si vorrebbe dare e non rende l’idea del tipo di truffa, solo le conseguenze |
| ▄ | spillaggio (da spillare) è poco trasparente e implica un’azione continuata |
| ▄ | pesca fraudolenta fa pensare ad attività solamente ittiche |
| ▄ | frode e truffa informatica/online sono troppo generici e non identificano il tipo di inganno |
| ▄ | appropriazione indebita/fraudolenta di dati personali, furto di identità telematico, ecc. sono lunghi e non efficaci: vengono percepiti come descrizioni e non termini |
Ancora una volta il prestito risolve in parte il problema: phishing è abbastanza breve e facile da memorizzare e identifica in modo univoco un concetto specifico. Sono però perse le connotazioni del termine originale, ad es. il richiamo all’aggettivo fishy.
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Sulla gestione dei neologismi, vedi anche: Attenzione alle spalle.
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Tag: metafore, neologismi, prestiti
Pubblicato il giorno 23 marzo 2009 alle 19:40 e archiviato in altre lingue, inglese, italiano, terminologia.
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24 marzo 2009 10:05
Mara:
Sempre molto interessanti i tuoi post, Licia.
Per quanto riguarda la perdita, credo che ogni traduzione implichi necessariamente un grado di perdita di significato/significante. Se ci pensi sono più rari i casi in cui non si ha alcuna perdita che il contrario
Mara
24 marzo 2009 12:18
Licia:
@ Mara: è proprio così
Di tutti i termini di cui ho parlato finora, direi che un caso in cui il termine italiano è forse più efficace e comunicativo di quello inglese è animoticon (vedrò di aggiornare il post con informazioni che avevo pubblicato altrove…).