Esodati e vie di esodo
Ultimamente tutti abbiamo imparato il significato di esodato, eppure non è un neologismo: Salvalingua riporta che si trovava già in un decreto del Ministro del Lavoro del 1992. Esodo fa pensare a un’emigrazione volontaria, a una partenza o a uno spostamento di massa (cfr. esodo estivo, esodo di capitali ecc.), però l’incentivo all’esodo, un compenso monetario per risolvere anticipatamente un rapporto di lavoro, riguarda spesso singole persone.
In questo contesto penso che la parola esodo stia acquisendo connotazioni negative e quindi si fa notare quando appare anche altrove. Credo che piaccia molto ai burocrati:

Radiografia delle parole
Uno studio di cui si è parlato recentemente ha usato i corpora di Google Books per analizzare le leggi statistiche che intervengono nel ciclo di vita di alcune parole.
Sono state fatte analisi diacroniche che mostrano, ad esempio, che fino agli anni ‘60 in inglese il termine più frequente per descrivere le radiografie era Roentgenogram e che negli anni ‘30 si preferiva invece radiogram, mentre ora entrambe le parole sono praticamente estinte, soppiantate da X-ray.
Top Language Blogs 2012
Lexiophiles e bab.la hanno compilato l’elenco 2012 dei Top 100 Language Professional blogs, tra cui c’è anche Terminologia etc. Grazie a chi mi ha nominata!
Si può votare fino al 28 maggio in ciascuna delle quattro categorie Language Professional Blogs, Language Learning Blogs, Language Facebook Pages e Language Twitterers.
History – Cronologia
Dopo tanti anni, ricordo ancora le discussioni durante la localizzazione di Internet Explorer, quando dovevamo decidere il termine italiano per history (l’elenco delle pagine visualizzate con il browser in un periodo specifico).
I responsabili del marketing inizialmente spingevano per un calco modellato sul termine inglese, come historique (francese), historial (spagnolo) e histórico (portoghese)*.
LOL: le risate, l’amore e i saluti
In seguito all’inchiesta sulle intercettazioni telefoniche di News of the World, nel Regno Unito è stato riportato sarcasticamente che Cameron concludeva i propri SMS con LOL, acronimo che in lettere informali e cartoline sta per lots of love, ignorando che il significato contemporaneo in SMS e comunicazioni via Internet è invece laughing out loud.
Come prevedibile, nei media italiani viene dato risalto alla notizia traducendo lots of love con “un sacco d’amore” o “molto amore” (e tutte le illazioni del caso), mentre il significato comune è un ben più banale “tanti saluti”, come dicevo qui.
Vedi anche: XOXO: baci e abbracci.
Gli house concerts e la piano battle
A Milano questo fine settimana c’è una bellissima iniziativa, Piano City, durante la quale centinaia di pianisti professionisti e dilettanti aprono le loro case per dei concerti.
L’unica mia perplessità riguarda la comunicazione, infarcita di inglese come spesso accade da queste parti.
I concerti, ad esempio, sono concerts e si dividono in house, city, celebration e guest (ma nel regolamento gli house concert diventano italianissimi concerti nelle case).
Itanglese anche nella presentazione per la trasmissione Caterpillar: Il suo core sono 100 concerti nelle case degli stessi pianisti […] Insieme agli house concerts ci saranno 3 mani [sic, main] events pubblici: una Piano Battle, una Maratona musicale […] e una Piano Night.
E pensare che in tutto il mondo i pianisti usano terminologia in gran parte italiana!
Scaricabile dal sito e sul sito
Alla fine di ogni trasmissione di una nota radio c’è l’annuncio che i podcast sono scaricabili sul sito della radio. Mi suona strano perché mi aspetterei scaricabili dal sito, sottinteso sul proprio computer o dispositivo, e invece così mi viene da pensare che i podcast siano altrove e, volendo, possano essere trasferiti sul sito della radio.
Paure moderne: nomofobia
Qualche mese fa Fritinancy descriveva il neologismo inglese nomophobia, la paura di trovarsi senza cellulare o di non poterlo usare (batteria scarica, mancanza di copertura ecc.). È una parola macedonia composta da no + mobile + phobia.
Ieri ne parlava anche il Corriere, facendo riferimento agli stessi dati, ma dando a nomofobia un significato diverso: Ecco la nomofobia, così si chiama la paura di perdere il cellulare. Anche altri, ad es. il TG1, affermano La paura di perdere il proprio telefonino si chiama “nomofobia”.
Temo sia un ulteriore esempio della scarsa affidabilità dei contenuti tradotti dalla redazioni online dei media italiani.
*pivotale non potrà essere ignorato
G. mi chiede di commentare un aggettivo trovato in un articolo di La Stampa:
| …un processo super-tecnico, ma pivotale per il futuro delle regole sulla proprietà intellettuale e delle loro conseguenze sull’innovazione, che non potrà essere ignorato dai media. |
Guarda la lucertolina!

Insolita presenza nel bagno di una casa in campagna: dallo scarico del lavandino faceva capolino una lucertola.
Prima di portarla all’aperto l’abbiamo osservata da vicino, incuriositi e divertiti. Questa simpatia spontanea per le lucertole mi ha fatto ripensare a un episodio di parecchi anni fa, protagonista un’irlandese per la prima volta in Italia.
SMS ed errori di traduzione
Gli SMS compiono vent’anni. Now 4 billion people know the joy of txt ne racconta la storia, sottolineando l’importanza dello standard GSM, un’iniziativa totalmente europea.
Tutti sanno cos’è un SMS ma mi piacerebbe scoprire perché in italiano e varie altre lingue, ad es. tedesco e spagnolo, il messaggio di testo viene chiamato SMS e non SM, come potrebbe sembrare più logico se si pensa che l’acronimo sta per Short Message Service.
Etimologia di Taser
In inglese e in altre lingue viene comunemente chiamato taser un tipo di arma che fa uso di scariche elettriche per immobilizzare temporaneamente il soggetto colpito.
Taser è un esempio di marchio registrato che ha subito un processo di volgarizzazione tuttora contrastato dall’azienda produttrice (forse proprio per questo nella striscia di Dilbert è usata la grafia alternativa tazer).
Il Kitty-fonino (e altri fonini)
Da qualche anno –fonino è diventato un elemento formativo dell’italiano.
Viene usato con funzione suffissale e, associato a un sostantivo o un aggettivo, crea nomi che evidenziano le caratteristiche distintive di nuovi tipi di telefonini, quali funzionalità aggiuntive, ottimizzazioni o versioni particolari di/per servizi, prodotti, marchi e social network, un aspetto grafico particolare ecc.
Alcuni esempi, tra cui anche qualche uso ironico: TVfonino / tivufonino, videofonino, tablet-fonino, console-fonino, proiettore-fonino, penna-fonino, orologio-fonino, rasoio-fonino, scarpa-fonino, Google-fonino, Facebook-fonino, Microsoft-fonino, Skype-fonino, mela-fonino (iPhone), Disney-fonino, fashion-fonino, Kitty-fonino…
Marchionimi e globalizzazione
Un lettore mi ha segnalato il nome di un prodotto belga a base di patate, venduto in Europa con il nome originale (a sinistra) ad eccezione dell’Italia, dove viene commercializzato come Pata’ Pigna.
È un esempio che sottolinea l’importanza delle analisi linguistiche e culturali nella valutazione dei nomi di prodotti destinati a un mercato globale. Ne accennavo qui: va escluso qualsiasi nome che in altri paesi può risultare offensivo o evocare associazioni indesiderate. .
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Vedi anche: Marketing plurilingue: tradurre o non tradurre?. Sulle patate, qui, qui e qui.
Architetturese (made in USA)
Ironia di Incidental Comics sul linguaggio spesso poco comprensibile della critica architettonica americana:
Anche in italiano abbondano gli esempi di “architetturese” e una traduzione delle vignette sarebbe sicuramente efficace (ma nel penultimo fumetto è vietato l’aggettivo drammatico!).
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Vedi anche: Academese ed -ese, il suffisso “che dà la parola”.




