Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Il capolinea di Busitalia

CAPO - LINEA

Non è un pesce d’aprile: per Busitalia, un gruppo delle Ferrovie dello Stato, il capolinea degli autobus in inglese si chiama headline (che invece è un titolo di rilievo in un giornale e, al plurale, indica le notizie principali di qualsiasi tipo di notiziario).

La traduzione (non automatica ma umana!) si trova in un annuncio visto da Micaela:

Il servizio VOLAINBUS  sarà regolarmente effettuato: il Capolinea di ARRIVO e PARTENZA avverrà presso la palina provvisoria VOLAINBUS ubicata alle scalette lato orologio della Stazione ferroviaria –– Temporary headline for all VOLAINBUS arrivals and departures will be at Train Station bus stop

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Virch

In inglese virch è un’abbreviazione colloquiale di virtual reality, locuzione più comunemente abbreviata in VR.

virtual realityVirch è un esempio di grafia aberrante, un espediente grafico tipico di alcuni ambiti informatici. Sfrutta le alternative consentite dall’ortografia inglese per rappresentare gli stessi fonemi: in virch l’affricata postalveolare sorda // di virtual viene “normalizzata” usando il più comune digramma ch.
.

Vedi anche: Chitroli e carchope: l’ortografia imperfetta

La coperta di Linus

Linus con la sua copertinaOxford Dictionaries ricostruisce la storia dell’espressione inglese security blanket, che dagli anni ‘50 del secolo scorso descrive la copertina o altro panno da cui alcuni bambini non riescono a separarsi e quindi, per estensione, qualsiasi cosa che dà sicurezza, anche in senso astratto.

È un concetto popolarizzato dai Peanuts di Charles Schulz, che però aveva smentito di essere lui stesso l’autore dell’espressione, probabilmente già in uso quando erano uscite strisce come questa del 1954 o forse coniata dai lettori:

striscia dei Peanuts security blanket via Peanuts Wiki 

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Ora legale: spring forward

spring forward

Spring forward, fall back è l’espediente di mnemonica che viene usato in inglese americano per ricordare come spostare le lancette dell’orologio quando si passa dall’ora solare (standard time) all’ora legale (Daylight Saving Time negli USA, summer time in Europa) e viceversa.

La frase gioca con la polisemia di spring (primavera, molla, balzare…) e di fall (autunno, cadere…): in primavera le lancette scattano in avanti, in autunno indietreggiano.

Vedi anche: move forward the date (un’espressione spesso fraintesa dagli italiani)

captain ≠ capitano

THIS IS YOUR CAPTAIN SPEAKINGIn un commento Francesco ha rilevato che nella notizia sul disastro aereo di Germanwings il capo dell’equipaggio viene descritto erroneamente come capitano e non come comandante. È un falso amico dovuto a traduzioni dall’inglese captain (e in questo caso anche dal tedesco Kapitän) ed è molto diffuso soprattutto in riferimento ai piloti dell’aviazione commerciale.

Ne avevo discusso in Parolacce, capitani, comandanti e falsi amici con esempi dalla marina mercantile e militare. Avevo preso come spunto un altro falso amico, commander, usato da alcuni media di lingua inglese per descrivere Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia.

Termini simili, concetti diversi

Parole equivalenti a capitano e comandante esistono in molte lingue europee ma possono identificare concetti diversi, come mostra questo confronto tra nomi dei gradi e distintivi (simboli) degli ufficiali di alcune marine militari di paesi NATO (fonte: Wikipedia):

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Perché si dice “una news”?

Da un articolo apparso ieri in un noto quotidiano italiano:

News contraddittorie

Per i dizionari di italiano, l’anglicismo news è un sostantivo femminile plurale che indica informazioni recenti fornite da un notiziario radio o televisivo. Con questo significato è entrato in uso negli anni ‘80, ma mi sembra che ormai indichi qualsiasi tipo di notizia, come mostrano le numerosissime occorrenze con aggettivo possessivo quali aspetto tue news, e quindi lo considero un forestierismo superfluo e un tipico esempio di itanglese.

Singolare o plurale?

confronto di “le news” e “una news” in Google Ngram ViewerUn aspetto curioso di news in italiano, non ancora registrato dai dizionari, è che sempre più spesso è usato anche come sostantivo singolare: se si fa una ricerca per “una news” si trovano più di 350000 risultati.

Non può trattarsi di un calco perché in inglese news è un sostantivo non numerabile e non può essere preceduto dall’articolo indeterminativo.

Non credo neppure che derivi dalla cognizione che in inglese news è un sostantivo singolare, nonostante la s finale, perché frasi come *these news o *the bad news are (anziché this news e the bad news is) sono errori molto diffusi tra gli italiani che parlano inglese.

Mi piacerebbe proprio sapere cosa ha determinato questa variazione d’uso. Ipotesi?

Da wearable a hearable e nearable

In inglese si stanno diffondendo i neologismi hearable e nearable. aggettivi e sostantivi che descrivono nuovi tipi di dispositivi “intelligenti”.

immagini relative a hearables

I dispositivi hearable si portano nelle orecchie (in-ear devices o smart ear devices), come gli auricolari (earbuds o earpieces; per Apple earpods) o gli apparecchi acustici (hearing aids). In aggiunta alle funzioni tradizionali di ascolto ( hear) comunicano informazioni e sono particolarmente adatti a raccogliere dati come frequenza cardiaca, temperatura corporea e saturazione: altri dettagli in hearable. In italiano sono descritti soprattutto come auricolari intelligenti ma ho visto anche dispositivi di ascolto smart.

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Parodie translinguistiche

Dopo il recente lancio di un MacBook da $1299, nei paesi anglofoni è diventata virale una parodia video che consiste dell’aneddoto di alcune padelle smarrite da un delirante comico spagnolo che nei sottotitoli in inglese si trasforma nel racconto di uno sviluppatore del nuovo computer di Apple:

È un genere umoristico che si è diffuso grazie alle parodie basate su una scena del film tedesco Der Untergang (in italiano La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler, in inglese Downfall e quindi “Downfall parodies”), un meme in cui la reazione furibonda di Hitler per l’inevitabile sconfitta viene trasformata in rabbia contro eventi contemporanei tra i più disparati.

Uno tra i tanti esempi italiani, Hitler viene a sapere il suo voto all’esame di linguistica:

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Umorismo “letterato” :)


Dark SIde of the Horse di Samson

Questa vignetta finlandese pubblicata negli Stati Uniti mi piace perché evidenzia i valori simbolici della lettera X e di una sequenza di Z che non sono legati a un’unica lingua (un altro esempio in WWW senza ZZZ) .

In inglese, inoltre, la lettera Y può aggiungere un ulteriore significato perché può essere interpretata come la domanda Why? L’omofonia di lettere e parole è molto sfruttata per effetti umoristici, come mostrano Don’t know Y cantata da Norah Jones in Alphabet Song e alcune differenze culturali e alcune strisce di Pearls Before Swine in Nomi delle lettere in inglese. Ci sono anche parole nate dalla forma delle lettere: esempi in Inglese “letterato”.

Refuso di Expo 2015 ed errori dei media

Sicuramente avrete già visto l’errore BUT anziché BUY con successivo rappezzo sulla frase inglese di alcuni cartelloni che invitano a comprare i biglietti di Expo 2015:

BUT YOUR TICKET AT FIERAMILANO

L’aspetto per me più preoccupante non è l’errore di per sé (chi non fa errori di battitura?) ma che non se ne sia accorto nessuno (chi ha composto il cartellone, chi l’ha stampato,  chi l’ha esposto, con chissà quanti altri passaggi intermedi). È una conferma sconsolante di una sciatteria purtroppo diffusa: altri esempi in Stazione AV di Bologna: caos sui cartelli.

Nei media, errori sull’errore

L’errore è diventato virale ed è stato ripreso dai media. Ho dato un’occhiata a un paio di articoli e sono stata colpita da quanto ci sia stato ricamato sopra e con che superficialità.

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Social washing

In Una mano di greenwash avevo osservato che in italiano il concetto di greenwashing viene spesso descritto erroneamente come un “lavaggio” o “ripulitura” ecologista, mentre in inglese la metafora è diversa: è basata su whitewash, imbiancare, e quindi comunica l’idea di “conferire una patina”, “dare una verniciata”, sotto cui però rimane tutto com’era. La differenza di interpretazione è palese nelle immagini associate al concetto: acqua e sapone o lavatrici in italiano, pittura in inglese.

immagine da “From Greenwash to Socialwash?” di David LePage

Sul modello di green washing è nato social washing. Descrive iniziative di responsabilità sociale d’impresa volte a comunicare un’immagine “etica” e migliorare la reputazione di un’azienda, ma in realtà attività di facciata mirate esclusivamente a un ritorno economico. Anche social washing viene spiegato in italiano ricorrendo a metafore di ripulitura o lavaggio, non congruenti con il concetto originale.

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VeryBello, ora bilingue

Ho scoperto da Giulia Blasi che il sito VeryBello.it non è più esclusivamente monolingue ma è stata aggiunta la versione in inglese britannico, segnalata dalla bandierina del Regno Unito (a quanto pare ora è la lingua predefinita del sito). 

opzioni del sito VeryBello.it

Non farò osservazioni linguistiche ma mi limito a segnalare un problema relativo all’opzione Choose a period che rende poco professionale il sito.

Date e varietà di inglese

From: 05/04/15 to: 09/04/15Le date sono visualizzate come nell’immagine a destra. L’intervallo dell’esempio però non va interpretato 5–9 aprile ma 4 maggio–4 settembre perché la versione in inglese del sito è impostata con il formato di data americano mese giorno anno (descritto nel post su Pi Day) che non è usato al di fuori degli Stati Uniti.

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Giornata del pi greco “americano”

Oggi è Pi Day, la giornata mondiale del pi greco, festeggiata il 14 marzo perché è una ricorrenza nata negli Stati Uniti, dove la data è indicata nel formato mese giorno anno, quindi oggi è il 3-14-2015.

L’hanno ricordata anche i media italiani con un errore ricorrente: molti hanno affermato che 3/14 è il formato di data inglese o “anglosassone”, mentre è lo standard usato solo negli Stati Uniti e in Belize (ma non nel Regno Unito o altri paesi di lingua inglese).

A DELICIOUS COINCIDENCE? Credo anche che sarebbe preferibile descrivere Pi Day come giornata (“giorno destinato a speciali celebrazioni”) anziché con il calco giorno.

In inglese la pronuncia di pi greco o pi /pʌɪ/ è diversa da quella della lettera P /piː/ ma coincide con quella di pie (“torta”, “pasticcio”). L’omofonia ha ispirato molte vignette: qui a destra viene sfruttata la familiarità con scritture alternative come il leet speak, che consente di leggere 3.14 come forma speculare di PIE.

Altri esempi:

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Che vitaccia? Che vi piaccia? Keep in touch!

Quanti riferimenti cinematografici trovate in questo brevissimo spot delle Uova Kinder?


(via Rob Benatti)

Mi è chiaro che Coniglio Pasquale è una versione italiana dell’americano Easter Bunny (con origine tedesca) e che la caccia alle uova richiama una Easter egg hunt, ma le mie conoscenze enciclopediche mi consentono di individuare solo due rimandi a film: le mosse dei Pinguini di Madagascar, protagonisti di un recente film di animazione e di una promozione degli ovetti Kinder, e My name is Bond. James Bond.

Di sicuro però mi sfuggono altri riferimenti di cultura popolare, che spero mi indicherete.

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Webolletta

webollettaMi sono imbattuta nella parola webolletta, il nome che Eni dà alle bollette di gas e luce gestite online.

È formata da web + bolletta e in apparenza è conforme al meccanismo più comune di formazione delle parole macedonia in italiano: viene privilegiata l’unione della parte iniziale di una parola con una seconda parola che invece rimane intatta.

Webolletta non mi pare però del tutto efficace. Credo infatti che dal primo elemento del composto ci si aspetti almeno un’intera sillaba, in mancanza della quale prevalga quindi l’interpretazione alternativa we+bolletta anziché web+bolletta. Mi sembra che l’effetto sia ancora più evidente in eniwebolletta, dove la parola web quasi scompare.

Sarei curiosa di sapere se altri condividono questa impressione, in particolare tra chi parla una varietà di italiano che prevede il raddoppiamento sintattico.

Vedi anche: C’è rima e rima (la struttura delle sillabe italiane)