Pubblicato il 5 ottobre 2008 in blogs.technet.com/terminologia
Il prestito è un elemento di una lingua straniera che viene accolto nella propria.
Si possono distinguere tipi diversi di prestito:
| ▄ |
in base all’esigenza, prestito di necessità e prestito di lusso |
| ▄ |
in base all’adattamento, prestito integrato e prestito non integrato |
Un tipo particolare di prestito è rappresentato dal calco, dove vengono usati elementi lessicali già presenti nella propria lingua ma modellati sulle strutture di un’altra lingua.
Si possono distinguere tipi diversi di calco:
| ▄ |
calco semantico (di tipo omonimico o sinonimico) |
| ▄ |
calco lessicale, chiamato anche calco (di) traduzione e calco morfologico |
La lezione Avviamento alla Storia della lingua italiana di Ivano Paccagnella (Università di Padova) chiarisce bene le varie differenze con dettagli ed esempi:
|
“I prestiti si definiscono «di necessità», quando la parola viene introdotta (in forma più o meno imitativa dell’originale) contestualmente al nuovo referente: come nel caso di molte parole arrivate con la scoperta dell’America, quali patata, dall’haitiano, per il tramite dello spagnolo, o canoa; o, caffè dal turco e zero dall’arabo; o, più di recente, juke-box e tutta la terminologia informatica (computer, mouse, display, hardware, software, driver, e anche un aggettivo che si riferisce alla comunicazione utente-pc come friendly) dall’angloamericano. I prestiti che si definiscono «di lusso» a rigore sono superflui, perché la lingua già ha in sé le risorse lessicali alternative al termine esotico, ma assumono una connotazione stilistica – com’è il caso di parole brevi e fonoespressive particolarmente accettate dal linguaggio giornalistico, come show, boom, click rispetto a “traduzioni” come ‘spettacolo’, ‘sviluppo (economico)’, schiacciare il puntatore’, che poi sarebbe il mouse (divenuto ormai prestito di necessità) del pc – o di (supposta) promozione sociale: è il caso della preferenza per anglismi quali baby-sitter, manager, week-end rispetto a bambinaia, dirigente, fine settimana.
Il prestito può essere «non integrato» («integrale», «non adattato», a seconda della terminologia adottata), se il vocabolo esotico viene accolto nella forma originaria (e quindi con sequenza di fonemi e morfemi estranei all’italiano), del tipo bar, computer, équipe, lager, tram, o «integrato» («adattato») nel nostro sistema fono-morfologico, al punto tale da renderlo indistinguibile dalle parole del repertorio lessicale autoctono, se non con una competenza etimologica, come ad esempio bistecca dall’inglese beefsteak, ingaggiare dal francese engager. Un tipo peculiare di prestito è il «calco», neologismo formato con materiale indigeno su modello straniero. Il calco può essere «semantico», quando una parola italiana preesistente cambia significato deducendolo da una parola straniera, e si può specificare in calco «omonimico», cioè basato anche sulla somiglianza fonica, come realizzare ‘capire’ sull’inglese to realize, autorizzare ‘permettere’ sul francese autoriser; e calco «sinonimico», cioè basato sulla somiglianza del significato, come fuorilegge sull’inglese outlaw. Oppure può essere «di traduzione», quando si forma un nuovo composto con lessemi italiani traducendo letteralmente i singoli componenti una parola straniera, come grattacielo su skyscraper, ferrovia (che convive con la forma autoctona strada ferrata) sul tedesco Eisenbahn, guerra fredda su cold war.”
|
Per chi vuole scendere ancora più in dettaglio (es. calco strutturale di composizione, calco strutturale di derivazione, ecc.), la lezione Calco linguistico di Raffaella Bombi dell’Università di Udine.
In questo blog, post che parlano di prestiti qui e di calchi qui.
Per i cosiddetti falsi amici, qui.
Tag: calchi, prestiti
Pubblicato
il giorno 27 febbraio 2009 alle 22:29 e archiviato in italiano.
I
commenti e i
trackback da altri siti sono consentiti.