Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post di marzo 2009

Vantaggi degli errori di battitura…

Grazie a una svista sui manifesti elettorali, in Irlanda si sta parlando molto di una candidata che finora era sconosciuta ai più. Gli errori come nuovo strumento per attirare l’attenzione?

thouands

In ogni caso, divertente la descrizione dell’aspetto della candidata nell’Irish Times, “a fada over her left eye”. È un riferimento all’accento acuto (fada) usato in alcune parole irlandesi.

Sempre in Irlanda, la Garda Síochána si sta domandando chi abbia appeso due ritratti poco lusinghieri* del taoiseach Brian Cowen in due musei di Dublino (un emulo di Banksy?). Garda (Síochána) /’gɑ:rdə ‘ʃɪ:xɑ:nə/ e Gardaí /’gɑ:rdi/ sono la polizia e i poliziotti irlandesi mentre l’apparentemente impronunciabile taoiseach /’ti:ʃəx/ è il capo del governo. 

* Aggiornamento: il servizio della televisione nazionale irlandese RTÉ, poi “censurato”, qui.
      

Vedi anche: Pronuncia di nomi propri stranieri

Phishing: truffa, spillaggio, abboccamento?

Oggi durante un breve scambio sull’opportunità di privilegiare termini italiani a prestiti inglesi ho pensato a phishing, entrato in italiano solo da qualche anno ma comunemente usato e registrato dai principali dizionari, ad es. definizione e origine nel Devoto Oli:

Truffa informatica effettuata inviando un’e-mail con il logo contraffatto di un istituto di credito o di una società di commercio elettronico, in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.) motivando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico.  
Variante grafica di fishing ‘pesca’ || 2004

In inglese il ph iniziale risulterebbe dall’analogia con phone phreaking, un tipo di truffa telefonica: in entrambi i casi si cerca di far abboccare il malcapitato e “pescare” i suo dati.

immagine tratta dall'articolo Spyware e Malware: chi ci spia? in TechnetMolte lingue hanno adottato il prestito phishing, alcune invece hanno cercato di riprodorre la metafora originale, ad esempio l’arabo  التصيد الاحتيالي, “pesca fraudolenta”, il catalano pesca electrònica, lo svedese nätfiske (nät=rete, fiske=pesca) e il francese hameçonnage, dal verbo hameçonner, “prendere all’amo”  (fonte: Portale linguistico Microsoft).

Non credo che per l’italiano sarebbero state possibili soluzioni simili e in effetti i tentativi di “localizzare” che inizialmente si sono visti in giro non hanno avuto molto seguito:

abboccamento non ha il significato che gli si vorrebbe dare e non rende l’idea del tipo di truffa, solo le conseguenze
spillaggio (da spillare) è poco trasparente e implica un’azione continuata 
pesca fraudolenta fa pensare ad attività solamente ittiche
frode e truffa informatica/online sono troppo generici e non identificano il tipo di inganno
appropriazione indebita/fraudolenta di dati personali, furto di identità telematico, ecc. sono lunghi e non efficaci: vengono percepiti come descrizioni e non termini

Ancora una volta il prestito risolve in parte il problema: phishing è abbastanza breve e facile da memorizzare e identifica in modo univoco un concetto specifico. Sono però perse le connotazioni del termine originale, ad es. il richiamo all’aggettivo fishy.



Sulla gestione dei neologismi, vedi anche:
Attenzione alle spalle.

Digital fiction – Narrativa digitale!

Ho scoperto solo ieri (grazie Vincenzo!) il sito della Penguin We Tell Stories: sei classici rivisitati da sei scrittori in sei settimane attraverso i social media. Un esperimento davvero riuscito, mi sono divertita molto. E a quanto pare la Penguin ha nuovi progetti in cantiere.

We Tell Stories

Pronuncia di nomi propri stranieri

A una radio la scomparsa dell’attrice Natasha Richardson è stata annunciata nominando anche il marito “laiam” Neeson. Liam (equivalente irlandese di William) si pronuncia invece più o meno come è scritto, con l’accento sulla i.

La pronuncia del nome di persone straniere note può essere verificata nel sito Come si pronuncia?, ad es. qui la differenza tra Ralph Fiennes e Ralph Lauren. Facendo la ricerca per cognome si trova Liam Neeson e si può anche fare riferimento a un altro nome tipicamente irlandese, Liam Gallagher, qui.

GalwayL’ortografia di molti nomi propri irlandesi, come ad es. Siobhán, Áine, Eoghan, Niamh, Saoirse, Tadhg, rende la pronuncia difficile da indovinare. In Baby Names of Ireland si può ascoltare pronuncia e storia dei nomi più diffusi dalla voce di Frank McCourt. Gli italiani rimangono spesso perplessi da Gráinne e Seamus, che suonano un po’ come “grogna” e “scemus”…

Aggiornamento Chi sta cercando informazioni sul nome dell’attrice Saoirse Ronan può ascoltare la pronuncia qui.

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Vedi anche: Guida pratica alla pronuncia dei termini stranieri  (via Taccuino di traduzione), i post Parla come mangi 1, 2 e 3 e altri post con tag pronuncia

È cambiato lo stile dei messaggi?

Il punto (e la virgola) della crisi in Mediablog riprende un commento del Financial Times, Welcome back, semicolon; cu l8r, informality, e si domanda se la crisi economica influenzi il modo di scrivere email e SMS, facendo preferire uno stile più formale che evita espressioni colloquiali:

Nella valanga di email che riceviamo negli ultimi tempi è ricomparsa la punteggiatura: punti, virgole, punti e virgola hanno ripreso il posto che compete loro. Anche i confidenziali “ciao”, “hola”, “hey” e gli attacchi senza nessun tipo di saluto diventano sempre più rari. Al loro posto ricompare una certa formalità “pre-email”, quella delle lettere, per intenderci: “Gentilissimo”, “Caro”, “Buongiorno” e così via. Anche il momento del congedo non si sottrae a formalismi di altri tempi: “Distinti saluti”, “Cordialmente”, perfino il “Porgo cordiali saluti”. Maiuscole e firma con nome e cognome sono magicamente ricomparse.

Non sono del tutto convinta. Per quel che mi riguarda, non mi pare di aver mai ricevuto un messaggio in italiano con hey o hola, tantomeno con le forme abbreviate da SMS. Mi sembra poco probabile che ciao scompaia tra chi si dà del tu e dubito sia mai stato usato in messaggi formali. In tutti questi anni, sia in inglese che in italiano, ho continuato a vedere forme di saluto sia all’inizio che alla fine della maggior parte dei messaggi.

Mi viene da pensare che gli esempi citati in Mediablog siano una “localizzazione” del testo inglese e non effettivi esempi italiani. O forse con colleghi e amici faccio parte di una fascia di età che non si era mai accorta dei cambiamenti di stile e continuava a seguire forme di comunicazione più tradizionali…  

San Patrizio, pizzicotti e “Oirishness”

Oggi è St. Patrick’s Day, festa nazionale irlandese. Chissà se in tempi di crisi economica alla parata di Dublino c’è la solita invasione di americani, molti vistosamente vestiti di verde, come quando abitavo lì.

comics.com/pickleIn alcune parti degli Stati Uniti chi non indossa qualcosa di verde il 17 marzo rischia di prendersi qualche pizzicotto. Chi vive in Irlanda, invece, può stare tranquillo. 

Viene in mente l’aggettivo Oirish, modellato sulla pronuncia irlandese esagerata di Irish, per descrivere quanto è considerato tipicamente irlandese ma in effetti è uno stereotipo. L’aggettivo è spesso associato all’immagine idealizzata dell’Irlanda che hanno gli Irish-American e che negli anni è stata rinforzata da molti film americani (ne parla oggi l’Irish Independent in Heard the one about the drunk, horny leprechaun?).  immagine dalla ClipArt di Office

Oirish è forse un po’ l’equivalente irlandese del nostro “pizza e mandolino”. Qualche esempio con la ricerca irlandese nella ClipArt di Office: shamrock, capelli rossi (più tipici quelli neri), birra verde (bevuta solo da americani!), pentole d’oro con arcobaleno e leprechaun

Parole curiose: Schlittschuhschritt

Schlittschuhschritt Verboten - cartello sulla pista Lottensee a Seefeld

Ci sono parole straniere che colpiscono e diventano argomento di conversazione. È successo tra italiani davanti a un cartello che vietava il passo pattinato su una pista di sci di fondo in Austria: Schlittschuhschritt ha solo 3 vocali ma ben 16 consonanti, di cui molte ripetute, e per chi non mastichi un po’ di tedesco sembra quasi una parola inventata o uno scioglilingua.

E a proposito di passo pattinato, ancora una volta ho notato che chi traduce le notizie di agenzia al Corriere della Sera non sempre verifica i termini inglesi che non riconosce: in ambito di sport invernali cross country race è una gara di sci di fondo e non di “cross country sulla neve”.

Sempre sullo sci di fondo, in una bozza di traduzione ho visto he practices bottom ski


Vedi anche: Vocali, vocali, vocali e altri post che parlano di cartelli.


Eponimi in informatica

Le mie competenze gastronomiche sono limitate, come il mio contributo al post di Mara sugli eponimi in cucina. Posso però aggiungere qualche esempio di eponimi nel software, dove si trovano sia termini usati anche in altri settori (ad es. calendario giuliano, calendario gregoriano, prodotto cartesiano, tipi di carattere quali Bodoni e Garamond, ecc.) che eponimi che appaiono prevalentemente in ambito informatico.

Qualche esempio con i termini inglesi e i loro equivalenti italiani:

Andrew File System file system Andrew File system distribuito sviluppato alla Carnegie-Mellon University, prende il nome dai fondatori dell’università, Andrew Carnegie e Andrew Mellon
ACIS (Andy, Charles’, Ian’s System) ACIS Motore di modellazione 3D; l’acronimo deriverebbe dalle iniziali dei nomi dei creatori, Alan Grayer, Charles Lang and Ian Braid, seguito da System o Spatial, o coinciderebbe con il nome inglese del personaggio mitologico Aci
Bezier curve curva di Bézier Un tipo di curva usata in computer grafica, dal nome dell’ingegnere francese Pierre Étienne Bézier
Black-Scholes Black-Scholes Un algoritmo che prende il nome da Fischer Black e Myron Scholes
Boolean booleano Relativo a operatori logici, dal matematico inglese George Boole
Bourne shell Bourne shell Shell per UNIX sviluppata da Steve Bourne
Boyce-Codd Normal Form forma normale di Boyce-Codd Un livello di normalizzazione (processo di organizzazione dei dati) nei database relazionali, definito da Raymond Boyce ed Edgard Codd
Gantt chart diagramma di Gantt Diagramma per la rappresentazione di attività su un asse temporale, da Henry Gantt
Gaussian Blur sfocatura gaussiana Effetto applicato a un’immagine (vedi sotto), con riferimento a Carl Friedrich Gauss
Kerberos Kerberos Protocollo di autenticazione, dal nome inglese della figura mitologica Cerbero
Pascal Case/Casing Pascal Case (anche notazione Pascal) ConvenzioneDiScrittura in cui le parole che compongono un elemento sono scritte senza spazi e con l’iniziale maiuscola, dall’uso nel linguaggio Pascal (in onore di Blaise Pascal)
Perlin Noise Perlin Noise (anche Rumore di Perlin) Una tecnica sviluppata da Ken Perlin per aumentare il realismo nella computer grafica
   
immagine originale  immagine con sfocatura gaussiana
Immagine originale Immagine con sfocatura gaussiana

    

Aggiornamento 8 aprile 2009 – Ho notato un po’ di traffico su questa pagina generato da ricerche sulla pronuncia di Scholes: si può sentire qui.

Guide di stile inglesi

fare clic qui per scaricare la BBC News Style Guide in formato PDFHo sempre trovato molto interessanti due note guide di stile inglesi, quella di The Economist e quella della BBC. Hanno molte informazioni utili anche per chi non è di madrelingua e soprattutto riescono a essere piacevoli da leggere: non manca lo humour tipicamente inglese (e le frecciatine agli americani).

Solo recentemente ho scoperto la guida di stile di The Guardian, organizzata in voci ordinate alfabeticamente, di solito brevissime. Viene dato spazio soprattutto all’ortografia ma se si apprezza lo “stile Guardian” è comunque divertente dare un’occhiata ad alcune spiegazioni e indovinare come mai siano state incluse certe voci.

Anche la guida di stile di The Times segue il formato glossario; è sicuramente utile per i professionisti del settore, forse meno per un pubblico generico al di fuori del Regno Unito.

Valigette, dati e sincronizzazione

Leggo qui che sta per essere chiuso il servizio Yahoo! Valigetta (in inglese Yahoo! Briefcase). Non ho mai usato questo servizio ma mi ha subito fatto pensare all’evoluzione di una funzionalità introdotta in Windows 95 per sincronizzare file tra due computer non collegati in rete, in inglese (My) Briefcase.

Nella terminologia adottata nella maggior parte delle versioni localizzate di Windows era stata mantenuta la metafora originale della valigetta (ad es. Aktenkoffer in tedesco, maletín in spagnolo, porte-documents in francese ecc.). In italiano, invece, per facilitare la comprensione degli utenti era stato scelto un termine esplicito: Sincronia file

Anche se non era mantenuta l’associazione tra il nome icona My Briefcasedella funzionalità e la sua icona, una valigetta, va considerato che all’epoca le icone erano abbastanza rudimentali e per parecchi utenti, anche di madrelingua inglese, il collegamento tra immagine e concetto rappresentato non era sempre ovvio e andava comunque appreso: in alcuni casi diventa accettabile rinunciare ad alcune “caratteristiche” del termine originale se il termine localizzato presenta altri vantaggi.

Nel frattempo Windows Vista ha introdotto Sync Center, una nuova funzionalità di sincronizzazione, più icona Centro sincronizzazioneavanzata e destinata a soppiantare Briefcase (ancora disponibile per file non accessibili in rete). Come prevedibile, il termine italiano è Centro sincronizzazione ed è interessante notare che, grazie alla terminologia, per gli utenti italiani l’evoluzione Sincronia file à Centro sincronizzazione è sicuramente più trasparente che in altre lingue, con un impatto positivo sulla curva di apprendimento.

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Vedi anche: post che parlano di lavoro terminologico e curva di apprendimento.

PS  Non so perché per Windows 95 fosse stato scelto sincronia e non sincronizzazione, forse problemi di spazio o forse all’inizio degli anni 90 il concetto di sincronizzazione riferito a dati non era così diffuso come ora.

Dizionari Zanichelli consultabili online

Anche la Zanichelli ha deciso di rendere disponibili online due dei suoi più noti dizionari, lo Zingarelli per l’italiano e il Ragazzini per l’inglese.

La consultazione è a pagamento (12 € all’anno) ma mette a disposizione la versione completa dei contenuti e permette di eseguire ricerche avanzate: si differenzia quindi dal servizio offerto per altri dizionari italiani online che è gratuito ma in genere dà accesso a una versione ridotta delle opere.

Maggiori informazioni nel sito Zanichelli.

icone dizionari Zanichelli per iPhone in App Store Aggiornamento 11/12/2009: lo Zingarelli 2010 e il Ragazzini 2010 sono ora disponibili anche nella versione per iPhone, informazioni qui e qui.

Scelte terminologiche: ringare, Rrring! e trillo

Alla radio c’è una pubblicità insistente per un servizio di informazioni telefoniche che si conclude con l’esortazione “Ringa 12 54”. Pensavo di aver capito male e invece dicono proprio ringa!! Difficile stabilire se il creativo che ha avuto l’idea abbia coniato una voce onomatopeica modellata sullo squillo del telefono o se si tratti invece di un calco del verbo inglese (britannico) ring. Trovo ringare orribile, tra l’altro suona molto simile a ringhiare

Nudge Mi ha fatto però pensare alla localizzazione del termine inglese nudge, letteralmente “dare una gomitatina”, che in Windows Live Messenger indica un segnale visivo e acustico per attirare l’attenzione di chi partecipa a una conversazione e che in tedesco è stato reso in maniera davvero efficace, Rrring!

Quando si ha a che fare con un termine inglese che non ha un equivalente nella lingua di arrivo (o magari ce l’ha ma non è adatto al contesto o al registro) ci sono varie opzioni, ad esempio si può creare un neologismo (come Rrring!) , oppure si può definire un nuovo termine ricorrendo a una parola o un’espressione esistenti, anche se meno specifici, decidendo quali aspetti del concetto debbano essere privilegiati o resi espliciti e a quali si possa eventualmente rinunciare.

Spesso lingue diverse ricorrono a strategie diverse: nel caso di nudge, alcune hanno scelto un termine descrittivo, come chamar a atenção in portoghese (Brasile), altre hanno adottato il prestito nudge, c’è invece chi ha evidenziato l’aspetto “fisico” del verbo inglese, ad es. toque in portoghese (Portogallo), e chi quello sonoro, ad es. zumbido in spagnolo. Il termine italiano trillo invece comunica che si tratta di un segnale acustico ma dovrebbe riuscire a dare anche l’idea della vibrazione (segnale visivo).

Per le scelte fatte da altre lingue: la funzione di ricerca nel Portale linguistico Microsoft.

Eponimi inglesi (e capi di abbigliamento)

L’articolo 30 words inspired by 29 people and an elephant elenca parole inglesi che derivano da nomi propri. In alcuni casi esiste un equivalente italiano, subito riconoscibile come eponimo (ad es. machiavellico), in altri casi il calco dall’inglese e la relativa etimologia sono meno ovvi, ad es. linciare.

salamandraMi ha sempre incuriosita il termine inglese gerrymandering, la pratica di disegnare i collegi elettorali in modo che siano favorevoli a un certo candidato. È una parola macedonia nata dalla sintesi di Gerry (il nome del candidato) e salamander, dalla forma tortuosa che aveva assunto il collegio elettorale.

Altro dettaglio: in inglese parecchi riferimenti all’abbigliamento derivano da nomi propri di persona o luogo. Oltre a cardigan, leotard, wellingtons, raglan sleeve, citati nell’articolo, mi vengono in mente anche balaclava, bermuda, panama (hat), plimsoll, spencer, teddy, stetson e trilby (e sicuramente ce ne sono molti altri).

Invece il giaccone che in italiano si chiama montgomery, dal nome del generale, in inglese è duffel coat. Altro falso amico è smoking, in inglese tuxedo (dal Tuxedo Park country club), il che mi fa pensare a un errore che ho visto recentemente sul Corriere quando è stata riportata la notizia che era morto Socks, l’ex gatto dei Clinton. Un riferimento in inglese:

Socks was what feline-lovers call a tuxedo cat – mostly black with white down the front and belly and on his feet, suggesting a fashionable dandy in a black satin evening jacket with a snowy shirt peeping out. (Huffington Post)

Il giornalista Elmar Burchia in Morto Socks, il gatto dei Clinton non ha capito che tuxedo faceva riferimento all’aspetto del gatto e ha pensato si trattasse della razza:

articolo del Corriere

“Slide deck” e presentazioni di PowerPoint

Da qualche anno sembra che dal vocabolario di molti colleghi americani, perlomeno nelle PowerPoint deckcomunicazioni informali, siano scomparsi slides, PowerPoint file, presentation e sinonimi per essere sostituiti da (slide) deck. Non ci è voluto molto perché i non americani seguissero a ruota: nel mio ambito di lavoro, ma non solo, quando si parla inglese deck sta diventando il modo più comune per descrivere sia il file di una presentazione come pure la presentazione stessa (ad es. “we presented a deck which focused on the new features”).

Io invece mi rifiuto di usarlo. Non capisco il vantaggio di introdurre un termine gergale che non è molto più breve e soprattutto non più trasparente di slide o presentation o anche PPT file, termini che, proprio per il loro uso specifico, evitano ambiguità perché richiamano immediatamente il concetto di presentazione (deck invece può avere vari significati). Chiedere ai diretti interessati perché preferiscano deck non aiuta: non sanno rispondere! Scartata l’ipotesi che deck possa far riferimento a un mazzo di carte da  gioco (deck of cards* in inglese americano), rimangono due alternative:

deck descriverebbe la copia stampata delle presentazioni che in passato venivano distribuite ai partecipanti, con i fogli impilati uno sopra l’altro (fonte qui)
deck farebbe riferimento ai caricatori per diapositive “tradizionali”, non elettroniche (però in inglese i caricatori rettangolari si chiamano slide magazine e quelli tondi slide carousel, non deck!)

Strano comunque che slide deck abbia preso piede proprio quando non sono più in molti ad usare caricatori di diapositive e ancora meno ad avere esperienza di presentazioni su carta. Da notare anche che slide deck non sembra essere riconosciuto al di fuori di ambiti specifici (ad es. non si trova ancora nei dizionari) e quindi va considerato come un termine gergale. A questo proposito, ecco cosa mi dice una collega americana:

  Speaking from a baby boomer point of view, I had never heard the term “slide deck” before coming to work here. So I’m not sure if the term is in general use in high tech or not. I asked two friends, both in scientific fields, and they did not know what a “slide deck” was. But once I explained what I meant they easily understood the term. They also believe the term probably started with the use for a set of 35 mm slides that were housed in a rectangular box that fitted on a slide projector used for presentations back in the day.  […]

Intanto io continuo a usare i termini standard e mi fa piacere notare che slide deck non si è ancora intrufolato nella documentazione ufficiale di PowerPoint o altri prodotti.

* pack of cards in inglese britannico

Terminologia etc. di nuovo online

Come dicevo qui, dopo circa un mese di inattività riparte il blog Terminologia etc.

Un grosso grazie a tutti quelli che in vari modi si sono preoccupati di che fine avesse/i fatto. Per quel che mi riguarda, tutto OK. Sarei voluta tornare online un po’ prima ma per vari motivi non ho avuto il tempo per farlo.

Per iniziare, una word cloud con le parole più usate nei vecchi post (quelli che ho appena finito di ripubblicare, precedenti a questo) e fatta con Wordle.

Terminologia etc con Wordle

È stata fatta una ricerca per il mese marzo 2009.