Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Corona digitale, tra termini e parole

Una delle funzionalità più innovative di Apple Watch è il nuovo meccanismo di input per ridurre o ingrandire le dimensioni di visualizzazione (cfr. pinch) e far scorrere (scroll) gli elementi sul display. In inglese si chiama Digital Crown e in italiano Corona Digitale

Corona Digitale. Diamo nuova carica a un’antica tradizione. Ogni prodotto che creiamo è definito da un particolare sistema di input, da un modo nuovo e unico di interagire col dispositivo. Per Apple Watch, questo sistema è la Corona Digitale.

Scelta terminologica indovinata

È una scelta terminologica molto efficace che sfrutta la risemantizzazione attraverso un prestito interno: crown infatti è un termine dell’orologeria che è reso più specifico dall’aggettivo digital (uso metonimico: non è digitale il meccanismo ma la funzionalità).

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Come leggere tra le righe

how to read between the lines
Dark Side of the Horse by Samson

Questa striscia è tradotta dal finlandese e fa notare che l’espressione leggere tra le righe esiste in altre lingue europee, ad es. zwischen den Zeilen lesen in tedesco e leer entre líneas in spagnolo. Sarei curiosa di sapere se la metafora è nata in una lingua e poi è stata adottata da altre o se è così marcata che si è sviluppata indipendentemente in culture diverse.

PS Avete già risposto al mio velocissimo sondaggio? Grazie!

La comunicazione post-linguistica di Apple Watch

Apple WatchIl nuovo dispositivo indossabile di Apple è stato oggetto delle analisi linguistiche di alcuni autori americani.

Cambia il naming: da iWatch a AppleWatch logo

Dopo 16 anni, Apple ha abbandonato il prefisso i di iPod, iPad, iPhone, iTunes, iCloud, non solo per problemi di marchi registrati (il nome iWatch sarebbe stato troppo simile a iSwatch, orologio svizzero) ma anche per evitare che iWatch venisse interpretato come I watch, “osservo, controllo”.

Anche il nuovo servizio di pagamento via iPhone è stato chiamato Apple Pay e non iPay, un segnale che il prefisso i sta diventando datato ed è ormai inflazionato perché usato anche da altri. Apple invece vuole comunicare esclusività e innovazione e probabilmente anche rimarcare la fine dell’era di Steve Jobs, fautore dei nomi con la i.

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Sondaggio: austerity

Cosa vi fa venire in mente la parola austerity? Spero che mi darete il vostro contributo rispondendo all’unica domanda di questo sondaggio velocissimo e del tutto anonimo.

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Per ora non spiego il perché di questa mia richiesta ma seguiranno dettagli.
Grazie a chi risponderà entro il 16 settembre.

PS Mi aiutate a diffondere?

Un insidioso Santuario felino

In italiano un santuario è un edificio o un luogo sacro. In senso figurato può indicare anche
1 – un luogo, concreto o ideale, che si protegge da qualsiasi intrusione esterna o estranea, ad es. il santuario della famiglia 
2 – un rifugio sicuro e inaccessibile dove si è al riparo da cattura, ad es. i santuari del terrorismo; in questa accezione santuario è un calco dell’inglese sanctuary.

North Carolina, ecco il Santuario per gatti ciechi – Fulvio Cerutti in La Stampa 9 settembre 2014Ho notato anche un altro calco dall’inglese, non ancora registrato dai dizionari:
3 – riserva naturale, ad es. santuario marino (cfr. bird sanctuary, wildlife sanctuary).

In inglese sanctuary ha anche un altro significato: descrive il rifugio dove vengono accuditi e curati animali feriti, maltrattati o abbandonati, ad es. senior dog sanctuary o blind cat sanctuary. In questa accezione la traduzione letterale italiana “santuario” è un falso amico, soprattutto se ha iniziale maiuscola.
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Vedi anche: Ami il tuo gatto?

«Brutte nausee, ma siamo eccitati»

Ieri in vari media italiani è apparso un falso amico che è un classico nel suo genere:

William e Kate: arriva il secondo bebè. «Brutte nausee, ma siamo eccitati»

In italiano eccitato vuol dire “agitato, per collera o per qualche passione, passato a uno stato di orgasmo o di eccitamento” (Vocabolario Treccani).

In inglese invece excited vuol dire “entusiasta, estremamente contento” (con minor frequenza può anche significare “stimolato sessualmente”, ma il contesto chiarisce l’accezione).

Coding e programmazione

Testo dal documento La buona scuola: Serve quindi un piano nazionale che consenta di introdurre il coding (la programmazione) nella scuola italiana. A partire dalla primaria: vogliamo che nei prossimi tre anni in ogni classe gli alunni imparino a risolvere problemi complessi applicando la logica del paradigma informatico anche attraverso modalità ludiche (gamification). A partire dall’autunno, dopo Stati Uniti e Inghilterra, lanceremo in Italia l’iniziativa Code. Org […] Mi ricollego a La buona scuola, tra anglicismi e sillabazioni e ai diversi commenti che ha suscitato per aggiungere qualche osservazione sull’uso del termine coding, preferito a programmazione per descrivere le competenze digitali che verranno introdotte nella scuola primaria italiana.

L’iniziativa si chiama Programma il Futuro e l’unica pagina per ora disponibile dà per scontato che il concetto informatico di programmazione sia già noto, non spiega perché venga rinominato in coding ma indica che i due termini sono sinonimi.

Nell’ottica del lavoro terminologico non è una scelta corretta: andrebbe sempre usato un unico termine per identificare in modo univoco un concetto specifico e per differenziarlo dai concetti correlati, in modo da evitare possibili ambiguità (dettagli in Variazione e ripetizione).

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Refusi e legge di Muphry

Un noto quotidiano italiano ha commentato i problemi di ortografia nel documento sulla buona scuola con questo testo:

Refuso: L’origine degli errori […] pottrebbe essere di tipo informatico

Il refuso mi ha subito fatto pensare alla cosiddetta Muphry’s law, già citata in Correttori ortografici ed effetto Cupertino: chi scrive un testo per criticare l’ortografia o la scrittura altrui farà degli errori, che risulteranno lampanti per tutti fuorché il loro autore. È chiaro il riferimento alla notissima legge di Murphy: se qualcosa può andare storto, lo farà.

C’è chi teme la legge di Muphry in modo morboso: è il typochondriac, che rivede in continuazione i testi che scrive, ossessionato dal pensiero di possibili refusi (typos).

Vedi anche: #refusando in inglese: fat finger, thumbo e twypo

La buona scuola, tra anglicismi e sillabazioni

La buona scuola in 12 punti

Ieri il governo ha pubblicato nuove informazioni sulla scuola. Il documento di sintesi in 12 punti ha ricevuto molta attenzione perché erano evidenti diversi errori nella divisione in sillabe di parole a fine riga.

Quasi sicuramente è stato usato software con impostazioni per una lingua diversa dall’italiano. Forse anche chi ha impaginato non era italiano perché è difficile pensare che un professionista non noti errori rilevabili anche dai bambini che hanno fatto la prima elementare. È più difficile invece riconoscere errori di sillabazione in lingue che hanno regole complesse, come l’inglese: dettagli e implicazioni per la localizzazione in Non si sillaba solo a scuola…

Nuove alfabetizzazioni: aumento degli anglicismi?

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Hacking e hackeraggio

Nei titoli sull’appropriazione indebita delle foto private di alcune attrici americane appare spesso il prestito integrato hackeraggio, preferito a quello non integrato hacking. L’uso di entrambi è attestato da parecchi anni in italiano con il significato di “attività esercitata dagli hacker” ma non mi pare che le due parole si equivalgano.

confronto tra hacking e hackeraggio in Google Ngram ViewerMi sembra che in hackeraggio prevalgano le connotazioni negative di hacker come pirata informatico (chi viola un sistema informatico per danneggiarlo o per acquisire dati riservati), mentre hacking può avere un significato più ampio e includere motivazioni “etiche” (cfr. hacktivism) o implicare particolari abilità informatiche, ad es. per testare la sicurezza di un sistema. Anche il registro e il contesto d’uso non sono gli stessi: hackeraggio è più colloquiale e viene usato soprattutto in ambito giornalistico.

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Problemi di gas: nitrogeno e carbonio

Ice Magic: Nitrogen Ice Cream – North South FoodTesto inglese: I’ve seen camps bring tanks of liquid nitrogen just so they can make ice cream for anyone.

Traduzione italiana: Alcuni organizzatori di campi portano intere autobotti di nitrogeno liquido per regalare gelato.

In inglese l’elemento chimico rappresentato dal simbolo N si chiama nitrogen ma in italiano è noto come azoto (nitrogeno è un termine desueto).

C’è un altro gas che in inglese può essere un falso amico: è carbon dioxide, in contesti non specialistici spesso abbreviato in carbon e tradotto erroneamente in italiano con *carbonio. Dettagli in uno dei miei primi post, Calcolatrice del carbonio o di CO2? (e nei commenti qui sotto).

Lo hashtag, l’hashtag e #ashtag

Ho aggiornato #hashtag, parola e simbolo dopo aver visto vari esempi di lo / uno hashtag, un uso errato degli articoli che attribuisco a chi fa prevalere la propria conoscenza della pronuncia inglese sulla grammatica italiana

Come spiega l’Enciclopedia dell’Italiano, i forestierismi selezionano l’articolo secondo le norme morfosintattiche dell’italiano. Nella nostra lingua h è sempre muta, anche nei prestiti da lingue in cui realizza una consonante aspirata, e quindi le parole che iniziano per h sono assimilate alle parole italiane che iniziano per vocale: un handicap, un hacker, l’hardware, l’happy hour, l’hashtag.

Photo: Eyjafjallajökull volcano plume 2010 04 18 by Boaworm - Own work. Licensed under Creative Commons Attribution 3.0 via Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Eyjafjallajokull_volcano_plume_2010_04_18.JPG Per l’ortografia italiana l’anglicismo hashtag risulta ostico e infatti si notano molti refusi, anche nei media. Il più comune è *ashtag, che ha un significato alquanto diverso in inglese: #ashtag è un hashtag nato nel 2010 e usato per aggiornamenti sui vulcani islandesi e le nuvole di cenere (ash) che possono sprigionare.
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Vedi anche: Weekend, whisky, windsurf e Windsor (gli articoli per le parole con iniziale w)

Dati e stime nei tweet di INGV sui terremoti

Nei mesi scorsi l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha sperimentato un nuovo servizio automatico di comunicazione dei terremoti via Twitter, descritto in Su @INGVterremoti tutte le informazioni dei terremoti in tempo reale.

Finora i tweet sono stati strutturati in questo modo:

tweet di esempio INGV

Alcune informazioni sono abbastanza tecniche, ad es. la data è in formato UTC (1 o 2 ore di differenza), quindi INVG sta studiando un modo più semplice e immediato per comunicare. A questo scopo ha preparato alcune domande e ci invita a rispondere per definire il modo migliore per dare informazioni strategiche in situazioni di emergenza, in cui va condiviso il maggior numero di dati nel modo più efficace ed efficiente possibile.

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collaborator ≠ collaboratore

notizia dal sito di Rai News, 23 agosto 2014: Hamas “ha giustiziato altri quattro presunti collaboratori” di Israele, scrive l'agenzia palestinese Maan. […]  Ieri Hamas ha ucciso altri 18 sospetti collaboratori di Israele a Gaza.Nei giorni scorsi alcuni media hanno riportato la notizia, tradotta dall’inglese, che a Gaza alcuni presunti collaboratori di Israele erano stati giustiziati da Hamas.

Non hanno considerato che in inglese la parola collaborator ha due accezioni:
1 neutra, chi partecipa a un progetto o a un’attività, e 2 negativa, un traditore che svolge attività per il nemico.

A causa di 2, le guide di stile americane per la scrittura tecnica includono collaborator tra le parole non politicamente corrette, da evitare sostituendola con coworker o colleague.

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Avete mai sofferto di brain freeze?

brain freezeNo, il brain freeze non è il congelamento del cervello di chi si rovescia in testa il secchio di acqua gelata della Ice Bucket Challenge di cui tanto si parla ultimamente, ma il mal di testa repentino che può venire quando si mangia o beve qualcosa di molto freddo, da cui il nome alternativo ice cream headache. Ha anche un nome scientifico: in inglese sphenopalatine ganglioneuralgia e in italiano ganglioneuralgia sfenopalatina.  

Ne parla 21 fancy medical terms for mundane problems, un elenco divertente di nomi comuni inglesi di banali disturbi con i relativi termini scientifici, alcuni dei quali per nulla ostici per noi  italiani, come morsicatio buccarum (l’irritazione dovuta al morso della guancia, cfr. morsicatio linguarum) e gustatory rhinitis (gli starnuti dovuti a cibo piccante).

Vedi anche: Terminologia medica inglese e italiana