Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Nuove attività (e neologismi) a Busytown

Conoscete i libri per bambini di Richard Scarry? Sono storie illustrate che hanno come protagonisti animali antropomorfi che vivono e lavorano Busytown (Sgobbonia in italiano).

Il disegnatore Ruben Bolling ha fatto una parodia con attività o ruoli contemporanei che Scarry, morto nel 1994, non avrebbe mai potuto immaginare:

Busytown - Ruben BollingFonte: The Reality Stars and Russian Trolls of the Brand-New ‘Busytown’

Si riconoscono parecchi neologismi e parole legate alla politica americana che ho già descritto in altri post e che vi ripropongo.

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Be good!” (ma non si dice anche al food)

coppia in foto primi '900, lui in approccio amoroso, lei che accetta ma redarguisce con il dito. Didascalia: NOW BE GOOD, AND IF YOU CAN’T BE GOOD, BE CAREFUL 

In inglese l’imperativo be good equivale a “comportati bene”, “fa’ il bravo” (o “fate i bravi”). Si dice ai bambini e ai cani ma anche agli adulti, spesso ironicamente.

Non ha però molto senso riferito a oggetti inanimati, eppure un’azienda alimentare italiana ha scelto di imprimere l’imperativo be good su dei frollini biologici venduti sul mercato italiano: 

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Patchwriting, scopiazzare rabberciando

‘Patchwriting’ refers to the act of making small changes and substitutions to copied source material.

In un articolo recente del vocabolario Merriam-Webster è descritta la parola americana patchwriting. È usata in contesti accademici e giornalistici per descrivere la pratica di riprodurre testo altrui apportando però qualche modifica: si sostituiscono alcune parole con sinonimi, se ne eliminano altre, si riformulano alcune costruzioni o si sposta qualche dettaglio, ma la struttura e il significato del testo originale rimangono invariati.

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Tweet aggressivi? CLIC!

puntatore premuto su faccina livorosa e scritta CLIC! 

È risaputo che su Twitter i temi di attualità attirano commentatori incapaci di argomentare civilmente con chi la pensa in modo diverso dal proprio. Molte interazioni si riducono a botta e risposta livorosi, in un crescendo di offese e volgarità che spesso si interrompono bruscamente con il blocco dell’avversario.

Unico aspetto degno di nota: l’uso peculiare della parola clic.

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Come funziona con…?

Immagino che chi ha scritto questo titolo abbia spesso a che fare con l’inglese:

Come funziona in Europa con i negozi aperti la domenica. Sedici paesi permettono di tenere aperto sempre, coe avviene in Italia, mentre gli altri – tra cui Germania e Francia – hanno limitazioni anche stringenti

È evidente un’interferenza della sintassi inglese che ho notato non solo in testi tradotti ma anche in alcuni articoli italiani su argomenti italiani. Altri esempi di titoli: Come funziona con i vaccini a scuola, Come funziona con la dichiarazione dei redditi, Come funziona con i taxi a Londra, Come funziona con le mance in America.

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I prenditori del XXI secolo

A giudicare dalle cronache politiche dell’estate 2018, una delle parole preferite dal ministro del lavoro Luigi Di Maio è prenditore. Alcuni esempi di titoli dei media: 

Concessioni, DI Maio attacca Renz: “Governo ha protetto i prenditori” – Gli unici colpiti saranno i prenditori – Di Maio: Fuori i prenditori dallo Stato! E hi li ha aiutati sarà denunciato – “Chiamiamolo col suo nome: prenditore”

Il concetto di prenditore non è ancora ben definito ma in estrema sintesi si può dire che è un imprenditore che ha comportamenti stigmatizzabili.

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Ooops, consumazioni osé?!

Questa traduzione in inglese di un cartello esposto in una gelateria italiana fornisce indicazioni alquanto ambigue:

cartello con le scritte CONSUMAZIONE AL TAVOLO OBBLIGATORIA - CONSUMMATION AT THE MANDATORY TABLE

In inglese infatti il significato prevalente di consummation è quello di primo atto sessuale che rende compiuto un matrimonio o una relazione, e mandatory table è un inquietante “tavolo obbligatorio”.

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Paese che vai, mise en place che trovi

Ricerca per immagini in italiano di “mise en place”

Mise en place in italiano

In italiano il francesismo mise en place, letteralmente “messa sul posto”, è usato nell’ambito della ristorazione con il significato prevalente di allestimento o apparecchiatura formale della tavola: descrive la disposizione di biancheria, stoviglie, posate, bicchieri, accessori e decorazioni.

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Anglicismi a caso: escalation di zanzare

I giornalisti italiani hanno il terrore delle ripetizioni e per evitarle a volte ricorrono a sinonimi poco convincenti, come in questo esempio dalla sezione Salute di un noto quotidiano:

Insetti che uccidono: assistiamo a un’escalation? Almeno per quanto riguarda la zanzara comune, sembra di sì. Il forte aumento di casi di febbre del Nilo rispetto agli anni scorsi potrebbe essere legato a fattori climatici che avrebbero favorito l’amplificazione delle popolazioni di zanzare.

Subdoli sinonimi

Si ha l’impressione che per evitare di ripetere la parola aumento (o di usare crescita o incremento) chi ha scritto il testo sia ricorso a un dizionario dei sinonimi, senza però considerare che la sinonimia assoluta non esiste e che le alternative vanno scelte con criterio.

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C’è chi fa cose “a sbaffo”

Foto di Ape con logo “A Sbaffo” (con baffoni neri) e scritte “Street Food Pizza Good!” e “Pizza Gourment”

Pizza gourmet a sbaffo è un’attività di cibo di strada che opera nel Triveneto. Chi ha ideato il nome deve avere fatto confusione con la locuzione con i baffi nel senso di ottimo, o forse intendeva da leccarsi i baffi. Difficile invece trovare associazioni allettanti con sbaffo, una macchia o uno sgorbio di forma allungata.

A sbafo… 

Inevitabile pensare anche al modo di dire informale a sbafo, “senza pagare, a scrocco”, ma dubito sia un messaggio che si voglia comunicare a dei potenziali avventori! 

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In inglese, interni con animali

Coincidenze: ieri ho visto una dopo l’altra due vignette americane con due espressioni idiomatiche che, anche se sono usate in situazioni completamente diverse, hanno in comune l’idea di base di persone e animali nella stessa stanza.

Vignetta: minuscola isola deserta con un elefante e due persone, con una che dice all’altra “Well, we’re not in a room, so I say we don’t need to address it”
Vignetta: Non Sequitur di Wiley Miller

The elephant in the room si dice di una questione controversa, una verità fastidiosa o un grosso problema del tutto evidenti – presenza ingombrante come quella di un elefante – che però si evita di discutere e quindi di affrontare.

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Virgole di troppo

A Milano c’è stata una manifestazione di protesta per l’incontro tra il Ministro dell’Interno Salvini e il premier ungherese Orban. Nella foto è sovraimpressa una frase di un testo di agenzia (ANSA) ripresa letteralmente da varie testate giornalistiche: 

Love Trumps Hate

La scritta sulle magliette non contiene punteggiatura e chi ha riportato la notizia non si è reso conto che non ha molto senso separare con virgole le tre parole Love, Trumps, Hate. Inoltre, nessuno ha spiegato ai lettori cosa significhino – “amore” e “odio” sono facilmente riconoscibili ma cosa vuol dire trumps in questo contesto? 

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Salvini free, come trollare con l’inglese farlocco

Chi segue il blog sa già cosa intendo con inglese farlocco: brevi comunicazioni o nomi destinati a un pubblico italiano ma formati assemblando parole inglesi poco idiomatiche o addirittura errate o inesistenti però facilmente comprensibili da chi ha solo conoscenze scolastiche della lingua.

Tutti gli esempi che ho analizzato finora pubblicizzavano prodotti o eventi ma ieri ho scoperto che con l’inglese farlocco si può anche trollare. L’ha fatto un post in un gruppo di Facebook che è stato molto discusso perché invitava a condividere una (falsa) prima pagina del quotidiano britannico The Guardian in difesa della libertà di Matteo Salvini (sotto indagine per la vicenda della nave Diciotti):

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“Discrasia, che trascolora in ipocrisia”

Dal comunicato stampa del Presidente Conte del 24 agosto sullo scontro con l’Unione europea in tema migrazione, in particolare sulla vicenda della nave Diciotti:

Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti. Bene. Se questi sono i “fatti” vorrà dire che l’Italia ne trarrà le conseguenze e, d’ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa.

Colpisce la scelta di una parola dotta come discrasia, probabilmente poco familiare all’elettorato di riferimento del governo, e l’uso particolare che ne viene fatto in questo contesto.

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Pinocchio e la balena

Un tema ricorrente delle cronache politiche dagli Stati Uniti di questi giorni è lo sconto della pena per chi collabora con gli inquirenti. Si ritrova anche in questa vignetta americana:

Balena vestita da poliziotto in interrogatorio si rivolge a Pinocchio: “We know you were in on it, kid. If you testify against Ahab & Jonah, the judge might go easy on you.”
be in on something ➝ essere coinvolto o essere informato 

Riconosciamo subito la scena dell’interrogatorio della polizia, familiare da film e telefilm americani, Pinocchio in versione Disney e i riferimenti alla balena.

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