Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Defilato o difilato?

link a video con il titolo L’auto nel posto dei disabili? La “punizione” è esemplareHo apprezzato la beffa subita da un brasiliano che aveva parcheggiato abusivamente l’auto in un posto riservato ai disabili: se l’è ritrovata coperta di Post-It, con una folla che osservava divertita la sua reazione.

Un video lo mostra stizzito che libera alla bell’e meglio i vetri e poi se ne va in gran fretta. Nella didascalia si legge che è andato via defilato senza commentare.

Ho subito pensato a un malapropismo: defilato (celato, dissimulato, fatto in modo da non essere visto) anziché difilato (direttamente e velocemente).

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Anacronismi lessicali

Anachronysms

Il linguista americano Ben Zimmer usa il termine anachronym per descrivere parole o espressioni che identificano un concetto che si è evoluto e non è più coerente con l’etimo o con la metafora di origine. Due esempi comuni a inglese e italiano sono riagganciare (il telefono) e selfie, parola recentissima ma che ha già subito uno slittamento di significato e non è più esclusivamente una foto di se stessi (self) scattata da sé.

striscia di Chris Hallbeck – maximumble.com

Potete trovare altri esempi per l’inglese in 15 common expressions younger generations won’t understand (ad es. roll, “arrotolare”, per alzare e abbassare i finestrini delle auto, broken record, il disco incantato metafora per chi ripete la stessa cosa, il verbo tape per registrare audio o video anche se non si usa alcun nastro).

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Informazioni per terminologi, traduttori e interpreti

Nuova veste per il sito terminologia.it, curato dal Laboratorio di Terminologia e Traduzione Assistita del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna a Forlì.

Ci sono informazioni di vario tipo: un elenco di dizionari, glossari e corpora consultabili gratuitamente, opportunità di collaborazione con e per le aziende, corsi e workshop e molto altro. Per ora l’interfaccia è solo in inglese ma verrà localizzata anche in italiano.

intestazione del sito terminologia it

Per chi parla tedesco: Deutscher Terminologie-Tag ha indetto la seconda edizione del premio DTT-Förderpreis, un riconoscimento per contributi di particolare valore nel campo della terminologia (nei due significati di disciplina teorica e attività terminologica).
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Vedi anche: Risorse lessicali per tradurre dall’inglese

Non è Paris, Texas

Che lettore tipico avrà avuto in mente chi ha scritto questo titolo in un sito di notizie?

testo del titolo: “La città di Parigi, la capitale della Francia, ha formalizzato la sua candidatura alle Olimpiadi del 2014.”

Specificare che Parigi è una città e che è la capitale della Francia ha senso in un contesto non europeo, ma è ridondante se il lettore è italiano: sono informazioni che fanno parte delle conoscenze enciclopediche di chiunque abbia fatto la scuola dell’obbligo.

Sicuramente si tratta di un titolo tradotto, ma anche le traduzioni più banali possono richiedere interventi di adattamento.

Vedi anche: Quando localizzare = eliminare

Bomber e altri (pseudo)anglicismi

immagine dell'articolo

Ieri The Times ha pubblicato Italians resist an English invasion on the language front (con paywall, ma si può leggere qui).

L’articolo afferma che oggi l’Accademia della Crusca, descritta come la linguistic elite italiana, terrà un emergency summit per fermare l’invasione di anglicismi che sta minacciando la nostra cultura. Verrà istituita una commissione di risposta rapida che dia la caccia a politici, burocrati e giornalisti che introducono parole inglesi per fornire loro alternative italiane.

Il pezzo è brillante ma le preoccupazioni e alcune affermazioni attribuite ai linguisti italiani mi sembrano romanzate: lo scorso febbraio ero al convegno dell’Accademia della Crusca dove erano state annunciate iniziative sugli anglicismi, riassunte da Annamaria Testa in #dilloinitaliano: quello che è successo, e non ricordo allarmismi estremi.   

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disturbing ≠ disturbante

dettaglio dal manifesto del fim dell’orrore BABADOOKIn inglese i film horror sono spesso descritti come disturbing e cioè inquietanti, allarmanti, che causano ansia, in particolare per le loro immagini.

In italiano invece disturbante vuol dire “che disturba” e quindi che dà noia o fastidio, che intralcia, oppure che interrompe la quiete pubblica o privata, ma non significa “angosciante” (cfr. disturbare e turbare).

Disturbante è un falso amico, tipico del doppiaggese. Ormai però è un errore così diffuso che l’espressione profondamente disturbante si trova non solo come traduzione letterale di deeply disturbing ma anche in libri di autori italiani.

Terminologia per la Giornata mondiale del rifugiato

Oggi 20 giugno è la Giornata mondiale del rifugiato (World Refugee Day), istituita dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e descritta anche con altri nomi: del rifugiato e del migrante / del migrante e del rifugiato / dei rifugiati / dei profughi ecc.

Le varianti sono sintomatiche di una certa confusione terminologica su questi temi: nell’ambito delle organizzazioni internazionali che se ne occupano, rifugiato, migrante e profugo non sono termini equivalenti ma identificano concetti diversi, e si notano anche differenze d’uso tra le diverse organizzazioni.  

Asylum and Migration Glossary 3.0 – European Migration Network

Glossario sull’asilo e la migrazione dell’EMN

Una risorsa molto utile per risolvere le ambiguità è il glossario multilingue curato dall’European Migration Network. Nella versione 3.0 (2014), disponibile solo in inglese ma con indice anche in italiano, ogni termine inglese viene definito in contesto UE e il concetto che identifica viene confrontato, se diverso, con quelli in altri contesti globali o di altre organizzazioni.

Per ciascuna voce sono indicati i termini corrispondenti in tutte le lingue ufficiali dell’UE e in norvegese, come si può vedere in questo esempio per refugee:

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Migrazione: reinsediamento e ricollocazione

Due termini chiave all’interno dell’Agenda europea sulla migrazione sono reinsediamento e ricollocazione.

Reinsediamento

resettlement

Nel contesto dell’Unione europea, il reinsediamento è “il trasferimento di cittadini di paesi terzi o apolidi, riconosciuti bisognosi di protezione internazionale, in uno Stato membro dell’UE in cui sono ammessi per motivi umanitari o come rifugiati” (freccia282 verso l’UE).

Corrisponde  al concetto che in inglese è identificato come resettlement anche da altre organizzazioni e agenzie internazionali, cfr. glossari UNHCR e IOM.

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Grazie!

Sono stati annunciati i risultati del concorso internazionale Top 100 Language Lovers 2015 organizzato da bab.la e Lexiophiles. Ha raccolto più di 50.000 voti e tra questi sicuramente parecchi sono andati anche a questo blog e al mio account di Twitter, @terminologia, che si sono classificati molto bene: al 6º posto nella categoria Language Professional Blogs e tra i primi 25 in Language Twitter Accounts. Un grosso GRAZIE a tutti! 

Top 25 Language Professionals Blogs 2015    Top 25 Language Twitterers 2015

A Roma, le parole della migrazione

The European Agenda on Migration – Glossary, facts and figuresGiovedì 18 giugno allo Spazio Europa della Commissione europea a Roma è in programma un Corso per giornalisti sul tema della migrazione (aperto anche a non giornalisti).

Michele Cercone della Commissione europea presenterà il glossario sulle parole della migrazione, di cui è già disponibile una versione online in inglese, The European Agenda on Migration – Glossary, facts and figures.

Nel pomeriggio parteciperò a una tavola rotonda con un intervento sul ruolo della terminologia nella comunicazione.

Vedi anche: Migranti, emigrati e immigrati (aggiornato).

Latino nel XXI secolo

HOSPITUM DISCRIMINA BARBARORUM INCURIA (“la differenza è dell’ospite, l’indifferenza del barbaro”) – cassonetto per la raccolta differenziata a Pompei

Un suggerimento di lettura: Alibi, gratis, sponsor, video… 80 espressioni latine usate in italiano, con molti riferimenti e un’attenzione particolare alle parole latine entrate in italiano attraverso l’inglese.

Ne approfitto per ricordare uno dei miei primi post, Inglese, latino e termini informatici, e altri “latineggianti”:
focus ≠ focus
Lorem ipsum in Word 
curriculum, curricula e curricoli
In inglese: latino suino e canino

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Lingue artificiali: Blissymbolics

esempi da An Introduction to Blissymbols di Douglas CrockfordBlissymbolics / Blissymbols o Semantography è una lingua artificiale creata negli anni ‘40 del secolo scorso da Charles Bliss. È un sistema di scrittura ideografico, come la scrittura geroglifica egiziana e la scrittura cinese, che si basa su una rappresentazione grafica dei concetti.

Ha la peculiarità di esistere solo in forma scritta e quindi di non poter essere parlata perché ai simboli non corrispondono parole (cfr. segno nel triangolo semiotico). Bliss l’ha ideata come sistema di comunicazione ausiliario indipendente e universale, ma non ha avuto molto successo.

Caratteri di base

La lingua è formata da 900 caratteri di base (Bliss-character) che rappresentano concetti chiave. Includono sia pittogrammi (immagini stilizzate di oggetti reali) che ideogrammi (simboli che raffigurano un’idea o un concetto astratto, ad es. la forma del cuore rappresenta emozione / sentimento e il profilo della parte superiore della testa rappresenta la mente). Vengono inoltre usati alcuni simboli arbitrari con funzioni particolari.

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Le 3 sicurezze di Trenitalia

Milano Centrale, dal 1° Maggio gate di accesso all'area partenza dei treni

Chi parte dalla stazione di Milano Centrale deve passare attraverso dei gate (dire cancelli era troppo brutto?) e da FS News si scopre che:

l’iniziativa, adottata da FS Italiane per ragioni di security, contribuirà a elevare la qualità del servizio offerto al cliente.
il progetto […] mira ad aumentare la sicurezza dei passeggeri e a prevenire i fenomeni di evasione, accattonaggio, attività illecite e vendite abusive in prossimità e a bordo dei treni 
presso i gate è prevista la presenza di personale qualificato nell’uso di defibrillatori defibrillatori e nelle manovre di disostruzione delle vie aree, anche pediatriche, per garantire un primo soccorso in caso di necessità e offrire, quindi, un valore aggiunto anche in chiave di safety 

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disorder ≠ disordine

In una notizia su un trapianto innovativo, il corrispondente da Londra di un telegiornale ha dichiarato che la paziente aveva sofferto di un grave disordine sanguigno. È una palese traduzione letterale di blood disorder che in italiano corrisponde a malattia del sangue.

La parola inglese disorder può descrivere in modo generico vari tipi di disturbo, disfunzione o malattia: rare disorder, some kind of disorder, sleep / eating / mental / affective / social / skin disorder…

disorders
Le locuzioni più frequenti di sostantivo+disorder in inglese in Google Ngram Viewer. 

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black man ≠ uomo nero

Un poliziotto americano ha ucciso un uomo nero sparandogli alle spalle   “L’agente che lo scorso aprile in South Carolina aveva ucciso un uomo nero sparandogli alle spalle è stato arrestato e accusato di omicidio.”

Quando leggo titoli come questi penso che chi traduce black man con uomo nero anziché uomo di colore debba essere una persona sbadata oppure molto giovane. Non si spiega altrimenti come possa ignorare che uomo+nero forma una locuzione che non può essere interpretata letteralmente (a differenza di uomo bianco) e che non sappia chi è l’uomo nero nella cultura popolare italiana: differenze culturali di tipo generazionale, come quelle descritte in Quando Eminem è meglio di John Wayne?

[vignetta con cavernicolo che da un pulpito parla ad altri cavernicoli preoccupati]: “My opponent doesn’t even BELIEVE in the BOGEYMAN! Ho is he going to protect you from him!?” Didascalia: TIME-TESTED CAMPAIGN TACTICS

Ormai appartengono al passato sia la ninna nanna che la minaccia dell’uomo nero per fare stare buoni i bambini che non vogliono dormire, ma ne rimane traccia nella lingua e chi traduce non può ignorare i riferimenti.

L’equivalente inglese di uomo nero ovviamente non è “black man” ma bogeyman (o boogeyman). È un mostro immaginario dall’aspetto non ben definito, simile al babau ma anche allo spauracchio se invece è usato in senso figurato per descrivere persone, cose o situazioni che incutono paura e timori, spesso immotivati.
Vignetta: Bizarro