Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Le delizie delle tecnologie informatiche

DELIGHTEDChi segue blog linguistici americani avrà visto citato Silicon Valley is beginning to see ‘delight’ in a new light, un articolo che evidenzia come delight e delightful siano diventate parole immancabili (buzzword) tra chi promuove tecnologie e prodotti informatici. Pare che questa preferenza lessicale sia un’eredità di Steve Jobs, che ripeteva di voler "surprise and delight” con i prodotti Apple.

Esempi dall’annuncio di ieri di Marissa Mayer di Yahoo! sull’acquisizione di Tumblr:

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L’arbitrarietà delle parole canguro

Kangaroo wordsPalindromes, anagrams, and 9 other names for alphabetical antics elenca alcuni esempi di ludolinguistica.

Il termine più divertente è kangaroo word (o marsupial), definito come una parola che al suo interno ne contiene altre, ad es. encourage in inglese contiene courage, cog, cur, urge, core, cure, nag, rag, age, nor, rage and enrage.

Per altri invece kangaroo word identifica un concetto diverso, più specifico: è una parola che al suo interno contiene le lettere di un’altra parola con lo stesso significato, ad es. masculine contiene male e observe il sinonimo see (altri esempi in Oxford Dictionaries).
In Verbalia si trovano alcuni esempi per l’italiano, tra cui incontrovertibili (certi) e accondiscendere (cedere), che vengono chiamati anche parole sgonfiabili.

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Come on, boys!

Alla serata sulla traduzione abbiamo sorriso con questo noto spezzone dal film La vita agra (dal romanzo di Luciano Bianciardi) in cui il protagonista è alle prese con la redattrice che ha valutato la sua prova di traduzione:

Peccato manchi un altro commento della redattrice:

"Un’ultima cosa, a volte lei appiattisce certi bei modi di dire inglesi. Per esempio qui. Lei dice che i mezzi da sbarco erano le mille miglia lontani dalle coste laziali. Questo suo le mille miglia è assai meno efficace che nel testo inglese, dove si parla di a hell of a distance, cioè di un inferno di distanza. Sente come è bello? I mezzi da sbarco erano a un inferno di distanza eccetera. È molto più robusto, questo inferno di distanza, non le pare?"

Il libro dell’ignoto

The Book of the UnkonwnDue giorni fa ho avuto il piacere di partecipare a una Serata al caffè letterario di Lugo con Jonathon Keats, autore di The Book of the Unknown, e Silvia Pareschi, autrice della traduzione italiana Il libro dell’ignoto (e di molte altre traduzioni di autori americani contemporanei e del blog Nine hours of separation).

Silvia ha aperto la serata con riflessioni molto stimolanti su traduzione e ruolo del traduttore, sulla ri-creazione dei testi e sull’esperienza davvero unica di poter tradurre un libro con il suo autore a fianco: Jonathon Keats è il marito di Silvia.

Per la prima volta ho letto un libro in versione originale e subito dopo la sua traduzione, e mi sono piaciuti molto entrambi. The Book of the Unknown e Il libro dell’ignoto sono molto belli: per la poeticità della scrittura, sospesa in una dimensione atemporale, per la narrazione che riesce a essere contemporaneamente tradizionale e molto moderna, per l’imprevedibilità e il continuo senso di sorpresa delle storie e dei personaggi. Lo descrive meglio di me Benedetta Tobagi in Come sono belle le storie dei giusti nell’era digitale.

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Edvard Munch: da skrik a urlo

Munch – Skrik Questo quadro del norvegese Edvard Munch è tra i più riconoscibili ed emblematici dell’arte moderna. In italiano è noto sia come L’urlo che come Il grido.

Ma il nome può influenzare la nostra percezione di un’opera d’arte?

Se lo domanda W. Germano in In Art No One Can Hear You Scream. Parte dall’osservazione che il nome inglese, The Scream, finisce con la consonante continua /m/ e quello tedesco, Der Schrei, con le vocali del dittongo //, entrambi suoni “prolungabili” e associabili a onde sonore che si propagano e si riverberano, come le strisce colorate nella parte superiore del dipinto.

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Le api hanno le ginocchia, ma solo in inglese

ape

Negli Stati Uniti è appena uscita una nuova versione cinematografica di The Great Gatsby e diversi articoli in inglese hanno descritto il linguaggio e le parole coniate o rese popolari da Scott Fitzgerald. Esempio: Getting "Gatsby": The Language Behind the Novel.

Tra le espressioni tipiche degli anni ‘20 c’è the bee’s knees. Descrive qualcosa che si ritiene di grande qualità o particolarmente desiderabile (the best). In Irlanda l’ho sentito dire a proposito di persone che hanno un’alta opinione di sé, ad es. "she thinks she’s the bee’s knees". L’origine dell’espressione è incerta, probabilmente un nonsense simile ad altri in voga in quel periodo.

Prendo spunto da the bee’s knees per alcune altre curiosità sulla parola bee che volevo condividere da tempo.

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Fanciulle del XXI secolo

Se vi chiedo di descrivere questa persona a chi non può vedere la foto, qual è la prima parola che vi viene in mente?

foto da una copertina della rivista americanaTIME

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Poco poetico: sleep in one’s eyes

“Danze primaverili”  (con l'omino del sonno e la fatina della febbre da fieno) – Rhymes with Orange 
The spring rounds – Vignetta di Rhymes with Orange

In primavera chi soffre di congiuntivite allergica spesso si sveglia con gli occhi appiccicosi. In inglese ci sono vari modi per descrivere le secrezioni oculari: eye discharge, eye mucus, rheum (letterario), geosinonimi più informali come ad es. [eye] gunk, gunge, goo, goop, gloop e, se si tratta di normali cispe, sleep, sleepy dust, sand ecc.

Nel folklore le cispe sono le tracce lasciate dal passaggio di the sandman, l’omino del sonno che fa addormentare i bambini spargendo sabbia magica sui loro occhi. The sandman può anche essere un sinonimo scherzoso di sleep (“sonno”), come Morfeo in italiano.

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Internazionalizzazione e geopolitica

Google PalestineÈ di qualche giorno fa la notizia che Google ha rinominato la home page all’indirizzo google.ps da Territori palestinesi a Palestina, suscitando le proteste di Israele. Ne parla ad esempio Google ‘riconosce’ la Palestina.

Si tratta sicuramente di una decisione ponderata. I principali produttori di software danno infatti molta importanza alle analisi geopolitiche, che verificano che i prodotti non contengano riferimenti a zone geografiche contese, nomi di paesi, simboli religiosi, bandiere e altri dettagli sensibili che potrebbero avere ripercussioni politiche ed economiche se non evidenziati e risolti.

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Da WorldWideWeb a W3 a web

Mi è piaciuta l’iniziativa del CERN di ripristinare il primo sito web della storia: dettagli in Twenty years of a free, open web e in un blog.

Restoring the first web siteLa prima home page era intitolata World Wide Web e si apriva con questa descrizione: The WorldWideWeb (W3) is a wide-area hypermedia information retrieval initiative aiming to give universal access to a large universe of documents. 

Se si dà un’occhiata alle pagine disponibili si possono notare alcune differenze nell’uso della terminologia (cfr. glossario), ad esempio che il nome WorldWideWeb era scritto anche come un’unica parola ed era abbreviato W3, mentre web veniva usato come descrizione generica, con l’iniziale minuscola. W3 però non ha avuto molto successo (a parte il nome W3C): fin dall’inizio in inglese le è stata preferita la parola Web, con l’iniziale maiuscola, probabilmente perché più breve da pronunciare di W3, e c’è voluto qualche anno perché ridiventasse un nome comune con l’iniziale minuscola, web.

Vedi anche: Curiosità sul nome Web e www e pronuncia di indirizzi web.

Phrasebook, fraseologia e frasario

Google Translate ha una nuova funzionalità che consente di salvare le traduzioni in una propria raccolta. In inglese si chiama Phrasebook e in italiano Fraseologia.  

Phrasebook - Fraseologia

Terminologia inglese

In inglese la parola phrasebook identifica un prontuario che contiene una selezione di frasi essenziali in una o più lingue straniere.

È una metafora informatica coerente con quelle in uso da decenni nelle interfacce grafiche, basti pensare agli oggetti che si possono trovare su una scrivania, come document, folder (cartella), clipboard (gli Appunti di Windows), notepad (blocco note), calendar, diary, dictionary, e in particolare ai vari tipi di book come address book (rubrica), workbook (cartella di lavoro) e clipbook e scrapbook (contenitori di ritagli e appunti).

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Cavallini rampanti, rampicanti e imbolsiti

Sapevate che gli aggettivi rampante e rampicante hanno la stessa etimologia e quindi sono allotropi (o doppioni)? Per alcuni dizionari derivano dal francone hrampōn “contrarsi”, per altri invece dall’italiano antico rampa, “zampa”.

Mi è venuta la curiosità di cercare l’origine delle parole dopo aver visto questa aiuola:

cavallini rampanti a Lugo

Un altro aggettivo che mi viene in mente è imbolsito, di origine equina: la bolsaggine è uno stato morboso dei cavalli.

L’insolito esempio di arte topiaria si trova a Lugo, dove ogni anno si svolge la  Festa del Cavallino Rampante (c’entra con la Ferrari ma soprattutto con l’asso dell’aviazione italiana Francesco Baracca, lughese: dettagli in Il volo del cavallino). È in mezzo a una rotonda poco distante dal Caffè letterario.
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Vedi anche: Si dice in Romagna…

Serata al Caffè letterario di Lugo

Il libro dell'ignoto di Jonathon Keats – traduzione di Silvia PareschiSe seguite Nine hours of separation, il bel blog di Silvia Pareschi, saprete già che Silvia è la traduttrice di molti dei più importanti scrittori americani contemporanei e che

mercoledì 15 maggio alle 21 al Caffè letterario di Lugo (Ravenna) presenterà Jonathon Keats e la sua raccolta di racconti Il libro dell’ignoto.

Sarà una serata con al centro la traduzione, anche di altri autori, e ci sarò anch’io per una breve introduzione.

Dettagli in Nine hours of separation e Calendario di maggio 2013 del Caffè letterario.


Aggiornamento 17 maggio 2013: qualche nota sulla serata in Il libro dell’ignoto.

Insolite conversioni e nominalizzazioni

In un commento ho accennato a due delle cinque diverse parti del discorso a cui può appartenere la parola inglese out. È un esempio di conversione, un processo di formazione di parole comune a molte lingue. Avviene assegnando una nuova categoria grammaticale a una parola esistente, senza modificarla; tende a privilegiare sostantivi, verbi e aggettivi, sia come parole di base che come nuove formazioni, ma non esclude altre categorie (esempio: i sostantivi se e ma in italiano, ottenuti da congiunzioni). 

È un meccanismo molto produttivo in inglese, tanto che recentemente è stata descritta anche una possibile nuova congiunzione, slash, insolita perché congiunzioni e preposizioni sono categorie tendenzialmente chiuse.

La categoria dei sostantivi invece è in continua espansione e in inglese sono pressoché infinite le possibilità di nominalizzazione, sia per conversione che con l’aggiunta di suffissi o altri elementi. I nuovi sostantivi risultano quasi sempre facilmente comprensibili, anche quando hanno come base parole con scarso contenuto semantico come le preposizioni. Esempi: il tecnicismo aboutness, un indice della rilevanza di un argomento, e gli occasionalismi overer e underer di questa striscia:

striscia Pearls Before Swine  Vignetta: Pearls Before Swine di Stephan Pastis

[Sulla spinosa questione del posizionamento dei rotoli di carta igienica, una dettagliatissima voce di  Wikipedia in inglese e un post di Nautilus in italiano]

Carosello rilòdid

Questo è stato Carosello: un fenomeno di costume tipicamente italiano, che ha fatto la storia della comunicazione e dell'intrattenimento – dalla presentazione di Carosello reloaded nel sito Sipra

Ho scoperto dell’esistenza di Carosello Reloaded da una pubblicità alla radio, poi ho visto anche lo spot televisivo e mi sono chiesta quanti dei telespettatori tipici di RaiUno, dove verrà trasmesso, sappiano cosa si intenda con “rilòdid” (la scritta appare brevemente e si legge a malapena).

Mi domando quali siano le conoscenze enciclopediche necessarie per interpretare correttamente il nome. Escludendo le armi da fuoco, il riferimento sarà all’informatica o a un noto film di cui ignoro la trama, Matrix Reloaded? E chissà se chi ha familiarità con i significati del verbo inglese reload è anche assiduo spettatore di RaiUno e soprattutto se Carosello l’ha mai visto (è stato trasmesso per l’ultima volta nel lontano 1977). 
[Aggiornamento: Mara nei commenti mi ha dato un’informazione che mi mancava]

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