Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Subtweet → frecciate 2.0

Ieri i media hanno dato risalto a questo subtweet:

Subtweet è un neologismo inglese che descrive un tweet che fa riferimento a un altro utente di Twitter senza però menzionarlo, e cioè senza includere il suo identificativo (handle): nell’esempio Grillo anziché l’identificativo @beppe_grillo. In questo modo la persona oggetto del commento non riceve la notifica che c’è un tweet che la riguarda.

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Inglese farlocco a Venezia: Fake kills your style

Inglese farlocco è il nuovo tag che ho pensato di associare ad esempi di pubblicità, brevi comunicazioni o nomi destinati a un pubblico italiano ma scritti esclusivamente in inglese poco idiomatico o addirittura errato, però facilmente comprensibile anche da chi ha solo conoscenze scolastiche, tanto che il testo italiano viene ritenuto superfluo.

FAKE KILLS YOUR STYLE (progetto degli studenti della Laurea Magistrale in Marketing e Comunicazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia)Da Venezia arriva l’esempio dello slogan Fake kills your style. Don’t buy fake che appare sul selciato di alcuni luoghi molto frequentati e sui manifesti di una campagna contro la contraffazione.

Per gli ideatori il messaggio è chiaro: La contraffazione uccide il commercio, ma anche lo stile. È chiara anche l’ignoranza della grammatica inglese: fake (“oggetto contraffatto”) è un sostantivo numerabile e al singolare non può essere usato senza articolo quantificatore.

Poco azzeccato anche l’hashtag per segnalare commerci abusivi, #fkysvenice: se rivolto agli italiani, è poco trasparente e difficile da memorizzare; se ai turisti stranieri, non è stato considerato che la sequenza fk richiama la parola volgare fuck, cfr. fku (fuck you) e fkyh (fuck yeah).

Buying fake products you renounce to quality  traduzione letterale,
inglese maccheronico

Via Alessia Berti, che segnala anche che la “scena del crimine” presso il ponte di Calatrava è stata interpretata come “Attenti a non cadere” (metafora meno chiara del previsto?).
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Altri esempi di inglese farlocco:
Fiera Milano premia gli esibizionisti (il premio Exhibitionist Award)
un look ancora più fashion (il cartello next opening)

Cibi basici

Cosa vi fa venire in mente il titolo cibi basici?

1 – Alimenti alcalini, contrapposti a cibi acidi
2 – Alimenti primari (di base)

Probabilmente prevale l’interpretazione 1 per chi è interessato all’alimentazione, la 2 invece per chi opera in ambiti in cui si usano molti calchi e prestiti dall’inglese, in questo caso basico calco di basic nel senso di “fondamentale”.

C’è un’espressione simile e per nulla efficace in I Primi piatti basici danno segnali di ripresa, un’analisi di 11 panieri che rappresentano i consumi alimentari degli italiani.

3 degli 11 panieri: basici, facili e veloci, consumi trendy

La terminologia delle ricerche di mercato è fortemente influenzata dall’inglese, però ritengo che se il contesto è italiano ed è riportato dai media generalisti, nelle descrizioni di prodotti di uso quotidiano (lessico comune) andrebbero evitati prestiti superflui come easy food e consumi trendy: ne ho discusso in L’invasione degli anglicismi.

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Comandi vocali e localizzazione

Nei dispositivi mobili le funzionalità più note di riconoscimento vocale sono i comandi vocali* (voice commands), usati per eseguire una serie di azioni come aprire app, riprodurre brani musicali, comporre numeri di telefono o chiamare contatti (voice dialling).

call somebody home – Pearls Before Swine
(God / death calling <somebody> home è un’espressione idiomatica, ad es. until death called him home è una frase tipica da necrologi)

La “grammatica” dei comandi vocali

I sistemi di riconoscimento dei comandi vocali ricorrono di una “grammatica” che consente di riconoscere un numero limitato di parole e frasi specifiche per quel contesto e che spesso devono essere formulate seguendo una struttura predefinita. Ad esempio, per fare una telefonata potrebbe essere necessario dire, nell’ordine: 
call… pig… home…1 – chiama (call) o componi (dial),
2 – il nome della persona come appare nella rubrica,
3 – casa (home) o cellulare (mobile) se allo stesso nome sono associati più numeri (se non è specificato, il sistema potrebbe richiederlo).

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Help! Sul treno AV si è staccato il finestrino!

Seats: 1D (Detached window)Ho comprato un biglietto per un treno Frecciarossa usando un browser con le impostazioni in inglese. Alla fine della transazione ho scoperto che il posto che mi era stato assegnato era caratterizzato da una detached window, “finestra staccata”.

Nella prima fila dei Frecciarossa non ci sono quattro posti ma due, uno per ciascun lato del corridoio, quindi 1D è un posto singolo (single seat). Immagino che detached window sia la traduzione di “finestrino, isolato” fatta usando l’aggettivo che descrive una casa isolata, detached house (nel senso che non è unita su nessun lato con altre case).

Per la serie Inglese maccheronico di Trenitalia
Stazione AV di Bologna: caos sui cartelli
“Compliments!” (beh, no) 
Trenitalia e le date

Localizzazione: inglese internazionale

Nella versione europea della rivista americana TIME ho letto la storia di un ragazzo adottato che dopo 25 anni riesce a ritrovare il villaggio di origine grazie a Google Earth. La casa è abbandonata ma un uomo lo riconosce e lo porta dalla madre. Frase clou:
She lived about 46 m away.

Come si può immaginare, il testo originale sul sito americano è She lived about 50 yards away. Credo sia stata fatta una conversione automatica, o chi se ne è occupato è stato incapace di distinguere tra misure precise e misure indicative, espresse da cifre tonde.

In italiano si potrebbe anche dire a 50 m da lì, senza specificare circa, perché in questo tipo di contesto 50 m è una misura “standard” che non viene interpretata al centimetro.

Questo tipo di errore è abbastanza comune nei media, forse perché non è noto il concetto di localizzazione oppure si pensa che valga solo tra lingue diverse ma non anche tra varietà della stessa lingua, come inglese americano e inglese internazionale. Dettagli e altri esempi in un vecchio post, Problemi di conversione (e di localizzazione).

celebrate ≠ celebrare

A proposito di idiosincrasie linguistiche, mi infastidisce il verbo celebrare usato al posto di festeggiare, un calco che imputo al doppiaggese. In film e telefilm doppiati infatti si sente dire spesso che qualcuno celebra il compleanno, espressione che mi suggerisce festeggiamenti solenni e riconoscimenti pubblici, mentre in inglese celebrate a birthday può anche voler dire “compiere gli anni” e non implicare alcuna festa.

In inglese le persone di successo vengono “celebrated”, in italiano invece, perlomeno fino a qualche tempo fa, erano festeggiate od onorate, e a essere celebrato era soprattutto il Signore.

Credo che dovrò abituarmi al calco, intanto però questa mi sembra ancora una brutta traduzione: “Derek Jeter, uno dei più grandi e amati giocatori di baseball americani, si sta ritirando: nelle sue ultime partite con gli Yankees viene celebrato e salutato ovunque va”.

celebrare NOUN

Nel grafico, le collocazioni più frequenti di celebrare da Google Ngram Viewer.

Vedi anche: Elenco di falsi amici, aggiornato con l’aggiunta di salute (inglese) e salutare (italiano), descritti nei commenti qui sotto.

Word Crimes

Ho trovato divertente Word Crimes, nuova parodia di Weird Al Yankovic sulla musica di Blurred Lines. È una raccolta delle principali “fisse” (pet hate o pet peeve) dei puristi della lingua inglese, informalmente noti come grammar police o grammar nazi e vari altri nomi. 

Il video è un esempio di tipografia cinetica, tecnica di animazione che usa il testo per comunicare. L’ho visto su Language Log, che ha diversi commenti sui giochi di parole e sugli aspetti linguistici della canzone e [aggiornamento] sulla differenza di significato e di uso dell’aggettivo spastic in inglese americano e britannico.

Vedi anche: Sugli integralisti della grammatica


In The problem with Weird Al’s ‘Word Crimes’ Stan Carey fa un sunto molto interessante delle reazioni scatenate dal video e dell’inconsistenza degli esempi usati da Yankovic.

Alimentari e panini (e sistemi concettuali)

Deformazione professionale in un giardino pubblico: ho visto questa scritta sopra un distributore di sacchetti per raccogliere le feci dei cani e ho pensato ai sistemi concettuali:

scritta a mano sul cartello: NON SONO IGENI PER ALIMENTARI O PANINI

Ho pensato che l’autore fosse una persona straniera, non tanto per l’errore *igeni anziché igienici quanto per avere considerato [generi] alimentari e panini come concetti coordinati o correlati, mentre panini è un concetto subordinato (iponimo) di generi alimentari: è come dire pasta o spaghetti.

Le differenze tra i sistemi concettuali di due lingue diverse non sono sempre ovvie e possono creare difficoltà nel lavoro terminologico: qualche esempio in Boots: stivali, scarponi e scarpette.

Donne e grammatica

Donne, grammatica e media: la guida di GiULiA Nei giorni scorsi i media hanno dato nuovo spazio al sessismo linguistico, con articoli che si possono riassumere in “solo se si dice sindaca, chirurga, avvocata, ingegnera ecc. si rispettano le donne”.

Le sostenitrici di questa tesi appaiono convinte che per combattere le discriminazioni, purtroppo reali, la soluzione primaria sia imporre desinenze femminili ai nomi di professione finora usati quasi esclusivamente al maschile, e nel frattempo non rinunciano a ridicolizzare le donne che la pensano diversamente (ad esempio Maria Elena Boschi perché preferisce farsi chiamare ministro).

Come già accennato in Genere e linguaggio, le basi teoriche appaiono abbastanza fragili, anche perché non sono avvalorate da dati specifici, ad es. quante sono le professioni coinvolte e soprattutto quante delle donne che le esercitano, le dirette interessate, ritengono che il cambiamento possa giovare alla loro causa (o, se sono contrarie, perché).

Professioni importanti davvero solo al maschile?

La Classificazione delle professioni 2011 (Istat) è consultabile anche in formato Excel: l’elenco delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione mostra che i nomi usati quasi esclusivamente al maschile includono esempi molto citati come ingegnere, architetto, avvocato e magistrato, ma sono comunque la minoranza.

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Alternative al crowdfunding

Mi è piaciuto il video promozionale del Dolomites Unesco LabFest, “festival laboratorio che racconta il patrimonio mondiale delle Dolomiti”:

Ho trovato divertente l’idea di associare l’hashtag #SFALCI, tema del festival, a protagonisti rurali e di una certa età che però usano dispositivi digitali e fanno riferimenti a Skype, al carpooling e in particolare al crowdfunding.

Crowdfunding, il “finanziamento collettivo, di solito attraverso Internet, di iniziative sociali, politiche e commerciali” (Enciclopedia Treccani) è un anglicismo che ormai fa parte stabile del lessico italiano. Formato da crowd, “folla”, “massa” + funding, “raccolta di fondi”, è chiaramente modellato su crowdsourcing e forse proprio la coerenza denominativa ha impedito che si cercasse un’alternativa italiana, come invece è successo in altre lingue.

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Retroformazione: *redarre

“redarre una definizione”?

Insolita coincidenza: ieri in quattro testi diversi ho notato il verbo *redarre, forma errata per redigere ricavata dal participio passato redatto, sul modello di verbi come trarre, contrarre, o dal sostantivo redazione. È un errore molto diffuso: esempi da La Repubblica.

*redarre è un esempio di retroformazione che, come spiega l’Enciclopedia dell’Italiano, consiste principalmente nella “formazione di una parola nuova a partire da una parola già esistente tramite la cancellazione di elementi interpretati (erroneamente) come affissi”, ad es. perquisire da perquisizione e meridione da meridionale, con un processo che agisce per sottrazione: la nuova parola ha una struttura morfologica più semplice rispetto a quella a partire dalla quale è stata formata.

Vedi anche: Retroformazione del singolare

Novità per IATE

InterActive Terminology for EuropeUn’importante novità per IATE, il database terminologico dell’Unione europea: ora si può scaricare un file in formato TBX che contiene 1,3 milioni di concetti e più di 8 milioni di termini nelle 24 lingue ufficiali dell’UE. Dettagli in Download IATE.

IATE è un database terminologico orientato al concetto; i campi di dati inclusi nel file TBX sono descritti in IATE Data fields explained.

like a girl  ≠  come una ragazza

Anche i media italiani hanno dato rilievo ad Always #LikeAGirl, il video di una campagna pubblicitaria americana di prodotti per l’igiene intima diventato virale nei giorni scorsi.

In italiano “like a girl” è stato tradotto con “come una ragazza” ma non è stato chiarito che girl e ragazza sono due parole solo in apparenza equivalenti.

In inglese girl è una parola neutra se identifica una bambina o una ragazzina, come quelle nel video per le quali “like a girl” è essere se stesse, ma dall’adolescenza in poi può avere connotazioni negative o non politicamente corrette che invece non sono associabili alla parola italiana ragazza (nell’inglese contemporaneo young woman).

Non mi pare che in italiano come una ragazza possa risultare genericamente dispregiativo e neppure che sia una collocazione, come invece like a girl in inglese (e come una femminuccia in italiano), e credo che nel presentare il video queste differenze avrebbero dovuto essere evidenziate.

In Fanciulle del XXI secolo altri dettagli sull’uso di girl, young woman e ragazza.

Bug, insetti e cavallette

Non ho visto la partita Brasile-Colombia ma mi hanno fatto una certa impressione le foto della cavalletta gigante che si era posata sul braccio del calciatore James Rodríguez.

foto con cavalletta cavalletta gigante

Una veloce ricerca nei siti di notizie e in Twitter mostra che in italiano l’animale è stato descritto come cavalletta mentre in inglese soprattutto come bug; frequente anche insect, mentre grasshopper e locust appaiono in percentuali decisamente inferiori.

È un esempio che ci ricorda che in lingue diverse può esistere lessico equivalente, come in italiano cavalletta e in inglese grasshopper, il nome comune degli stessi insetti dell’ordine Ortotteri, ma non sempre viene usato allo stesso modo: possono intervenire fattori situazionali, cognitivi e culturali che fanno privilegiare scelte diverse.

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