Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Refugee e rifugiato: il lessico della migrazione

In diverse lingue europee si discute del lessico della migrazione e nei giorni scorsi vari media italiani hanno dato risalto a una notizia sull’uso delle parole migrant e refugee in inglese, Why Al Jazeera will not say Mediterranean ‘migrants‘.

Come spesso succede con i riferimenti linguistici, molti hanno dato per scontato che ci fosse totale equivalenza tra le parole, i loro usi e le loro connotazioni in inglese e italiano.

Non hanno considerato che le parole non devono essere isolate dai sistemi concettuali a cui appartengono perché raramente c’è piena corrispondenza tra lingue diverse. Il loro uso è anche influenzato dalle altre parole disponibili in ciascuna lingua. Per l’inglese lo illustra in modo efficace Karl Sharro, libanese che vive a Londra:

The Lexicon of Global Migration 

L’immagine satirica evidenzia parecchie differenze lessicali tra inglese e italiano:

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Si può leggere il focus?

Un post di qualche anno fa, focus ≠ focus, continua ad avere molte visualizzazioni da chi cerca il significato di questa parola latina entrata in italiano attraverso l’inglese e ormai diffusissima nei media. Risulta però poco trasparente e i dizionari di italiano non registrano ancora il significato di “cosa, persona o situazione a cui si presta particolare attenzione”, “centro dell’interesse”, “punto focale”, “enfasi” con cui è stata presa in prestito dall’inglese.

Ho notato che focus ora sta acquisendo anche nuove accezioni inesistenti in inglese, come si può vedere in questo esempio:

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Falsa onestà

L’attore americano Bryan Cranston si è espresso su Donald Trump, il candidato alla presidenza americana noto per non avere peli sulla lingua, dicendo che there’s something great about his ‘I-don’t-give-a-sh*t’ attitude that really kind of keeps others honest.

Ho visto la frase tradotta con C’è qualcosa di grandioso nel suo fottersene di tutto, serve a rendere gli altri più onesti, dove spicca un falso amico molto comune nel doppiaggese.

vignettaL’effetto attribuito a Trump non è morigerante:  non è associabile al significato di onesto, e cioè moralmente integro, con comportamenti improntati al lecito e alla correttezza, probo.

Può avere questi significati anche honest in inglese, però l’accezione prevalente, non condivisa in italiano, è sincero, schietto, esplicito, franco: ad esempio, la premessa to be honest (with you) equivale a “sarò sincero”.

Vedi anche: Grammatica e traduzione: il wherever di Trump

Minions: la localizzazione di Villain-Con

VILLAIN-CON, THE BIGGEST GATHERING OF CRIMINALS ANYWHERE

Sta per uscire la versione italiana del film di animazione Minions, con protagonisti gli organismi gialli unicellulari “perennemente al servizio del più spregevole dei padroni”.

Una parte della storia è ambientata a Villain-Con, una convention di cattivi. Ho visto due trailer italiani e ho notato un dettaglio curioso: nelle animazioni Villain-Con rimane in inglese ma nei dialoghi è stato tradotto in due modi diversi: Villaggio Cattivi nel trailer uscito nel 2014 ed Expo Cattivi in quello di agosto 2015.

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Dismaland: derelict ≠ derelitto

I media britannici hanno dato grande risalto alla notizia del parco tematico Dismaland aperto dall’artista Banksy in un’area dismessa del lido di Weston-Super-Mare. Nelle descrizioni in inglese è ricorrente l’aggettivo derelict, che riferito a luoghi ed edifici significa in avanzato stato di abbandono, in rovina, cadente, fatiscente, decrepito.

immagine e didascalie da The Guardian: Banksy's Dismaland: ‘a theme park unsuitable for children’. The castle’s derelict, Cinderella’s pumpkin has crashed, and the seagulls are on the attack ... Banksy has opened a theme park called Dismaland at a disused lido in Weston-super-Mare. The show has been shrouded in secrecy for weeks, and locals had been led to believe it was a film set for a Hollywood thriller.

I media italiani hanno ripreso la notizia traducendo letteralmente derelict con derelitto, in particolare per descrivere il castello delle fiabe modellato su quello di Disneyland. Non si sono però resi conto che derelict e derelitto sono falsi amici: in italiano contemporaneo l’aggettivo derelitto si usa solamente per descrivere persone prive di ogni tipo di conforto familiare o sociale e di ogni mezzo di sostentamento, ma non per luoghi o edifici.

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Comunicazione in ospedale

Comunicazione scritta

Nell’ospedale dove tenevo compagnia a una persona malata avevo sempre sotto gli occhi questo avviso:

IMPORTANTE!!!! SI INFORMANO I SIG. PAZIENTI PORTATORI DI PROTESI DENTARIA NELC ASO IN CUI NECESSITANO DI RIMOZIONE DELLA STESSA, DI CHEIDERE AL PERSONALE L’APPPOSITA CUSTODIA, ONDE EVITARE SMARRIMENTI. SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE.

Mi aveva colpita il contrasto che facevano la sfilza di punti esclamativi e il tipo di carattere COMIC SANS, caratteristici di contesti informali, con il testo in puro burocratese, poco adatto per istruzioni a chi di solito porta protesi dentarie: anziani o persone non italiane.

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hmm, mmm, mmh, uhm, ehm…

Oggi su Twitter si gioca con #GiornataMondialeDellOnomatopea, spunto per aggiungere un paio di osservazioni su un messaggio di errore che avevo visto nel sito di Apple:

Mmm, la pagina che hai richiesto non si trova.

Qualche mese fa vi avevo chiesto che effetto vi facesse e parecchi avevano confermato la mia impressione che in questo contesto l’ideofono mmm risulta insolito perché suggerisce innanzitutto apprezzamento per cibo. Per alcuni comunica anche ponderazione (“sto riflettendo”) ma soprattutto se scritto con un’h finale, mmh

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La stagione dei cetrioli

vignetta slovacca in cui un cetriolo chiede a un altro cetriolo che sta leggendo il giornale “CHE C’È DI NUOVO?”. Didascalia: in Europa centrale l’estate è la “stagione dei cetrioli”, quando si raccolgono e mettono in conserva gli ortaggi e i giornali si riempiono di gossip e curiosità in mancanza di vere notizie.

Nella vignetta slovacca la “stagione dei cetrioli” dell’Europa centrale è l’equivalente della Silly season britannica, il periodo estivo in cui proliferano notizie insolite, frivole o al limite del credibile (notizie citrulle?!?): esempi in Agosto con mucche, pecore, squali e grossi felini.

Ho già ricordato questa espressione in Un granchio tra i cetrioli, dove potete trovare i curiosi intrecci etimologici che legano cetrioli, angurie e cocomeri nelle lingue europee.

A is for Alphabet… G come Google

G is for GoogleGoogle diventa parte di una nuova struttura societaria chiamata Alphabet. L’ha annunciato ieri Larry Page in un comunicato intitolato G is for Google e ho notato che nei media italiani è stata usata la traduzione letterale La G sta per Google anziché quella idiomatica che mi sarei aspettata, G come Google.

Phrasal template

La formula X is for Xyz è un “phrasal template”, una frase che segue uno schema specifico e al suo interno ha una o più variabili che possono essere sostituite solo da alcune categorie di parole. Questo esempio è un particolare tipo di collocazione in origine associato all’uso degli abbecedari: X è una lettera dell’alfabeto e Xyz un nome che inizia con la stessa lettera, ad es. B is for bee. La locuzione italiana equivalente è X come Xyz, ad es. A come ape.

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Grammatica e traduzione: il wherever di Trump

esempi di notizie

Il magnate americano Donald Trump ha insinuato che la giornalista che gli aveva posto alcune domande sgradite fosse aggressiva causa mestruazioni. Ha dichiarato: “You could see there was blood coming out of her eyes, blood coming out of her wherever”.

Anche i media italiani hanno riportato la notizia e tradotto la frase con le usciva il sangue dagli occhi, le usciva il sangue da ogni dove (o dovunque / da tutte le parti / dappertutto).

Ho visto alcuni commenti perplessi, come ad es. a me risulta difficile associare "da ogni dove" al sangue mestruale (qui*), che evidenziano un’imprecisione nella traduzione

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FOIA, una legge dal nome bestiale

Il governo ha riassunto la legge di riforma della della pubblica amministrazione, approvata il 4 agosto, in una presentazione coloratissima che pare rivolta a tutti i cittadini.

Dopo il Jobs Act, è confermata la tendenza “farlocca” a usare nomi inglesi per future leggi italiane. Il nuovo esempio è il Freedom of Information Act:

[slide] Trasparenza obbligatoria – Con il FREEDOM OF INFORMATION ACT (FOIA) l’accesso ai dati e ai documenti della Pubblica Amministrazione, anche non pubblicati, diventa  possibile e per tutti. L’Italia si pone così tra i Paesi più avanzati del mondo.

Domanda retorica: che bisogno c’è di scimmiottare di nuovo gli americani (il Freedom of Information Act è stato promulgato negli Stati Uniti nel 1966) per dare il nome a una legge italiana che riguarderà la PA italiana? Perché non si può descrivere come legge per la libertà di informazione o, aggiungo dai commenti qui sotto, legge sull’accesso all’informazione?

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Authority o autorità?

Nel servizio sulla riforma della pubblica amministrazione del principale TG serale sono stati annunciati tagli alle authorities, parola in evidenza anche in un cartello riassuntivo.

A parte l’errore (in italiano i prestiti rimangono invariati al plurale, quindi le authority), ho notato che non è stata data alcuna spiegazione. Probabilmente si dà per scontato che chiunque sappia che con authority si intende un organismo “in posizione di autonomia rispetto al potere politico ed economico, con compiti di garanzia e di vigilanza per la tutela di interessi collettivi o diffusi, in settori nei quali più intense sono le esigenze d’imparzialità e di trasparenza”. 

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Twitterati, hackathon, mansplain? → Libfix!

vignetta Partially Clips
Vignetta: Partially Clips via Isms, gasms, etc. (Language Log)

Tra i meccanismi di formazione di neologismi più sfruttati in inglese ci sono le parole macedonia, di solito composte da un segmento iniziale e uno finale di due parole (ad es. Grexit, Greece+Exit). Alcuni segmenti finali sono così ricorrenti che si comportano come suffissi, ad es. –gate da Watergate. Il linguista Arnold Zwicky li ha chiamati libfix, affissi che si sono “liberati” dalle parole da cui hanno avuto origine. 

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Etimologia curiosa: Foo Fighters

Davvero spettacolare la cover di Learning to Fly, canzone dei Foo Fighters eseguita da 1000 musicisti italiani per convincere la band americana a venire a suonare a Cesena.

Smokey Stover The Foolish Foo FighterFan a parte, forse non tutti sanno che la band ha preso il nome dai foo fighter, che durante la seconda guerra mondiale erano gli oggetti volanti non identificati avvistati dai piloti americani in Europa. 

Il nomignolo per gli UFO pare fosse l’idea di un pilota americano di Chicago, dove venivano pubblicati i fumetti di Smokey Stover, improbabile pompiere della False Alarm Fire Company. Nelle storie appariva spesso la parola inventata foo, che potrebbe derivare da foolish, dal francese feu, “fuoco”, (frase ricorrente era where there’s foo, there’s fire) o dal carattere cinese  , “fortuna”.

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Sockmageddon!

Ho trovato molto divertente il neologismo americano sockmageddon, la battaglia campale che si combatte contro i calzini per lavarli e poi appaiarli.

Sockmageddon è una parola formata da sock, calzino, con l’elemento suffissale –mageddon (anche –geddon), da armageddon. È un tipo di formazione recente e molto produttiva, usata soprattutto dai media per descrivere in modo iperbolico situazioni estreme e potenzialmente catastrofiche, come ad es. Mobilegeddon e snowmageddon. L’associazione di sock + armageddon in forma scritta può richiamare anche la parola shock, che rafforza il messaggio e rende indimenticabile il neologismo.

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Vignetta: Non Sequitur.

Un altro elemento suffissale di uso e significato simili a –mageddon è –[po]calypse, da apocalypse. Esempi:  XPocalypse e snowpocalypse.

Vedi anche: Parole estive: fantasmini