Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

È cambiato lo stile dei messaggi?

Il punto (e la virgola) della crisi in Mediablog riprende un commento del Financial Times, Welcome back, semicolon; cu l8r, informality, e si domanda se la crisi economica influenzi il modo di scrivere email e SMS, facendo preferire uno stile più formale che evita espressioni colloquiali:

Nella valanga di email che riceviamo negli ultimi tempi è ricomparsa la punteggiatura: punti, virgole, punti e virgola hanno ripreso il posto che compete loro. Anche i confidenziali “ciao”, “hola”, “hey” e gli attacchi senza nessun tipo di saluto diventano sempre più rari. Al loro posto ricompare una certa formalità “pre-email”, quella delle lettere, per intenderci: “Gentilissimo”, “Caro”, “Buongiorno” e così via. Anche il momento del congedo non si sottrae a formalismi di altri tempi: “Distinti saluti”, “Cordialmente”, perfino il “Porgo cordiali saluti”. Maiuscole e firma con nome e cognome sono magicamente ricomparse.

Non sono del tutto convinta. Per quel che mi riguarda, non mi pare di aver mai ricevuto un messaggio in italiano con hey o hola, tantomeno con le forme abbreviate da SMS. Mi sembra poco probabile che ciao scompaia tra chi si dà del tu e dubito sia mai stato usato in messaggi formali. In tutti questi anni, sia in inglese che in italiano, ho continuato a vedere forme di saluto sia all’inizio che alla fine della maggior parte dei messaggi.

Mi viene da pensare che gli esempi citati in Mediablog siano una “localizzazione” del testo inglese e non effettivi esempi italiani. O forse con colleghi e amici faccio parte di una fascia di età che non si era mai accorta dei cambiamenti di stile e continuava a seguire forme di comunicazione più tradizionali…  

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3 commenti a “È cambiato lo stile dei messaggi?”

  1. 18 marzo 2009 23:45

    Neanch’io ho notato il fenomeno descritto dal Corriere.

    Enrico

  2. 19 marzo 2009 18:15

    Io si, anche se non in questi termini. Personalmente nell’ambiente di lavoro non mi è capitato (o non ricordo) ma quando mi scrivono “privatamente” per chiedermi qualcosa come traduttore mi è capitato mi dessero del tu o si permettessero uno stile molto “soft”. Qualcosa del genere è capitato anche alla Carrada che ne fece un post.

    Saluti

    Mara

  3. 19 marzo 2009 18:54

    @ Mara
    Io sono abituata al “tu”, la norma nel mio ambito di lavoro. Devo dire, però, che specialmente con persone che non ho mai incontrato di persona, lo stile non è mai stato informale, anzi, ad es. “Buongiorno Licia” è la formula di apertura che ho sempre visto di più, ma è così da sempre, non un fenomeno recente 🙂

    Licia