Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Terminologia nonprofit

Post pubblicato il 26 novembre 2008 in blogs.technet.com/terminologia


descrizione iniziativa Le 100 parole della solidarietàIeri ho ricevuto un omaggio che ho gradito molto: la versione 2009 del dizionario Devoto-Oli. In allegato un glossario molto interessante, Le 100 parole della solidarietà, con la terminologia legata alla responsabilità sociale e al mondo del nonprofit. Si può consultare e scaricare qui.

I prestiti sono un fenomeno tipico di vari linguaggi settoriali e quindi me ne aspettavo molti dall’inglese, forse però non in percentuale così alta (25%). Tra questi, un termine che soprattutto in ambito aziendale è usatissimo (troppo, per i miei gusti!):

stakeholder /st’eɪkhəυldər | in it. steik’older/ s. ingl. (pl. stakeholders), in it. sm. e f., invar. ~ Ciascuno dei soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in un progetto o nell’attività di un’azienda (fornitori, dipendenti, abitanti di zone contigue), gli interessi dei quali devono essere calcolati nella gestione aziendale per mantenere efficienti i processi produttivi; pubblico di riferimento. | Propr. “titolare di quote di partecipazione” | 1998.

Interessante anche la nota su nonprofit / no profit nell’introduzione:

«La stessa espressione nonprofit è in fondo un bell’esempio di parola a cavallo tra vecchio e nuovo, tra locale e globale: l’espressione è inglese, come anglosassoni sono le dinamiche economiche utilizzate in questo settore, ma profit è di origine latina, quindi per noi facilmente comprensibile, e nonprofit è caratterizzata da una trasparenza, da un’immediatezza non riscontrabili nella sua burocratica traduzione “senza scopo di lucro”. È probabilmente legata a questo la fortuna che il termine ha sia alla televisione che sui nostri giornali, anche se non a tutti è chiaro come esso debba essere pronunciato (non o no profit) o scritto (nonprofit, come fanno ormai gli americani, non-profit, come continuano a fare gli inglesi più puristi, oppure addirittura no profit, con o senza trattino, come sicuramente non fanno né gli uni né gli altri, ma che piace tanto a noi italiani).»

Altre informazioni su questo progetto qui.

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